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Thyrrenus in Lybia cum fratrem magna cum indulgentia regnabat …
Tirreno regnava in Lidia insieme al fratello, con grande benevolenza. Un giorno, tuttavia, il popolo soffriva per la fame, e Tirreno diceva al fratello: Poiché non siamo in grado di alleviare in alcun modo la fame dei cittadini, uno tra noi, insieme al suo popolo, dal regno farà un viaggio attraverso il mare, e se ne andrà in altre terre, dove non dovrà sopportare la fame e la sete. L’altro dei due re, invece, rimarrà qui. Un sorteggio designa Tirreno. Il re abbandona la patria, e, con le navi, si dirige in Italia, ma, a causa della violenza delle onde, trova la morte, e un mare, dal nome di lui, riceve il nome di “Tirreno”. Tusco, il figlio del re, successivamente giunge in Italia e fonda una nuova città tra il Tevere e l’Arno.
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Vulpes et pardus de pulchritudine concertabant …
Una volpe e un leopardo gareggiavano sulla bellezza e, mentre il leopardo esaltava la sua pelle variopinta, la volpe, poiché non poteva vantare la propria, diceva al leopardo: Vincerò la gara, poiché possiedo non il corpo, ma la mente variopinta, e ricca di molte qualità.
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Olim lupus devorabat agnum et os in lupi fauce haerebat ...
Un giorno un lupo divorava un agnello e un osso si conficcava nella gola del lupo. Poiché il lupo era tormentato da grande dolore, incoraggiava gli animali uno per uno con una ricompensa e diceva: O amici, tirate via la terribile tortura! Nessun animale si fidava del lupo; alla fine una gru si faceva carico del compito. Quella affidava il collo alla gola del lupo, e praticava il pericoloso medicamento. A quel punto la gru chiedeva la ricompensa, ma, all’ingenuo uccello, il lupo rispondeva: Sei irriconoscente: ritiri la testa illesa dalla bocca di un lupo e chiedi una ricompensa? È inutile desiderare il compenso di un merito dai disonesti, poiché è scorretto aiutare gli immeritevoli ed è difficile uscirne senza danno.
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Columnae Herculis est locus coniunctionis Mediterranei cum Oceano …
Le colonne d’Ercole sono il punto di congiunzione del Mediterraneo con l’Oceano Atlantico. I Romani chiamavano “Stretto di Cadice” la parte di mare tra le colonne. Il nome delle colonne deriva da Ercole, perché esse venivano costruite dal celebre eroe mentre portava a compimento le dodici fatiche. Al di là delle colonne d’Ercole – come racconta Platone, un illustre filosofo Greco – c’è Atlantide, un terra favolosa, che, durante una notte, veniva distrutta da una misteriosa calamità.
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In Tiberis ripis multi piscatores cotidie sedent et copiosam praedam sperant …
Sulle rive del Tevere siedono ogni giorno molti pescatori e si augurano un bottino abbondante. Un giorno, un certo pescatore, non molto esperto del proprio mestiere, ma appassionato di musica, si dirige al fiume con gli ami e con un flauto, e si siede su uno scoglio; appoggia gli ami davanti ai propri piedi e suona il flauto. Tutti i pescatori guardavano, ridevano, e lo additavano come pazzo. Il pescatore musicista trascurava le prese in giro, poiché pensava: Nell’antichità Orfeo, per mezzo della dolcezza della voce, trascinava monti, alberi e animali selvatici; le melodie del flauto saranno gradite certamente anche ai pesci; spontaneamente dalle onde giungeranno sulla spiaggia, danzeranno senza timore e saranno facilmente mie prede! Tuttavia i pesci non si interessavano alla musica del pescatore. Gli altri pescatori ridevano di nuovo, alla fine il pescatore musicista poggia il flauto e si avvicina ai suoi vicini. I pescatori calavano gli ami nell’acqua, ed immediatamente catturavano una grande quantità di pesci. I pesci danzavano sulla spiaggia. A quel punto il pescatore musicista esclama: O pesci sciocchi, prima non vi interessavate alle melodie del flauto, e non uscivate fuori dal fiume, ed ora, senza musica, danzate sulla spiaggia.