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Atene al tempo delle guerre persiane era una città ideale
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Alfabeta grammataEsercizi 2 pag 254 n°15
Καίτοι χρὴ πόλιν μὲν εὐδαιμονίζειν μὴ τὴν ἐξ ἁπάντων ἀνθρώπων εἰκῇ πολλοὺς πολίτας ἀθροίζουσαν, ἀλλὰ τὴν τὸ γένος τῶν ἐξ ἀρχῆς τὴν πόλιν οἰκισάντων μᾶλλον τῶν ἄλλων διασώζουσαν, ἄνδρας δὲ ζηλοῦν μὴ τοὺς τὰς τυραννίδας κατέχοντας μηδὲ τοὺς μείζω δυναστείαν τοῦ δικαίου κεκτημένους, ἀλλὰ τοὺς ἀξίους μὲν ὄντας τῆς μεγίστης τιμῆς, στέργοντας δ' ἐπὶ ταῖς ὑπὸ τοῦ πλήθους διδομέναις. Ταύτης γὰρ ἕξιν οὔτ' ἀνὴρ οὔτε πόλις λαβεῖν ἂν δύναιτο σπουδαιοτέραν οὐδ' ἀσφαλεστέραν οὐδὲ πλείονος ἀξίαν· ἥνπερ οἱ περὶ τὰ Περσικὰ γενόμενοι σχόντες οὐχ ὁμοίως τοῖς λῃσταῖς ἐβίωσαν, τοτὲ μὲν πλείω τῶν ἱκανῶν ἔχοντες, τοτὲ δ' ἐν σιτοδείαις καὶ πολιορκίαις καὶ τοῖς μεγίστοις κακοῖς καθεστῶτες, ἀλλὰ περὶ μὲν τὴν τροφὴν τὴν καθ' ἡμέραν οὔτ' ἐν ἐνδείαις οὔτ' ἐν ὑπερβολαῖς, ὄντες, ἐπὶ δὲ τῇ τῆς πολιτείας δικαιοσύνῃ καὶ ταῖς ἀρεταῖς ταῖς αὑτῶν φιλοτιμούμενοι καὶ τὸν βίον ἥδιον τῶν ἄλλων διάγοντες.
TRADUZIONE
Eppure bisogna ritenere una città prospera non quando raccoglie a casaccio cittadini da tutto il mondo, ma quando conserva più degli altri la razza dei fondatori; e gli uomini vanno ammirati non quando detengono la tirannìa e possiedono un potere più grande del giusto, ma quando, pur essendo degni dei massimi onori, si accontentano di ciò che conferisce loro il popolo. Questo è il genere di possesso più giusto, più sicuro, più prezioso che un uomo e una città possano avere. Ed è proprio questo che permise alla generazione delle guerre persiane di non vivere come i pirati, e cioè un momento ricchi e quello dopo preda di carestie, assedi e mali terrìbili, ma di avere il sostentamento quotidiano, né di più, né di meno, e di godere della gloria per la giustizia del loro sistema politico e per le loro virtù personali: di vivere insomma meglio di chiunque altro. l
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La mia attività al servizio dello stato
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Askesis
Οὕτω γὰρ ἐνδεὴς ἀμφοτέρων ἐγενόμην τῶν μεγίστην δύναμιν ἐχόντων παρ' ἡμῖν, φωνῆς ἱκανῆς καὶ τόλμης, ὡς οὐκ οἶδ' εἴ τις ἄλλος τῶν πολιτῶν· ὧν οἱ μὴ τυχόντες ἀτιμότεροι περιέρχονται πρὸς τὸ δοκεῖν ἄξιοί τινος εἶναι τῶν ὀφειλόντων τῷ δημοσίῳ· τοῖς μὲν γὰρ ἐκτίσειν τὸ καταγνωσθὲν ἐλπίδες ὕπεισιν, οἱ δ' οὐδέποτ' ἂν τὴν φύσιν μεταβάλοιεν. Οὐ μὴν ἐπὶ τούτοις ἀθυμήσας περιεῖδον ἐμαυτὸν ἄδοξον οὐδ' ἀφανῆ παντάπασι γενόμενον, ἀλλ' ἐπειδὴ τοῦ πολιτεύεσθαι διήμαρτον, ἐπὶ τὸ φιλοσοφεῖν καὶ πονεῖν καὶ γράφειν ἃ διανοηθείην κατέφυγον, οὐ περὶ μικρῶν τὴν προαίρεσιν ποιούμενος οὐδὲ περὶ τῶν ἰδίων συμβολαίων οὐδὲ περὶ ὧν ἄλλοι τινὲς ληροῦσιν, ἀλλὰ περὶ τῶν Ἐλληνικῶν καὶ βασιλικῶν καὶ πολιτικῶν πραγμάτων, δι' ἃ προσήκειν ᾠόμην μοι τοσούτῳ μᾶλλον τιμᾶσθαι τῶν ἐπὶ τὸ βῆμα παριόντων, ὅσῳ περ περὶ μειζόνων καὶ καλλιόνων ἢ κεῖνοι τοὺς λόγους ἐποιούμην. Ὧν οὐδὲν ἡμῖν ἀποβέβηκεν. Καίτοι πάντες ἴσασι τῶν μὲν ῥητόρων τοὺς πολλοὺς οὐχ ὑπὲρ τῶν τῇ πόλει συμφερόντων, ἀλλ' ὑπὲρ ὧν αὐτοὶ λήψεσθαι προσδοκῶσι, δημηγορεῖν τολμῶντας, ἐμὲ δὲ καὶ τοὺς ἐμοὺς οὐ μόνον τῶν κοινῶν ἀπεχομένους μᾶλλον τῶν ἄλλων, ἀλλὰ καὶ τῶν ἰδίων εἰς τὰς τῆς πόλεως χρείας ὑπὲρ τὴν δύναμιν τὴν ἡμετέραν αὐτῶν δαπανωμένους
