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Οι Αργειοι μεν, εξ ουπερ την πολιν οικουσιν ...... αλλα και περι των αλλων αμεινον βουλευεσθαι ποιήσεις
Circa gli argivi, puoi ben vedere che in parte sono in una condizione simile a quella sopra descritta, in parte peggiore di quella spartana: da quando infatti abitano la città combattono come gli spartani contro i loro vicini, ma, diversamente da loro che si scontrano con gente più debole essi con uomini più forti e tutti concorderebbero nel ritenere questa la più grande delle sventure. E sono così sfortunati in fatto di guerra che poco ci manca che ogni anno assistano passivamente alla devastazione e alla distruzione del loro territorio. Questo è poi l'aspetto più terribile che quando anche i nemici cessino di procurare loro dei fastidi essi da soli uccidono i cittadini più illustri e ricchi e godono nel fare ciò come nessun altro nell'uccidere i nemici. Solo la guerra è causa di questa vita così turbolenta, cosi, se tu le porrai un termine, non solo allontanerai da loro questi problemi ma li indirizzerai verso decisioni migliori anche in altri campi.
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Gli ateniesi riuscirono ad opporre al nemico dell'Asia uomini così valorosi che mai nessun poeta o oratore ha potuto raccontare in modo adeguato le loro imprese. Ma io li comprendo: è ugualmente difficile lodare uomini straordinari e gente che non ha fatto nulla di buono: per questi non ci sono azioni per quelli non ci sono parole. Come si possono trovare parole adatte a uomini che superarono e di molto, perfino gli eroi della guerra di Troia, che impiegarono 10 anni per una sola città mentre loro In poco tempo sbaragliarono le forze di tutta quanta l'Asia e non solo salvarono la loro patria ma liberarono l'intera Grecia? (Isocrate)
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Ἀκούω δὲ Κλέομμιν τὸν ἐν Μηθύμνῃ ἔχοντα τὴν δυναστείαν ...... μᾶλλον ἢ ζῆν πολυν χρόνον τῇ πόλει μεγαλων κακῶν αἴτιω γενόμενω
Sento che Cleommide, che ha in Metinna un principato somigliante al tuo in tutte le azioni, è uomo incorrotto e virtuoso e saggio ed è così lontano dall'uccidere alcuno dei cittadini o dal mandarli in esilio o dal confiscarne i beni o dal fare alcun altro male e che anzi dedica grande sicurezza ai suoi sudditi e richiama gli esuli e rende a coloro che sono tornati i possedimenti dai quali erano stati cacciati e a quelli che li avevano comprati dà il prezzo che li avevano pagati in contanti per ciascuno (sento) Inoltre che arma tutti i cittadini come nessuno fa (anche se) per costringerli a macchinare cose nuove contro di lui: anche se alcuni ne avessero intenzione sarebbe meglio per lui morire piuttosto che vivere più tempo dopo aver arrecato alla città grandissimi mali (traduzione libera)
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῾Ορῶ γὰρ τοὺς μὲν τὴν ἀδικίαν προτιμῶντας καὶ τὸ λαβεῖν τι τῶν ἀλλοτρίων μέγιστον ἀγαθὸν νομίζοντας ὅμοια πάσχοντας τοῖς δελεαζομένοις τῶν ζῴων, καὶ κατ' ἀρχὰς μὲν ἀπολαύοντας ὧν ἂν λάβωσιν, ὀλίγῳ δ' ὕστερον ἐν τοῖς μεγίστοις κακοῖς ὄντας, τοὺς δὲ μετ' εὐσεβείας καὶ δικαιοσύνης ζῶντας ἔν τε τοῖς παροῦσιν χρόνοις ἀσφαλῶς διάγοντας καὶ περὶ τοῦ σύμπαντος αἰῶνος ἡδίους τὰς ἐλπίδας ἔχοντας. Καὶ ταῦτ' εἰ μὴ κατὰ πάντων οὕτως εἴθισται συμβαίνειν, ἀλλὰ τό γ' ὡς ἐπὶ τὸ πολὺ τοῦτον γίγνεται τὸν τρόπον. Χρὴ δὲ τοὺς εὖ φρονοῦντας, ἐπειδὴ τὸ μέλλον ἀεὶ συνοίσειν οὐ καθορῶμεν, τὸ πολλάκις ὠφελοῦν, τοῦτο φαίνεσθαι προαιρουμένους. Πάντων δ' ἀλογώτατον πεπόνθασιν, ὅσοι κάλλιον μὲν ἐπιτήδευμα νομίζουσιν εἶναι καὶ θεοφιλέστερον τὴν δικαιοσύνην τῆς ἀδικίας, χεῖρον δ' οἴονται βιώσεσθαι τοὺς ταύτῃ χρωμένους τῶν τὴν πονηρίαν προῃρημένων. ᾿Ηβουλόμην δ' ἂν, ὥσπερ προσῆκόν ἐστιν ἐπαινεῖσθαι τὴν ἀρετὴν, οὕτω πρόχειρον εἶναι πεῖσαι τοὺς ἀκούοντας ἀσκεῖν αὐτήν· νῦν δὲ δέδοικα μὴ μάτην τὰ τοιαῦτα λέγωμεν. Διεφθάρμεθα γὰρ πολὺν ἤδη χρόνον ὑπ' ἀνθρώπων οὐδὲν ἀλλ' ἢ φενακίζειν δυναμένων, οἳ τοσοῦτον τοῦ πλήθους καταπεφρονήκασιν ὥσθ' ὁπόταν βουληθῶσιν πόλεμον πρός τινας ἐξενεγκεῖν, αὐτοὶ χρήματα λαμβάνοντες λέγειν τολμῶσιν ὡς χρὴ τοὺς προγόνους μιμεῖσθαι καὶ μὴ περιορᾶν ἡμᾶς αὐτοὺς καταγελωμένους, μηδὲ τὴν θάλατταν πλέοντας τοὺς μὴ τὰς συντάξεις ἐθέλοντας ἡμῖν ὑποτελεῖν.
traduzione e nalisi della versione greco maturità 2016 - Clicca qui
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Il tradimento di Alcibiade ha qualche giustificazione
versione greco da Isocrate
Η εκκλησια δια το μεγεθως των αιτιων συνελεγη ταχεως και τους μεν κατηγορους σαφως επεδειξε ψευδομενους τον δε Αλκιβιαδεν εις Σικελιαν στρατηγον εχειροτονησεν. ..... ηναγκασθη καταφυγειν επι Λακεδαιμονιους
Per la gravità delle accuse l'’assemblea si riunì velocemente e dimostrò chiaramente che gli accusatori affermavano il falso, e scelsero Alcibiade come comandante in Sicilia. Dopodiché egli salpò in quanto già era stato liberato dalla falsa accusa, ma quelli che avevano fissata l’assemblea di nuovo sollevavano il fatto e mandavano dei delatori. E non smisero prima di richiamare Alcibiade dall’accampamento e di uccidere alcuni dei suoi amici, e di scacciarne altri dalla città. Dunque, venuto a sapere la forza dei nemici e le disgrazie degli amici e ritenendo di patire cose terribili poiché non lo giudicavano quando era presente, ma lo condannavano quando era lontano, non ritenne opportuno ritornare ad Atene, ma una volta giunto ad Argo stette tranquillo. Alcuni giunsero a tal punto di tracotanza da persuadervi ad espellerlo da tutta la Grecia e, inviando ambasciatori, a reclamarlo presso gli Argivi. Egli, allora, poiché nessun’altra salvezza gli si mostrava, fu costretto a fuggire presso i Lacedemoni.