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Ἐν ἐκεῖνος τοῖς χρόνοις οὐκ ἐν τοῖς σκιραφείοις οἱ νεώτεροι διέτριβον, οὐδ᾽ ἐν ταῖς αὐλητρίσιν, οὐδ᾽ ἐν τοῖς τοιούτοις συλλόγοις ἐν οἷς νῦν διημερεύουσιν· ἀλλ᾽ ἐν τοῖς ἐπιτηδεύμασιν ἔμενον ἐν οἷς ἐτάχθησαν, θαυμάζοντες καὶ ζηλοῦντες τοὺς ἐν τούτοις πρωτεύοντας. Οὕτω δ᾽ ἔφευγον τὴν ἀγοράν, ὥστ᾽ εἰ καί ποτε διελθεῖν ἀναγκασθεῖεν, μετὰ πολλῆς αἰδοῦς καὶ σωφροσύνης ἐφαίνοντο τοῦτο ποιοῦντες. Ἀντειπεῖν δὲ τοῖς πρεσβυτέροις ἢ λοιδορήσασθαι δεινότερον ἐνόμιζον ἢ νῦν περὶ τοὺς γονέας ἐξαμαρτεῖν. Ἐν καπηλείῳ δὲ φαγεῖν ἢ πιεῖν οὐδεὶς οὐδ᾽ ἂν οἰκέτης ἐπιεικὴς ἐτόλμησεν· σεμνύνεσθαι γὰρ ἐμελέτων, ἀλλ᾽ οὐ βωμολοχεύεσθαι. Καὶ τοὺς εὐτραπέλους δὲ καὶ τοὺς σκώπτειν δυναμένους, οὓς νῦν εὐφυεῖς προσαγορεύουσιν, ἐκεῖνοι δυστυχεῖς ἐνόμιζον.
A quei tempi i giovani non passavano il tempo nelle bische né con le suonatrici di aulo o in altri incontri in cui ora passano le giornate (διημερεύω), ma si intrattenevano in attività in cui erano impiegati, rispettati e stimati quelli che primeggiavano. ...(CONTINUA)
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Αναμνησθητε ως Αλκιβιαδης, επειδη κατηλθε, πολλ'αγαθα την πολιν εποιησεν. Αναμνησθε ως ειχε τοτε τα της πολεως πραγματα, καταλελυμενης μεν της δημοκρατιας, στασιαζοντων δε των πολιτον, διαφερομενων δε των στρατιωτων προς τας αρχας, εις τουτο δε μανιας ανφοτερων αφιγμενων, εστε μηδετεροις μηδεμιαν ελπιδ'ειναι σωτηριας. Κρατουντων μεν των πολεμιων και της γης και της θαλαττης, χρηματων δ''υμιν ουκ οντων, εκεινοις δε βασιλεως παρεχοντος, εν τοσαυταις συμφοραις και τοιυτοις κινδυνοις της πολεως ουσης, μεταπεμψαμενων αυτον των στρατιωτων, ο Αλκιβιαδης ευθυς ειλετο μετα της πολεως οτιουν πασχειν η μετα Λακεδαιμονιων ευτυχειν, και πασι φανερον εποιησεν οτι τοις εκβαλουσιν αυτον αλλ'ουχ υμιν επολεμει και οτι κατελθειν αλλ'ουκ απολεσαι την πολιν επεθυμει.
Ricordate(vi) che Alcibiade, quando fece ritorno, procurò molti beni alla città. Ricordate(vi) che egli una volta, ebbe il governo della città, dopo che la democrazia fu abbattuta, quando i cittadini erano in conflitto, quando i soldati contendevano per le cariche, essendo entrambi giunti a tal punto di follia, che non c'era alcuna speranza di salvezza per nessuno dei due. Poiché i nemici dominano per terra e per mare, poiché voi non avete ricchezze, poiché un re si presenta loro, dato che la città è in siffatte sventure e siffatti pericoli, poiché i soldati lo mandarono a chiamare, Alcibiade subito preferì patire ogni cosa con la città piuttosto che stare bene con i Lacedemoni, e rese evidente a tutti che combatteva contro quelli che lo bandirono ma non con voi e che desiderava ritornare ma non mandare in rovina la città.
