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Ἡδέως δ’ ἂν αὐτῶν πυθοίμην, ὑπὲρ τίνων οἴονται χρῆναι μαχομένους ἡμᾶς ἀποθνήσκειν· οὐχ ὅταν οἱ πολέμιοι προστάττωσί τι παρὰ τὸ δίκαιον καὶ τῆς χώρας ἀποτέμνωνται καὶ τοὺς οἰκέτας ἐλευθερῶσιν; καὶ τούτους μὲν κατοικίζωσιν εἰς ταύτην ἣν ἡμῖν οἱ πατέρες κατέλιπον, ἡμᾶς δὲ μὴ μόνον τῶν ὄντων ἀποστερῶσιν, ἀλλὰ καὶ πρὸς τοῖς ἄλλοις κακοῖς εἰς ὀνείδη καθιστῶσιν; ἐγὼ μὲν γὰρ ὑπὲρ τούτων οὐ μόνον πόλεμον ἀλλὰ καὶ φυγὰς καὶ θανάτους οἴομαι προσήκειν ἡμῖν ὑπομένειν· πολὺ γὰρ κρεῖττον ἐν ταῖς δόξαις αἷς ἔχομεν τελευτῆσαι τὸν βίον μᾶλλον ἢ ζῆν ἐν ταῖς ἀτιμίαις, ἃς ληψόμεθα ποιήσαντες ἃ προστάττουσιν ἡμῖν. εἰ δὲ δεῖ μηδὲν ὑποστειλάμενον εἰπεῖν, αἱρετώτερον ἡμῖν ἐστιν ἀναστάτοις γενέσθαι μᾶλλον ἢ καταγελάστοις ὑπὸ τῶν ἐχθρῶν.
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Ἐμοὶ δοκοῦσιν ἅπαντες μὲν ἐπιθυμεῖν τοῦ συμφέροντος καὶ τοῦ πλέον ἔχειν τῶν ἄλλων, οὑκ εἰδέναι δὲ τὰς πράξεις τὰς ἐπὶ ταῦτα φερούσας, ἀλλὰ ταῖς δόξαις διαφέρεν ἀλλήλων· οἱ μὲν γὰρ ἔχειν ἐπιεικεῖς καὶ στοχάζεσθαι τοῦ δέοντος δυναμένας, οἱ δ' ὡς οἷόν τε πλεῖστον τοῦ συμφέροντος διαμαρτανούσας. Ὅπερ καὶ τῇ πόλει συμβέβηκεν. Ἡμεῖς γὰρ οἰόμεθα μέν, ἢν τὴν θάλατταν πλέωμεν πολλαῖς τριήρεσι καὶ βιαζώμεθα τὰς πόλεις συντάξεις διδόναι καὶ δεόντων· πλεῖστον διεψεύσμεθα τῆς ἀληθείας. Ὦ μὲν γὰρ ἠλπίζομεν, οὐδὲν ἀποβέβηκεν, ἔχθραι δ' ἡμῖν ἐξ αὐτῶν καὶ πόλεμοι καὶ δαπάναι μεγάλαι γεγόνασιν,
Mi sembra che tutti gli uomini desiderano il loro utile e vogliono possedere più degli altri, ma non sanno come fare ed ognuno dice la sua: alcuni hanno idee oneste ed in grado di condurli allo scopo, altri ne hanno di sbagliatissime e che li portano del tutto fuori strada. Lo stesso vale per la nostra città. Noi infatti ci illudiamo che se ricopriamo il mare delle nostre triremi e costringiamo le città straniere a pagarci contributi e inviarci rappresentanti, otterremo qualche risultato vantaggioso, ma siamo del tutto lontani dalla realtà. Delle nostre aspettative non se ne è realizzata una, virgola tutto quello che ce ne è venuto in tasca sono odio, nemici ed enormi spese
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Il rischio è sempre in agguato
Ορω των πολεων τας αριστα πραττειν οιομενας κακιστα βουλευομενας και τας μαλιστα θαρρουσας εις πλειστους κινδυνους καθισταμενας ..... εις τους αυτους κινδυνους καθιστασαν ημιν.