TRADUZIONE
Così io mi sono ritrovato privo quanto altri mai di tutte e due le qualità che hanno moltissimo successo presso di noi: una voce tonante e un atteggiamento aggressivo e gli uomini che non possiedono queste doti finiscono con essere meno stimati sulla base di un falso giudizio di valore, dei debitori dello stato. Questi ultimi infatti nutrono la segreta speranza di sciogliere il debiti. i primi invece, non potrebbero mai cambiare natura. Tuttavia io non mi sono scoraggiato da queste difficoltà e non ho tollerato di essere privo di gloria ne totalmente oscuro. Anzi dopo la scelta sbagliata della politica mi rifugiai in studi di tempo intellettuale e dedicandomi a scrivere con fatica ciò che pensavo. scelsi di non affrontare argomenti di scarsa importanza ne contratti privati ne cause sulle quali vaneggiano gli altri ma la situazione dei greci, dei re e della nostra città. grazie a questi soggetti credevo di ottenere una considerazione maggiore degli oratori che salgono sulla tribuna in quanto scrivevo discorsi sui tempi più importanti e più nobili. Ebbene non mi è successo nulla di tutto ciò eppure tutti sanno che la maggior parte degli oratori ha il coraggio di parlare in pubblico non certo pensando al bene dello stato ma a quanto essi si aspettano di ricavarne mentre io e i miei amici non solo ci asteniamo dai beni dello stato ma anzi spendiamo di tasca nostra al di la' delle nostre possibilità per andare incontro alle necessità della città.
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La battaglia dell'Artemisio
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Klimax
πρὸς δὴ τὸν οὕτω μέγα φρονήσαντα καὶ τηλικαῦτα διαπραξάμενον καὶ τοσούτων δεσπότην γενόμενον ἀπήντων διελόμενοι τὸν κίνδυνον, Λακεδαιμόνιοι μὲν εἰς Θερμοπύλας πρὸς τὸ πεζόν, χιλίους αὑτῶν ἐπιλέξαντες καὶ τῶν συμμάχων ὀλίγους παραλαβόντες, ὡς ἐν τοῖς στενοῖς κωλύσοντες αὐτοὺς περαιτέρω προελθεῖν, οἱ δ' ἡμέτεροι πατέρες ἐπ' Ἀρτεμίσιον, ἑξήκοντα τριήρεις πληρώσαντες πρὸς ἅπαν τὸ τῶν πολεμίων ναυτικόν. ταῦτα δὲ ποιεῖν ἐτόλμων οὐχ οὕτω τῶν πολεμίων καταφρονοῦντες ὡς πρὸς ἀλλήλους ἀγωνιῶντες, Λακεδαιμόνιοι μὲν ζηλοῦντες τὴν πόλιν τῆς Μαραθῶνι μάχης, καὶ ζητοῦντες αὑτοὺς ἐξισῶσαι, καὶ δεδιότες μὴ δὶς ἐφεξῆς ἡ πόλις ἡμῶν αἰτία γένηται τοῖς Ἕλλησι τῆς σωτηρίας, οἱ δ' ἡμέτεροι μάλιστα μὲν βουλόμενοι διαφυλάξαι τὴν παροῦσαν δόξαν, καὶ πᾶσι ποιῆσαι φανερὸν ὅτι καὶ τὸ πρότερον δι' ἀρετὴν ἀρετὴν ἀλλ' οὐ διὰ τύχην ἐνίκησαν, ἔπειτα καὶ προαγαγέσθαι τοὺς Ἕλληνας ἐπὶ τὸ διαναυμαχεῖν, ἐπιδείξαντες αὐτοῖς ὁμοίως ἐν τοῖς ναυτικοῖς κινδύνοις ὥσπερ ἐν τοῖς πεζοῖς τὴν ἀρετὴν τοῦ πλήθους περιγιγνομένην.
