- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 3
Esortazione di Nicia VERSIONE DI GRECO di Tucidide TRADUZIONE dal libro gymnasion
Ανδρες στρατιωται Αθηναιων τε και των αλλων ξυμμαχων, ο μεν αγων ο μελλων ομοιως κοινος απασιν εσται περι τε σωτηριας και πατριδος εκαστοις ουχ ησσον η τοις πολεμιοις· ην γαρ κρατησωμεν νυν ταις ναυσιν, εστι τω την οικειαν παλιν επιδειν. Αθυμειν δε ου χρη ουδε πασχειν οπερ οι απειροτατοι των ανθρωπων, οι τοις πρωτοις αγωσι σφαλεντες επειτα δια παντος την ελπιδα του φοβου ομοιαν ταις ξυμφοραις εχουσιν. Αλλ' οσοι τε Αθηναιων παρεστε, πολλων ηδη πολεμων εμπειροι οντες, και οσοι των ξυμμαχων, ξυστρατευομενοι αιει, μνησθητε των εν τοις πολεμοις παραλογων, και ως αναμαχουμενοι αξιως τουδε του πληθους παρασκευαζεσθε.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 3
DOPO LA BATTAGLIA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
ἐπειδὴ δὲ ἡ μὲν νίκη σὺν Ἀγησιλάῳ ἐγένετο, τετρωμένος δ᾽ αὐτὸς προσηνέχθη πρὸς τὴν φάλαγγα, προσελάσαντές τινες τῶν ἱππέων λέγουσιν αὐτῷ ὅτι τῶν πολεμίων ὀγδοήκοντα σὺν τοῖς ὅπλοις ὑπὸ τῷ ναῷ εἰσι, καὶ ἠρώτων τί χρὴ ποιεῖν. ὁ δὲ καίπερ πολλὰ τραύματα ἔχων πάντοσε καὶ παντοίοις ὅπλοις ὅμως οὐκ ἐπελάθετο τοῦ θείου, ἀλλ᾽ ἐᾶν τε ἀπιέναι ὅποι βούλοιντο ἐκέλευε καὶ ἀδικεῖν οὐκ εἴα, καὶ προπέμψαι ἐπέταξε τοὺς ἀμφ᾽ αὐτὸν ἱππεῖς ἔστε ἐν τῷ ἀσφαλεῖ ἐγένοντο ἐπεί γε μὴν ἔληξεν ἡ μάχη, παρῆν δὴ θεάσασθαι ἔνθα συνέπεσον ἀλλήλοις τὴν μὲν γῆν αἵματι πεφυρμένην, νεκροὺς δὲ κειμένους φιλίους καὶ πολεμίους μετ’ ἀλλήλων, ἀσπίδας δὲ διατεθρυμμένας, δόρατα συντεθραυσμένα, ἐγχειρίδια γυμνὰ κολεῶν, τὰ μὲν χαμαί, τὰ δ’ ἐν σώματι, τὰ δ’ ἔτι μετὰ χεῖρας. τότε μὲν οὖν (καὶ γὰρ ἦν ἤδη ὀψέ) συνελκύσαντες τοὺς τῶν πολεμίων νεκροὺς εἴσω φάλαγγος ἐδειπνοποιήσαντο καὶ ἐκοιμήθησαν· πρῲ δὲ Γῦλιν τὸν πολέμαρχον παρατάξαι τε ἐκέλευσε τὸ στράτευμα καὶ τρόπαιον ἵστασθαι καὶ στεφανοῦσθαι πάντας τῷ θεῷ καὶ τοὺς αὐλητὰς πάντας αὐλεῖν. καὶ οἱ μὲν ταῦτ’ἐποίουν· οἱ δὲ Θηβαῖοι ἔπεμψαν κήρυκα, ὑποσπόνδους τοὺς νεκροὺς αἰτοῦντες θάψαι. καὶ οὕτως δὴ αἵ τε σπονδαὶ γίγνονται καὶ ὁ Ἀγησίλαος οἴκαδε ἀπεχώρει, ἑλόμενος ἀντὶ τοῦ μέγιστος εἶναι ἐν τῇ Ἀσίᾳ οἴκοι τὰ νόμιμα μὲν ἄρχειν, τὰ νόμιμα δὲ ἄρχεσθαι.
