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προς τον ναον Παραθενωνα ονομαζομενον εστιν Απολλων χαλκους, και το αγαλμα λεγουσιν εργον Φειδιου ειναι· Απολλωνα δε Παρνοπιον καλουσιν οτι τοις Αθηναιοις, οτε οι παρνοπες εβλαπτον την γην, ο θεος ελεγεν αυτους αποτρεψειν εκ της χωρας· τροπω δε ποιω αυτους αποτρεψοιτο ουκ ελεγεν. Οι δε Αθηναιοι, τω θεω πιστευοντες, ησυχαζον· και τρις εβλεπον τους εμπιπτοντας παρνοπας διαϕθειπομενους, εκ Σιπιλου του ορους· τους μεν Απολλων απετρεπε βιαιον ανεμον εμβαλλων, τους δε διαϕθειρεν υετω και καυμαται ισχυρω, οι δε απεθνησκον καταλαμβανομενοι αιϕνιδιω. Ουτως οι Αθηναιοι, χαριν τω Απολλωνι εχοντες τον θεον τω ονοματι Παρνοπιω εσεβοντο· και εν εκαστω ενιαυτω τω του Απολλωνος αγαλματι παρνοπας χρυσους και αργυπους, την ευεργεσιαν εισαει μνημονευοντες
TRADUZIONE dal libroGymnasion pag 9 n. 2
Presso il tempio chiamato Partenone c'è una statua di Apollo di bronzo, e dicono che la statua sia un'opera di Fidia; chiamano Apollo Parnopio poiché agli Ateniesi, quando le locuste danneggiavano la terra, il dio diceva che le avrebbe allontanate. Gli Ateniesi, credendo al Dio, stavano tranquilli; e vedevano tre volte le locuste che cadevano uccise, dal monte Sipilo; Apollo da una parte le allontanava gettandogli contro vento violento, dall'altra le uccideva con la pioggia e il forte calore, coloro che venivano catturate morivano per il freddo improvviso. Così gli Ateniesi, essendo grati ad Apollo, onoravano il dio con il nome Parnopio; e ogni anno portano alla statua di Apollo delle locuste d'oro e d'argento, ricordando per sempre il beneficio. strong>Proposta alternativa di traduzione
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ULISSE OVVERO NESSUNO
versione di greco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Prima di bere Polifemo domandava "Dimmi o straniero qual è il tuo nome"? Ed egli rispondeva"I popoli (i soldati) mi chiamano nessuno" Il ciclope dunque tracannava la coppa e si addormentava profondamente dopo qualche temo Laerziade rinchiudendosi nella grotta con i compagni accecava il ciclope con un palo appuntito e ardente. Subito polifemo si svegliava per il dolore e estraeva il palo dall'occhio e chiamava vicino i ciclopi che abitavano nelle grotte in aiuto. Quelli dunque subito accorrevano e chiedevano "che cosa o chi una volta importunò te o Polifemo?" Dunque quello rispondeva dall'interno "nessuno mi uccide con l'inganno e non con la forza!". Quelli poi rispondendo dicevano "Se dunque nessuno ti maltratta riposa tranquillamente e lascia riposare noi" e dicendo queste cose si allontanavano. Al tempo stesso mentre Polifemo apre la grotta e conducendo fuori le pecore una ala volta le tocca con le mani affinché con le pecore non escano pure gli stranieri. Invece odisseo e i compagni fuggono legandosi sotto i ventri delle pecore.
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GENEROSITà DI DARIO
VERSIONE DI GRECO di Eliano
Ημερωτατον δε Δαρειου τουτο το εργον ακουω του παιδος του Ιστασπου. Αριβαζος ο Γρκανος επεβουλευσεν αυτω μετα και αλλων ανδρων ουκ αφανων εν Περσαις· ην δε η επιβουλη εν κυνηγεσιω. Απερ προμαθων ο Δαρειος ουκ επτηξεν, αλλα προσταξας αυτοις λαβειν τα οπλα και τους Ιππους, εκελευσεν αυτους διατεινασθαι τα παλτα, και δριμυ ενιδων «Τι ουν ου δρατε τουτο» ειπεν «εφ' δ και ωρμησατε; ». Οι δε ιδοντες ατρεπτον ανδρος βλεμμα ανεσταλησαν την ορμην. Το δεος δε αυτους κατεσχεν ουτως, ως και εκβαλειν τας αιχμας και αφαλασθαι των Ιππων και προσκυνησαι Δαρειον και εαυτους παραδουναι ο τι και βουλοιτο πραττειν. Ο δε διεστησεν αλλους αλλη, και τους μεν επι τα της Ινδικης ορια απεπεμψε, τους δε επι τα Σκυθικα. Και εκεινοι εμειναν αυτω πιστοι, δια μνημης εχοντες την ευεργεσιαν.
