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Erat Arion clarus Graecus poeta. Aetatem suam plerumque Arion apud Periandrum ...
Arione era un poeta Greco famoso. Arione trascorre la sua vita per lo più presso Periandro, il tiranno di Corinto. Una volta, tuttavia, il poeta andava in Sicilia e lì vinceva una gara di poeti e, per la vittoria, riceveva molti doni. A quel punto, faceva ritorno a Corinto pieno di doni con una barca: i marinai, però, desiderosi della ricchezza di Arione, tendevano un agguato al poeta. Mentre dormiva, ad Arione si presentava nel sonno la figura di Apollo, il protettore dei poeti: "bada ai marinai" – avvertiva il dio – "perché preparano la tua rovina;" ed inoltre dava dei consigli al poeta. Il giorno seguente o, appena il timoniere si avvicina ad Arione con un pugnale, il poeta chiede ai suoi aggressori: Per favore, datemi la cetra, poiché desidero intonare un ultimo canto. I marinai concedono la cetra. All’improvviso, tuttavia, mentre canta, Arione salta nel mare. Un delfino viene attirato dalla piacevolezza della cetra: salva Arione e lo trasporta sul dorso fino in Grecia.
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Romani primum elephantos videbant cum bellum gerebant contra Pyrrhum …
I Romani vedevano per la prima volta gli elefanti quando conducevano una guerra contro Pirro, il re dell’Epiro, che veniva chiamato in Italia dai Tarantini. Pirro arriva a Taranto con molte milizie e con gli elefanti. Poiché gli elefanti erano sconosciuti ai Romani, i nuovi animali venivano battezzati i “buoi Lucani”. I nostri soldati erano assai atterriti dalla forza e dalla grandezza degli elefanti, e, per quella ragione, venivano sconfitti dai nemici presso la città di Eraclea. I Romani, però, vinceranno la guerra, e a Taranto imporranno tasse ai cittadini.
Versione della Nuova edizione (diversa)
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Marcus Aurelius Antoninus fuit iam a pueritia magnis praeceptoribus traditur mox ad philosopham pervenit. ... floribus sempre honorabat. (dalla Historia Augusta)
Marco Aurelio Antonino, già dalla fanciullezza, fu affidato a grandi precettori; arrivò presto agli insegnamenti della filosofia. Ebbe maestri famosi, tra i quali il grammatico Euforione, e Androne, musico e geometra, ai quali egli declamò sempre grandi ringraziamenti pubblicamente. Il suo insegnante di arte oratoria fu Frontone, per il quale egli chiese anche una statua in Senato. Ma soprattutto, si dedicò alla filosofia. Ascoltò, infatti, molti filosofi, e soprattutto Giunio Rustico, che aveva autorità sia in tempo di pace sia in tempo di guerra, esperto di dottrina Stoica, con il quale condivise tutte le decisioni pubbliche e private, e al quale, nel pretorio, diede sempre il bacio prima che ai prefetti, che designò anche console, e in onore del quale, dopo la morte, chiese al Senato delle statue. Egli concesse senz’altro grandi onori ai suoi maestri: infatti, nell’Erario, aveva delle loro raffigurazioni in oro e onorava sempre con fiori e vittime le loro tombe.
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Officia disparia disparibus aetatibus tribuantur: adulescentes senes colant, optimos probatosque eligant ... ne neglebant verecundiam.
Siano assegnate ad età diverse doveri diversi: i ragazzi venerino gli anziani, scelgano i migliori e i più stimati, e riflettano con loro. L’inesperienza della giovane età sia disposta e sia guidata dalla prudenza degli anziani. Questa gioventù si allontani dalle ambizioni, quando comincia a praticare un'attività nella fatica e nella resistenza sia dell’animo, sia del corpo. Ed anche quando rilasseranno gli animi e si daranno all’allegria, si tengano lontano dalla sfrenatezza, e non trascurino il pudore.
Versione stesso titolo ma testo latino e traduzione diversa della nuova edizione
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Imperator indignatus virgini Christianae dicit: "Deis Romanis hostias praebe aut tormenta …
L’imperatore, indignato dice alla giovane donna (vergine) Cristiana: "immola vittime agli dei Romani oppure riceverai torture e perderai la tua vita!" La donna risponde: "Offrirò a Cristo la mia carne ed sangue mio". A quel punto l’imperatore invia la giovane donna tra le ruote dai denti di ferro e dai chiodi aguzzi: tutti gli altri Cristiani sono atterriti dall’orribile tortura. A quel punto la giovane donna supplica il Signore: arriva subito un angelo, manda in pezzi il macchinario (la ruota), ed uccide un gran numero di soldati Romani che guardavano.