- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 3
Dum Gallia quieta est, Caesar, ut constituerat, in Italiam revertit. Ibi cognoscit de Clodii caede et delectum tota provincia habere instituit....ad concilium, inter se coniuraverunt. Postquam tempus eius rei constitutum est, omnes a concilio discedunt.
Mentre la Gallia è qiuieta, Cesare, come aveva deliberato, fa ritorno in Italia. Lì viene a sapere dell’assassinio di Clodio, e decide di avere un arruolamento in tutta la provincia. Questo fatto viene velocemente riferita nella Gallia Transalpina. Quelli che già prima avevano in odio il predominio del popolo Romano furono spinti alla ribellione da questa circostanza ed iniziarono a decidere avventatamente in merito alla guerra. I capi della Gallia indicono assemblee tra loro in luoghi boscosi e appartati, e compiangono la sorte comune della Gallia: promettono ricompense a quelli che che compiranno l’inizio della guerra, e che, con pericolo per la propria vita, riporteranno in libertà la Gallia. Per la salvezza comune, i Carnuti si addossarono l’incipit della guerra, poi i capi di tutte le popolazioni, che erano stati convocati per l’assemblea, si accordarono tra loro. Dopo che fu deciso il momento di quell’operazione, andarono (vanno) tutti via dall’assemblea.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 3
Ubi ea dies venit, Carnutes, quorum duces erant Cotuatus et Conconnetodumnus, desperati homines, postquam ...omnium consensu ad eum datur imperium.
Quando arriva quel giorno, i Carnuti, dei quali erano i capi Cotuato e Conconnetodumno, uomini pronti a tutto, dopo che è stato dato il segnale, corrono in massa a Cenabo, ed uccidono i cittadini Romani che si erano stabiliti lì per affari, e tra questi Gaio Fufio Cita, un rispettabile cavaliere Romano, depredarono inoltre i loro beni. La notizia arriva velocemente a tutte le popolazioni della Gallia. Infatti la strage dei Romani viene comunicata attraverso le campagne e le regioni per mezzo del clamore; di seguito gli altri ascoltano questo, e lo trasmettono ai vicini. E così, quelle cose che erano state compiute a Cenabo all’alba, prima del secondo turno di guardia, vennero udite nel territorio degli Arverni. In tal modo, lì, Vercingetorige, figlio di Celtillo, Arverno, giovane di grande autorità, il cui padre aveva detenuto il comando di tutta la Gallia, convocò i propri affiliati, e li infiammò facilmente. Ma il suo piano non piacque ai rimanenti capi: tuttavia, egli non desiste e, nelle campagne, tiene un arruolamento degli indigenti e dei disperati. Viene acclamato re dai suoi. Rapidamente egli congiunge a sé alcune popolazioni e tutti i rimanenti che costeggiano l’Oceano: con il consenso di tutti, gli viene assegnato il comando.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 3
Cotidie Proci in Ulixis regia convivia agebat et sine ulla cura divitias consumebant: magna cum patientia nuptia... calllidus dolus Procis indicatur, et Penelopa ad matrimonium cogitur.
I Proci facevano banchetti ogni giorno nella reggia di Ulisse, e sperperavano la ricchezza senza alcun scrupolo: aspettavanoo con grande pazienza le nozze con Penelope. Tuttavia la padrona, per nostalgia di Ulisse, rifiutava il matrimonio, e tentava di ingannare i Proci in vari modi. E' noto l’inganno della tela: Sceglierò presto il mio sposo – prometteva Penelope – prima, tuttavia, porterò a termine questa tela. Ma dalla padrona la tela veniva tessuta durante il giorno, e invece veniva disfatta durante la notte. Dopo quattro anni, però, a causa del tradimento di un’ancella sleale, l’astuto inganno viene rivelato ai Proci e Penelope viene costretta al matrimonio.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 3
Vera amicitia, sicut Cicero dicit, in bonis viris tantum est...
La vera amicizia, come dice Cicerone, esiste solamente tra gli uomini virtuosi. Infatti, il fondamento dell’amicizia è l’affetto. Molti non conoscono le grandi gioie e i conforti dell’amicizia e ritengono superiori il denaro e la potenza. Ma noi dobbiamo disapprovare questo parere. Con i nostri amici fidati noi condividiamo in modo libero i nostri progetti, le nostre gioie rendono felici i nostri amici, così come le nostre preoccupazioni angosciano i nostri amici. Molti, tuttavia, simulano l’amicizia: ma l’amico sincero si riconosce nella poca ricchezza..
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 3
Post Hectoris mortem et Troianorum caedem, Achilles circa Troianorum moenia...in eis enim inimicos suos videbat - et postea sibi mortem gladio conscivit.
Dopo la morte di Ettore e la strage dei Troiani, Achille avanzava arrogante intorno alle mura dei Troiani, e inoltre diceva spesso ai propri amici: Io ho espugnato Troia da solo. Quindi Apollo, infuriato ha punito la superbia dell’uomo e ha assunto l’aspetto di Alessandro Paride. Quando vide Achille, (gli) colpì il tallone con una freccia, e lo uccise. Dopo che il corpo di Achille fu stato consegnato alla sepoltura, Aiace Telamonio, uomo nobile e cugino di Achille, chiese ai Greci le armi di Achille. Ma le armi, a causa della collera di Minerva, furono negate ad Aiace da Agamennone e da Menelao, e furono consegnate ad Ulisse. Aiace, mentre cercava la vendetta, improvvisamente fu colto dalla follia: così, al posto dei suoi avversari, uccise i suoi capi di bestiame, e poi si diede la morte con la spada.(da Igino)