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Rem utilem desideras ut dividam philosophiam et ingens corpus eius membra ...
Tu desideri una cosa utile, che io suddivida la filosofia e ordini per membra il grande corpo di essa; infatti, attraverso le parti veniamo portati più facilmente alla comprensione del tutto. Farò dunque ciò che tu (mi) chiedi, e suddividerò la filosofia in parti. Per prima cosa, dunque, (ti) dirò quale differenza ci sia fra la sapienza e la filosofia. La sapienza è il bene compiuto della mente umana; donde venga chiamata “filosofia” risulta chiaro: infatti questa è amore e desiderio di sapienza. La sapienza è stata definita in maniera tale che essa viene chiamata “conoscenza delle cose divine e delle cose umane”. Ci furono anche quelli che, chi in un modo, chi in un altro, definirono la filosofia: alcuni dissero che essa è lo studio della virtù, altri che è la ricerca di una ragione retta.
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Cum Hannibal Ephesum ad Antiochum venisset exsul multos invenit qui familiaritatem ...
Quando Annibale andò ad Efeso, come esule, presso Antioco, incontrò molti che desideravano l’amicizia con lui: e fu invitato ad udire il filosofo peripatetico Formione. Dopo che Annibale si fu recato nella casa dell’ospite, Formione, un uomo facondo, disse moltissime cose sul compito di un comandante supremo e sull’arte militare. A quel punto, tutti gli altri che lo avevano ascoltato, chiedevano ad Annibale che cosa mai pensasse riguardo a quel famoso filosofo. Questo Cartaginese rispose in un greco non perfetto, ma schiettamente, che egli aveva visto spesso vecchi deliranti, ma nessuno che delirasse più di Formione. E, per Ercole, senza offesa! Infatti, cosa ci fu mai di più presuntuoso o più frivolo del fatto che un uomo Greco, che non aveva mai visto un nemico, né un accampamento, desse insegnamenti sull’arte militare ad Annibale, il quale aveva lottato tanti anni con il popolo Romano per l’egemonia?
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Augustinus cum puer erat flebat quia in schola saepe vapulabat...
Agostino, quando era un fanciullo, piangeva, poiché nella scuola era spesso percosso e perché le sue piaghe venivano derise dagli uomini insensibili e persino dai suoi genitori. Spesso nelle antiche scuole dei Romani i ragazzi negligenti venivano percossi e umiliati dai maestri severi, perché talora scrivevano scorrettamente sulle tavolette cerate oppure perché leggevano scorrettamente le favole. Le terribili torture terrorizzarono sempre gli scolari. Orbilio Pupilio, Beneventano, un uomo di mente acuta e di animo rigido, in patria si applicò agli studi di letteratura e coltivò le arti liberali. Quando era console Cicerone, egli si recò a Roma e, con grande diligenza, istruì i fanciulli. Fu tuttavia di atteggiamento severo nei confronti degli scolari, come il poeta Orazio rivelò in una sua poesia: egli soprannomina Orbilio “il manesco”. Infatti, egli colpiva con la bacchetta e con lo scudiscio i giovinetti e lo stesso Orazio, se loro erano poco diligenti ed accurati.
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Successit Nervae Ulpius Crinitus Traianus natus Italicae in Hispania …
A Nerva succedette Ulpio Crinito Traiano, nato a Italica, in Spagna. La famiglia di Traiano era antica, ma poco celebre: per la prima volta, infatti, fu console suo padre. Dunque, egli divenne imperatore presso Agrippina, nelle Gallie. Traiano, di inconsueta mitezza e forza d’animo, viene giustamente considerato superiore a tutti gli imperatori. Dopo Augusto, l’Impero dei Romani era stato solamente difeso: Traiano, invece, ampliò in lungo e in largo il territorio dell’Impero. In Germania recuperò le città al di là del Reno. Sottomise la Dacia e, al di là del Danubio, costituì una provincia in quelle terre che ora controllano i barbari. Quanto a cortesia e a moderazione, tuttavia, superò la gloria militare. A Roma, e attraverso le province, visitava gli amici ammalati oppure teneva, a sua volta, informali banchetti con gli amici. Sedeva spesso nelle carrozze degli amici. Non danneggiò alcun senatore, non accrebbe mai l’Erario in maniera iniqua. Generoso nei confronti di tutti, arricchì molti sia titolo pubblico che a titolo privato, e innalzò con dei riconoscimenti gli uomini onesti. Realizzò molte costruzioni per il mondo, offrì alle città l’esenzione dai tributi.
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Pullus gallinaceus dum escam in sterquilinio quaerit margaritam repperit …
QUI TROVI IL GALLETTO E LA PERLA GRAMMATICA PICTA NUOVA EDIZIONE (DIVERSA)
Un galletto, mentre ricercava del cibo in un luogo sudicio, trovò una perla. Allora, con parole argute, disse: “O splendida e preziosa gemma, giaci in un luogo davvero sconveniente! Se un uomo, desideroso del tuo valore, noterà prima o poi la tua bellezza, riporterà il tuo aspetto all’antico splendore. Io, invece, ho sempre preferito il cibo, non la ricchezza: a me, dunque, tu non offri alcun vantaggio, e io non tengo in conto la tua grazia”. Fedro scrisse la favoletta del galletto per gli uomini che non compresero il significato delle sue fiabe.