Vedo infatti che le città che ritengono essere nelle condizioni più felici, prendono decisioni pessime e quelle che più confidano in loro stesse si trovano nel maggior numero di pericoli. La causa è il fatto che tra gli uomini nessun bene e nessun male si forma da solo, ma alla ricchezza e alla potenza si impone e si accompagna la stoltezza e, insieme a questa, la sfrenatezza, mentre alla povertà e alla miseria si aggiunge la saggezza e un gran senso della misura. Perciò è difficile capire quale di questi aspetti si debba decidere di lasciare ai propri figli: è infatti possibile vedere che spesso le situazioni si dispongono al meglio a partire da una condizione che sembra di debolezza, mentre sono solite volgere al peggio a partire da una condizione che appare piuttosto buona. Di questa realtà posso presentare moltissimi esempi tratti dalle situazioni private (perché queste subiscono trasformazioni molto frequenti), ma certamente esempi più grandi e più chiari per chi ascolta sono quelli tratti dalla storia nostra e dei Lacedemoni. Per quanto riguarda noi, quando la città venne distrutta dai barbari, grazie al fatto di avere paura e di rivolgere l'attenzione alla buona amministrazione, raggiungemmo il primato tra i Greci, mentre, quando pensammo di possedere una potenza invincibile, poco mancò che cadessimo in schiavitù. I Lacedemoni, prendendo anticamente le mosse da città deboli e misere, grazie a una condotta di vita accorta e alla disciplina militare riuscirono a conquistare il Peloponneso, ma in seguito, esaltatisi oltre il dovuto, dopo aver ottenuto il potere sulla terra e sul mare, incapparono nei nostri stessi pericoli.
Da altro libro
Vedo, infatti, che delle città quelle che si ritengono operare meglio deliberano le decisioni peggiori e quelle che sono più spavalde si cacciano in pericoli più grandi. La causa di queste cose è che nessun male e nessun bene si presentano soli agli uomini, ma con ricchezze e potere si aggregano e accompagnano perdita di senno e insieme con essa perdita di controllo, invece, con povertà e con bassa estrazione sociale, saggezza e molta moderazione. E di queste cose ho da fornire numerosi esempi tratti dalla vita comune - infatti, queste cose hanno frequenti cambiamenti - ma quelli tratti dalle azioni degli Spartani saranno, senza dubbio, più importanti e più chiari per gli ascoltatori. Infatti, essi stessi per il fatto di vivere saggiamente e militarmente, conquistarono il Peloponneso, ma, poi, poiché sono diventati superbi più del necessario e impadronitisi del potere per terra e per mare, hanno subito i nostri stessi pericoli.
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Ateniesi e spartani in gara fra di loro contro il barbaro
Inizio: Aεὶ μὲν οὖν οἵ θ' ἡμέτεροι πρόγονοι καὶ Λακεδαιμόνιοι φιλοτίμως πρὸς ἀλλήλους εἶχον, οὐ μὴν ἀλλὰ περὶ καλλίστων Fine: τοσαύτην ποιησάμενοι σπουδὴν ὅσην περ ἂν τῆς αὑτῶν χώρας πορθουμένης.
Dunque i nostri antenati e i Lacedemoni erano sempre rivali gli uni degli altri; tuttavia gareggiarono in quei tempi per quanto vi era di più bello, non considerandosi nemici, ma emuli. Non adulavano il barbaro per rendere schiavi i Greci, ma erano concordi sulla salvezza comune, gareggiando per vedere quale dei due ne sarebbe stato l’autore. Mostrarono il loro valore prima di tutto in occasione della spedizione man data da Dario. Sbarcati infatti i Persiani in Attica, gli Ateniesi non aspettarono gli alleati, ma considerando la guerra comune un affare privato, andavano con le loro sole forze contro quelli che vevano disprezzato tutta la Grecia, pochi contro una migliaia di uomini, come per affrontare pericoli in persone altrui; appena furono informati della guerra nell’Attica, trascurando ogni altra cosa vennero per aiutarci con tanta fretta come se il loro proprio paese fosse devastato.
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Διό δη και κατηγορουσιν τινες ημων ως ουκ ορθως βουλευομενων, οτι τους ασθενέστερους ειθισμεθα θεραπευειν, ωσπερ ου μετα των επαινειν βουλομενων ημας τους λογους όντας τους τοιουτους. Ου γαρ αγνοουντες οσον διαφερουσιν αι μειζους των συμμαχιων προς την ασφαλειαν, ουτως εβουλευομεθα περι αυτων, αλλα πολυ των αλλων ακριβεστερον ειδοτες τα συμβαινοντ'εκ των τοιουτων ομως ηρουμεθα τοις ασθενεστεροις και παρα το συμφερον βοηθειν μαλλον η τοις κρειττοσιν του λυσιτελουντος ένεκα συναδικειν