Analisi dei verbi della versione:
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Inizio: Εξ ων δ'οιον τ'ην οσιως και δικαιως λαβειν αρχην Ευαγορα διεφυλαξεν ... Fine: ων επειδη φευγειν ηναγκασθη τυραννειν ωηθη δειν
(Il Genio/il Dio) sorvegliò Evagora relativamente a quelle cose grazie alle quali gli fosse possibile ottenere il potere giustamente e santamente. Infatti uno dei principi, avendo ordito un’insidia, uccise il tiranno e cercò di eliminare anche Evagora, ritenendo che non avrebbe potuto ottenere il regno se non avesse tolto di mezzo anche lui. Essendo sfuggito al pericolo e salvatosi in Solo della Cilicia non ebbe lo stesso modo di pensare di coloro che cadono in tali disgrazie. Gli altri, infatti, anche se eventualmente si sono salvati da una tirannide, hanno l’animo poù abbattuto a causa delle presenti disgrazie; egli, invece, giunse a tal punto di elevatezza d’animo che, pur essendo cittadino privato da lungo tempo, poiché fu costretto a fuggire, ritenne che dovesse impadronirsi del potere. E da una parte tralasciò coloro che vagavano da un Paese all’altro e il cercare il ritorno per mezzo di altri e di coltivare persone più buone di lui; dall'altra invece, avendo preso questa deliberazione, che è necessario che prendano coloro che vogliono vivere secondo la volontà divina vendicare le ingiurie e di non essere i primi ad attaccare e, avendo stabilito di regnare o riuscendo di regnar, se avesse vinto, o di morire, se avesse fallito, avendo radunato circa cinquanta uomini come i più dicono, con costoro si preparava a fare ritorno
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La buona educazione versione greco Isocrate
Λεγομεν γαρ ως δει τους μελλοντας διοισειν η περι τους λογους η περι τας πραξεις η ... Δειν γαρ τους επιμελως επιστατησαι τοις παιδευομενοις, τους εγκρατως εμμειναι τοις προσταττομενοις.

Affermiamo infatti che bisogna che coloro che stanno per riflettere riguardo i discorsi e riguardo la prassi e riguardo altre cose, per prima cosa per questo siano per natura buoni, oltre a ciò si siano trovati a che siano stati educati e che prendano la conoscenza, chiunque sia per ciascuno, per terzo che siano esperti e che si siano esercitati riguardo la loro attività ed esperienza; infatti da queste cose in tutte le attività essere perfetti e di molto diversi dagli altri. E’ cosa particolare avere a che fare tra questi con ciascuno dei due, coloro che insegnano e coloro che imparano, introdurre la natura come bisogna, è cosa comune all’uno e all’altro a coloro che possono insegnare queste cose riguardo l’esercizio esperto; infatti bisogna che colore che insegnano con cura a coloro che imparano e colore con forza restino fedeli a coloro che comandano.
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Σόλων τε γὰρ προστάτης τοῦ δήμου καταστὰς οὕτως ἐνομοθέτησεν καὶ τὰ πράγματα διέταξεν καὶ τὴν πόλιν κατεσκεύασεν ὥστ' ἔτι καὶ νῦν ἀγαπᾶσθαι τὴν διοίκησιν τὴν ὑπ' ἐκείνου συνταχθεῖσαν· μετὰ δὲ ταῦτα Κλεισθένης ἐκπεσὼν ἐκ τῆς πόλεως ὑπὸ τῶν τυράννων, λόγῳ πείσας τοὺς Ἀμφικτύονας δανεῖσαι τῶν τοῦ θεοῦ χρημάτων αὑτῷ, τόν τε δῆμον κατήγαγεν καὶ τοὺς τυράννους ἐξέβαλεν καὶ τὴν δημοκρατίαν ἐκείνην κατέστησεν τὴν αἰτίαν τοῖς Ἕλλησιν τῶν μεγίστων ἀγαθῶν γενομένην· ἐπὶ δὲ τούτῳ Θεμιστοκλῆς ἡγεμὼν ἐν τῷ πολέμῳ τῷ Περσικῷ γενόμενος, συμβουλεύσας τοῖς προγόνοις ἡμῶν ἐκλιπεῖν τὴν πόλιν, ‑ ὃ τίς ἂν οἷός τ' ἐγένετο πεῖσαι μὴ πολὺ τῷ λόγῳ διενεγκών; ‑ εἰς τοῦτ' αὐτῶν τὰ πράγματα προήγαγεν, ὥστ' ὀλίγας ἡμέρας ἀνάστατοι γενόμενοι πολὺν χρόνον δεσπόται τῶν Ἑλλήνων κατέστησαν· τὸ δὲ τελευταῖον Περικλῆς καὶ δημαγωγὸς ὢν ἀγαθὸς καὶ ῥήτωρ ἄριστος οὕτως ἐκόσμησε τὴν πόλιν καὶ τοῖς ἱεροῖς καὶ τοῖς ἀναθήμασιν καὶ τοῖς ἄλλοις ἅπασιν ὥστ' ἔτι καὶ νῦν τοὺς εἰσαφικνουμένους εἰς αὐτὴν νομίζειν μὴ μόνον ἄρχειν ἀξίαν εἶναι τῶν Ἑλλήνων, ἀλλὰ καὶ τῶν ἄλλων ἁπάντων,