- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 3
Numa non solum rex, sed etiam legislator erat, et leges plurimas utilesque Romanis...
Numa non era solamente un re, ma anche un legislatore, e per i cittadini Romani promulgò moltissime leggi utili; abbinava alle proprie deliberazioni una grande autorevolezza, fingendo degli incontri notturni con la ninfa Egeria: infatti, come egli diceva, faceva tutto su consiglio della dea. Una sorgente bagnava il bosco sacro con acqua perenne: Numa si recava spesso presso quella sorgente, come ad un incontro della dea; e così, imbeveva di scrupolo religioso gli animi di tutti, poiché i cittadini venivano tenuti a freno non soltanto con la paura delle leggi e dei castighi, ma anche per mezzo della devozione. Una malattia pose fine alla vita di Numa: il re venne sepolto sul colle Gianicolo.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 3
Lucius Caecilius Metellus consul in Sicilia Afrorum ducem cum elephantis...
Il console Lucio Cecilio Metello, in Sicilia, sconfisse il comandante degli Africani che arrivava con gli elefanti e con vaste truppe, uccise un gran numero di nemici, catturò ventisei elefanti, raccolse i rimanenti che vagavano tra i Numidi suoi alleati, e li riportò a Roma con un grande corteo. Dopo questa disfatta, i Cartaginesi inviarono a Roma, insieme al comandante Regolo, prigioniero, degli ambasciatori, offrendo ai Romani la pace e lo scambio dei prigionieri. Ma Regolo sconsigliò la pace ai senatori, e gli Africani che chiedevano la pace non furono lasciati entrare nella Curia. Regolo, poi, ritornò a Cartagine e venne ucciso dai nemici con ogni genere di tortura (lett. : "con tutte le torture"). Versione vecchia edizione
Versione nuova edizione
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 3
In tanto discrimine nulla civitas Atheniensibus auxilium praebuit: Plataeenses...
In un momento di pericolo tanto grande, nessuna città fornì aiuto agli Ateniesi: soltanto gli abitanti di Platea mandarono delle truppe. L'esercito Greco ardeva di uno straordinario desiderio di battaglia: e perciò, il parere di Milziade ebbe la meglio. Dunque, su ordine di Milziade, gli Ateniesi fecero uscire le truppe dalla città e realizzarono un accampamento in un luogo opportuno. Poi, il giorno successivo, ingaggiarono il combattimento sotto le pendici di un monte, in una zona non aperta (infatti, in molti punti, c'erano alberi radi): i Greci venivano protetti dall'altezza dei monti e la cavalleria dei nemici era ostacolata dalla distesa degli alberi. Dati, anche se vedeva il luogo non vantaggioso per i suoi, tuttavia, confidando nel numero delle proprie truppe, desiderava scontrarsi prima che gli Spartani venissero in aiuto. E così ingaggiò il combattimento. Ma gli Ateniesi sconfissero il numero dieci volte superiore dei nemici e i Persiani non si diressero all'accampamento, ma alle navi. Nessun esercito tanto esiguo sbaragliò mai truppe tanto grandi.
Versione tratta da: Cornelio Nepote
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 3
Ipsum vero composito et dilibuto capillo passim per forum volitare...
O giudici, voi, però, vedete proprio lui, con i capelli sistemati e profumati, svolazzare qua e là per il Foro con una vasta schiera di togati: e vedete che egli guarda tutti con disprezzo e che giudica sé stesso il solo ricco, il solo potente. Non voglio ricordare i suoi misfatti, o giudici, poiché temo che qualcuno, un pò troppo inesperto, creda che io (così) abbia voluto attaccare la causa e la vittoria dell'aristocrazia. Ma, secondo il mio diritto, posso, se qualcosa in questo partito non mi piace, fare una critica; non temo infatti che i miei concittadini pensino che io non abbia avuto una disposizione favorevole alla causa dell'aristocrazia. O giudici, la verità è di gran lunga altrimenti. Se vi opporrete a codesti uomini, non solamente la causa dell'aristocrazia non sarà danneggiata, ma in verità sarà addirittura nobilitata.
Versione tratta da: Cicerone
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 3
Olim duo homines, magno odio inter se flagrantes, eadem nave...
Una volta due uomini che ardevano di un grande odio tra loro, venivano trasportati sulla medesima nave: uno sedendo sulla poppa, l'altro (sedendo) sulla prua. Dopo che, all'improvviso, si era levata una vigorosa tempesta, tutti disperavano per la vita. Sulla nave, molti invocavano gli dèi, pochi piangevano tristemente. Il terrore prevalse su tutte le cose, ma l'odio dei due avversari rimase. Infatti l'uomo che sedeva sulla poppa si alzò e domandò al timoniere: Dimmi: quale delle due parti della nave sarà sommersa prima dalle onde? Il timoniere rispose: Senza dubbio la prua. Dopo aver ascoltato le parole del timoniere, lieto, e con volto sereno, disse: Va bene: dunque la morte non sarà amara, se avrò visto prima il mio avversario mentre morirà nelle onde.