TRADUZIONE
Fu contro un essere così superbo che aveva compiuto così incredibili opere ed era signore di tanti uomini che esi andarono dividendosi il pericolo: gli spartani alle termopili contro l'esercito di terra scelti mille di loro e presi con se pochi alleati, per fermare il nemico agli stretti; in ostri padri all'artemisio con sessanta triremi contro l'intera flotta nemica. Osarono tanto non perché sottovalutavano i nemici ma anche perché erano in competizione fra loro. Gli spartani dal canto loro ci invidiavano la vittoria di maratona cercavano di imitarci e temevano che la nostra città salvasse i greci per la seconda volta di seguito. I nostri avi d'altra parte volevano soprattutto preservare la loro gloria e far vedere a tutti che anche prima avevano vinto grazie al loro valore e non alla fortuna e volevano inoltre indurre i greci a una battaglia navale decisiva mostrando loro che per mare e per terra il valore trionfa sul numero
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ELOGIO DELLA PAROLA
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
Τοῖς μὲν γὰρ ἄλλοις οἷς ἔχομεν οὐδὲν τῶν ἄλλων ζώων διαφέρομεν, ἀλλὰ πολλῶν καὶ τῷ τάχει καὶ τῇ ῥώμῃ καὶ ταῖς ἄλλαις εὐπορίαις καταδεέστεροι τυγχάνομεν ὄντες· ἐγγενομένου δ' ἡμῖν τοῦ πείθειν ἀλλήλους καὶ δηλοῦν πρὸς ἡμᾶς αὐτοὺς περὶ ὧν ἂν βουληθῶμεν, οὐ μόνον τοῦ θηριωδῶς ζῆν ἀπηλλάγημεν, ἀλλὰ καὶ συνελθόντες πόλεις ᾠκίσαμεν καὶ νόμους ἐθέμεθα καὶ τέχνας εὕρομεν, καὶ σχεδὸν ἅπαντα τὰ δι' ἡμῶν μεμηχανημένα λόγος ἡμῖν ἐστιν ὁ συγκατασκευάσας. Οὗτος γὰρ περὶ τῶν δικαίων καὶ τῶν ἀδίκων καὶ τῶν αἰσχρῶν καὶ τῶν καλῶν ἐνομοθέτησεν· ὧν μὴ διαταχθέντων οὐκ ἂν οἷοί τ' ἦμεν οἰκεῖν μετ' ἀλλήλων. Τούτῳ καὶ τοὺς κακοὺς ἐξελέγχομεν καὶ τοὺς ἀγαθοὺς ἐγκωμιάζομεν. Διὰ τούτου τούς τ' ἀνοήτους παιδεύομεν καὶ τοὺς φρονίμους δοκιμάζομεν·
TRADUZIONE n. 1
Non che noi sormontiamo gli altri animali, ma ne stiamo loro al di sotto. Ma per esserci dato dalla natura di poterci persuadere l’un l’altro e significare scambievolmente quello che uno vuole, non tanto siamo potuti uscire della vita fiera e salvatica, ma Riuniti insieme, noi ci abbiamo fabbricato le città e posto leggi e trovato arti, e brevemente in quasi tutte le nostre invenzioni e fatture siamo stati aiutati principalmente dalla parola. Questa ha prescritto e stabilito del diritto e del torto, del vituperevole e dell’onesto, senza i quali ordini noi non potremmo vivere insieme. Con questa accusiamo e convinciamo i cattivi, e celebriamo i buoni. Per mezzo di questa addottriniamo i semplici, e conosciamo i sensati. Perciò il parlare a proposito e giustamente è indizio di sensatezza certissimo fra tutti gli altri, così come un parlar verace, legittimo e retto è immagine di un animo buono e leale. Con la parola disputiamo delle cose dubbie, discorriamo tra noi medesimi delle ignote. Perciò gli argomenti stessi con i quali l’uno, parlando, persuade l’altro, si usano altresì quando l’uomo delibera in se medesimo delle cose proprie; ed eloquenti sono denominati quelli che sanno parlare nella moltitudine, avveduti poi si stimano coloro che più saviamente parlano con se stessi di quel che occorre. E a dire di questa facoltà in ristretto, nessuna opera che si faccia con ragione e senno, si fa senza intervento della parola governatrice e regina di tutti gli atti e pensieri dell’uomo; e trovasi che chi più intendimento ha, più la suole usare. Di modo che quelli che si cimentano a mordere i precettori delle lettere e gli studiosi di quelle, non sono nemmeno da considerare in abbominazione come invece coloro che offendono i templi degli immortali.