TRADUZIONE
So questo gesto molto degno di apprezzamento di Dario, figlio di Istaspe. Aribazo di Irconia tramò contro lo stesso insieme anche ad altri uomini noti tra i Persiani; ma il tranello era (previsto) durante la battuta di caccia. Essendo Dario venuto a sapere prima di quelle insidie non si scoraggiò, ma avendo ordinato loro di impugnare le armi e prendere i cavalli, ordinò che gli stessi prendessero le lance e guardando torvo disse: "Perchè dunque non fate anche ciò per cui vi eravate organizzati?". Ma quelli, avendo visto il volto impassibile dell'uomo, desistettero dall'assalto. La paura li pervase così che sia lasciarono cadere le armi sia scesero giù dai cavalli e si prostrarono a Dario e gli si consegnarono per ciò che volesse fare di loro. Egli separò chi da una parte chi dall'altra ed esiliò alcuni verso i monti dell'India, altri sui monti della Scizia. Allora quelli gli rimasero fedeli portandogli riconoscenza per la memoria del beneficio ricevuto.
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EDUCAZIONE E NATURA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro GYMNASION
έτεκμαίρετο δε τάς άγαθάς φύσεις έκ τοῦ ταχύ τε μανθάνειν οἶς προσεχοιεν, καί μνημονεύειν ἃ ἃν μάθοιεν, καϊ επιθυμειν τῶν μαθημάτων πάντων, διʹ ὧν εστιν οικίαν τε καλῶς οικεῖν καϊ πόλιν, καϊ τό ὂλον άνθρώπίοίς τε καϊ άνθρωπΐνοις πράγμασίν εὗ χρῆσθαι. τούς γάρ τοιούτους ηγεϊτο παιδευθέν τάς ουκ ἃν μόνον αυτούς τε εύδαιμονας εῖναι και τούς εαυτῶν οΐκους καλῶς οικέΐν, αλλά καί ἃλλους ανθρώπους καί πόλεις δυνασθαι ευδαίμονας ποιεῖν. Ού τόν αυτόν δε τρόπον έπϊ πάπας ᾓει, άλλά τούς μέν οϊομενους φύσει αγαθούς εϊναι, μαθήσεως δε καταφροῦντας ἐδίδασκεν ὃτι αἱ ἂρισται δοκοῦσαι είναι φύσεις μάλιστα παιδείας δέονται. ἐπιδεικνύων τῶν τε ἵππων τοὺς εὐφυεστάτους, θυμοειδεῖς τε καὶ σφοδροὺς ὄντας, εἰ μὲν ἐκ νέων δαμασθεῖεν, εὐχρηστοτάτους καὶ ἀρίστους γιγνομένους, εἰ δὲ ἀδάμαστοι γένοιντο, δυσκαθεκτοτάτους καὶ φαυλοτάτους·
TRADUZIONE
Socrate era in grado di riconoscere le buone indoli dall'imparare rapidamente le cose a cui si applicavano, dal tenere a memoria quelle cose che imparavano, dal desiderare tutti gli insegnamenti grazie ai quali è possibile governare bene la casa e la città e in generale fare buon uso degli uomini e delle cose umane: infatti credeva che tali uomini (se ben educati) non solo fossero felici essi stessi e che amministrassero bene i loro patrimoni, ma che facessero felici anche gli altri uomini e le città. Non (trattava tutti) allo stesso modo, ma a coloro che si ritenevano buoni per natura, e tenevano in poca considerazione l’apprendimento insegnava che proprio le nature che sembrano essere le migliori hanno maggiormente bisogno dell’educazione. Indicava come esempio i cavalli meglio dotati che sono focosi e impetuosi e che se sono addestrati da giovani diventano facili da usare e molto validi ma se vengono su senza essere addestrati sono difficili da trattare e di poco valore
oppure
Dimostrava che le buone nature dal rapido apprendere potrebbero applicarsi a qualunque cosa e ricordare ciò che potrebbero imparare e desiderare di tutte le scienze attraverso le quali è bene amministrare la casa, la città e tutto è ben utilizzato per li uomini e anche per le azioni umane: infatti riteneva che i tali non solo fossero felici e amministrassero bene le case, ma che rendessero felici anche gli altri uomini. Non alla stessa maniera, ma coloro che pensano alla natura sono buoni, insegnava a coloro che disprezzavano l'apprendimento che sono le nature che sembrano migliori ad avere maggiormente bisogno dell'educazione
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LA VITA DEGLI UOMINI PRIMITIVI
VERSIONE DI GRECO di DIODORO SICULO
TRADUZIONE dal libro GYMNASION
qui trovi quella del libro FRASIS (che è diversa)
Qui trovi quella del libro verso itaca
TRADUZIONE
gli uomini primitivi, non conoscendo le cose utili per la vita, vivevano faticosamente; quando ancora erano senza vesti, privi di case, costretti a dormire sugli alberi, completamente inconsapevoli del cibo quotidiano. Poichè non si procuravano i frutti per i loro bisogni, non conoscendo l'arte della caccia, innumerevoli uomini morivano durante gli inverni per il freddo e per la mancanza di cibo, molti tra l'altro erano sbranati da animali selvaggi. Dopo poco invece, imparando dall'esperienza, si rifugiavano nelle grotte d'inverno, cacciando via bestie selvatiche e raccoglinedo i frutti. Dopo la scoperta del fuoco e di altre cose necessarie alla vita, a poco a poco scoprivano anche le arti e altre cose che giovavano alla vita sociale.