TRADUZIONE
Dopo che la vittoria fu nelle mani di Agesilao, essendo egli stesso ferito, fu condotto alla sua falange, arrivando alcuni dei cavalieri gli dissero che 80 nemici erano in armi sotto il tempio, e chiesero che cosa bisognasse fare. Quello allora pur avendo avuto molte ferite in ogni parte procurate da armi di ogni tipo, tuttavia non dimenticò il culto divino, ma se alcuni avessero voluto andare via, lui avrebbe ristabilito l'ordine e non avrebbe lasciato che fossero empi. Allora dunque, ed infatti era già tardi, avendo tirato assieme i morti dei nemici fuori dalla falange, cenarono e si coricarono; Al mattino egli ordinò che il polemarco Gilide schierasse l'esercito e di innalzare un trofeo, di indossare tutti corone in onore del Dio e di far suonare gli auli a tutti gli auleti. Gli uomini obbedirono memtre i Tebani inviarono un araldo chiedendo di poter seppellire i morti con la cessione di una tregua. Si stipuò così la tregua e Agesilao tornò in patria scengliendo anzichè essere l'uomo più grande di Asia, di governare e di essere governato entro i limiti della legge nella sua patria si mettesse davanti e si incoronassero tutti al dio e tutti i flautisti suonassero. E quelli fecero queste cose: allora i Tebani inviarono degli araldi richiedendo i morti per seppellirli. E così furono fatte delle tregue ed Agesilao tornò in patria
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 3
IL PADRE, IL FIGLIO E L'ASINO
VERSIONE DI GRECO di Esopo
TRADUZIONE
Un anziano viaggiava con il giovane figlio; i viaggiatori portavano un asino con loro, sul quale montavano vicendevolmente, per rendere sopportabile il peso del viaggio. Mentre il padre era sopra l'asino e il figlio procedeva a piedi, coloro che andavano loro incontro (li deridevano) si misero a ridere: "Ecco, un moribondo ed inutile vecchierello, per risparmiare la sua buona salute, sciupa un bel giovane". L'anziano scese e mise sopra il figlio al suo posto. La folla di viaggiatori mormorò: "Ecco, il giovane pigro e vigoroso, per favorire la sua pigrizia, sacrifica il padre decrepito". Scosso da queste parole, quello costrinse il padre a montare con sè. Ma mentre procedevano insieme sopra un solo animale, il mormorio d'indignazione di quelli che incontravano andava crescendo, poiché due pessimi animali schiacciavano col loro peso quel piccolo animale. Allora padre e figlio, molto turbati, discesero e iniziarono ad avanzare entrambi a piedi mentre l'asinello era vuoto (dai pesi). Allora anche maggiore scherno e ridere di tutti: "Ecco due asini, più sciocchi di quello che guidano!" Allora il padre: "Nessuno approva ugualmente nulla, per questa ragione riprendiamo la nostra prima abitudine". La favoletta è adattissima per chiunque si preoccupa dell'opinione della gente.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 3
DISCORSO DI CIRO AI MERCENARI GRECI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Intorno alla mezzanotte Ciro compie una rassegna degli Elleni e di Barbari nella pianura. Infatti sembrava che sul far dell'aurora stese per giungere il grande re e attaccasse battaglia. dopo la rassegna sul far del giorno gungevano i disertori presso il grande re e annunciavano le spedizioni militari pressoil re. Ciro richiama i comandanti deli ELLENI e li esorta dicendo queste cose ''O Greci, vi condurrò dal grande re non mancando di uomini barbari ma itenendo voi essere migliori e più forti di molti barbari. E' necessario che voi sappiate che i nemici attaccheranno battaglia con un forte grido, se voi dunque tollererete questo grido, vincerete. ''
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 3
TRADUZIONE
I VILLAGGI DEI CARDUCHI
VERSIONE DI GRECO di Senofonte Traduzione libro gymnasion
Πολυκρατης ο Αθηναιος συν τοις στρατιωταις εξαιφνης εις την κωμην εισερχεται και καταλαμβανει εν ταις οικιαις τους κωμητας και τον κωμαρχην και συχνους πωλους, εις δασμον βασιλει τρεφομενους, και την θυγατερα του κωμαρχου. Αι οικησεις καταγειοι ησαν αι δε εισοδοι τοις μεν υποζυγιοις ορυκται ησαν, οι δ' ανθρωποι κατεβαιναν επι κλιμακος. Εν ταις οικιαις ησαν αιγες και οιες και ορνιθες, τα δε κτηνη χιλω ενδον ετρεφοντο. Ησαν δε και πυροι και κριθαι και οσπρια και οινος κριθινος εν κρατηρσιν. Επι δε της τραπεζης ην κρεατα αρνεια, εριφεια, χοιρεια, μοσχεια συν παμπολλοις αρτοις, τοις μεν πυρινοις, τοις δε κρνθινοις. Ο Ξενοφων ουν τον κωμαρχην ειστια και τελος οι στρατιωται, μετα τους της οδου πονους και τους των μαχων κινδυνους, ησθιον και επινον αφθονως, τελος δε και ηδεως αναπαυοντο και ησυχως βιον διηγον, και τοις θεοις τη σωτηρια χαριν ειχον και θυσιας εθυον.
L'ateniese Policrate con i soldati all'improvviso entrò in un villaggio e prese nelle case gli abitanti del villaggio, il del capo villaggio, molti puledri e la figlia del capo villaggio. Le case erano sotterranee, le entrate agli animali da soma erano scavate, gli uomini scendevano con una scala. Nelle case c'erano le capre, le pecore e le galline, nutrivano gli animali all'interno con il foraggio. Nelle coppe c'erano anche frumento, orzo, legumi e vino d'orzo. In tavola c'era anche carne di agnello, di capretta, di maiale, di vitello con molti panini alcuni di frumento altri di orzo. Senofonte dunque invitò a pranzo il capo del villaggio e infine gli eserciti, per la fatica del cammino e per il pericolo dellle battaglie, mangiarono e bevvero abbondantemente e infine riposarono piacevolmente e condussero tranquillamente la vita e furono grati agli dei per la salvezza e consumarono sacrifici.