TRADUZIONE N. 2
Infatti nelle altre facoltà che abbiamo non ci differenziamo per niente dagli altri animali, ma di molti per velocità, per forza o per altre risorse siamo per caso inferiori; ma poiché è connaturata in noi la facoltà di persuaderci gli uni con gli altri e di rendere chiaro a noi stesso ciò che vogliamo non solo noi ci siamo allontanati dal vivere come bestie, ma dopo esserci riuniti abbiamo fondato città, posto sedi, scoperto le arti e più o meno tutte le cose che sono state costruite da noi è la capacità di parlare che ci ha aiutato a farle! Cosi abbiamo posto delle leggi riguardo a ciò che è giusto, cio che è sbagliato, cio che è brutto cio che è bello, tra quelli (distribuiti non siamo gli unici a vivere tra noi). A questo puniamo i cattivi e lodiamo i buoni Per questo insegniamo agli sciocchi e stimiamo i capaci. Infatti poiché è necessario per essere saggio(riteniamo il parlar bene come un grandissimo segnale) e un discorso vero, regolare e giusto è simulacro di un’anima buona e leale
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Αρχεσθαι μὲν οὖν ἐντεῦθεν χρὴ τοὺς μέλλοντάς τι τῶν δεόντων ποιήσειν, πρὸς δὲ τούτοις φιλάνθρωπον εἶναι δεῖ καὶ φιλόπολιν• οὔτε γὰρ ἵππων οὔτε κυνῶν οὔτ' ἀνδρῶν οὔτ' ἄλλου πράγματος οὐδενὸς οἷόν τε καλῶς ἄρχειν, ἂν μή τις χαίρῃ τούτοις, ὧν αὐτὸν δεῖ ποιεῖσθαι τὴν ἐπιμέλειαν. Μελέτω σοι τοῦ πλήθους, καὶ περὶ παντὸς ποιοῦ κεχαρισμένως αὐτοῖς ἄρχειν, γιγνώσκων ὅτι καὶ τῶν ὀλιγαρχιῶν καὶ τῶν ἄλλων πολιτειῶν αὗται πλεῖστον χρόνον διαμένουσιν αἵτινες ἂν ἄριστα τὸ πλῆθος θεραπεύωσιν. Καλῶς δὲ δημαγωγήσεις, ἐὰν μήθ' ὑβρίζειν τὸν ὄχλον ἐᾷς μήθ' ὑβριζόμενον περιορᾷς, ἀλλὰ σκοπῇς ὅπως οἱ βέλτιστοι μὲν τὰς τιμὰς ἕξουσιν, οἱ δ' ἄλλοι μηδὲν ἀδικήσονται• ταῦτα γὰρ στοιχεῖα πρῶτα καὶ μέγιστα χρηστῆς πολιτείας ἐστίν.
Versione da IL LIBRO DEI GRECI pagina 273
Bisogna dunque che inizi da qui chi si appresta a fare qualcosa del proprio dovere, e oltre a ciò bisogna che sia amante del prossimo e della patria; Infatti non è possibile dirigere bene né cavalli né cani né uomini né alcun altro essere se uno non gioisce di coloro di cui deve prendersi cura. Ti stia a cuore il popolo e preoccupati sopra ogni cosa di comandare in modo ad esso gradito, sapendo che delle oligarchie e delle altre forme di governo quelle che durano il maggior tempo sono quelle si prendono nel miglior modo cura del popolo. Guiderai bene il popolo, se non permetterai che la massa faccia violenze né tollererai che subisca violenze da altri, ma provvederai che i migliori abbiano le cariche e gli altri non patiscano torto. Questi sono i primi e più importanti principi di un buon governo. Delle prescrizioni e delle consuetudini muta e trasforma quelle non ben fondate; e, preferibilmente, sii inventore di ciò che c'è di meglio, se no, imita ciò che c'è di valido presso gli altri popoli.