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Tandem propinquum litus viderunt. Tunc magna laetitia timentes nautarum ...
Alla fine videro una costa vicina. A quel punto una grande gioia riempì gli animi preoccupati dei marinai, poiché erano salvi. La terra, però, non era l'Attica, bensì Creta, la famosa isola delle favole. Lì aveva regnato Minosse, (lì) Dedalo aveva costruito lo spaventoso Labirinto, e Teseo, il nobile figlio di Egeo, con l'aiuto di Arianna, aveva sconfitto l'orribile Minotauro.
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Erant patri filia turpis et filius insignis pulchra forma. Liberi olim speculum ...
Un padre aveva una figlia brutta e un figlio straordinario quanto a bellezza d'aspetto. Un giorno i figli, mentre giocavano in maniera fanciullesca, avevano guardato lo specchio che era stato collocato sulla scrivania della madre. Il figlio si vanta come bello; la sorella invidia la bellezza del fratello, e, non tollerando gli scherzi del fratello, prende tutto come un'offesa. Dunque corre dal padre e, con grande invidia, accusa il fanciullo: È un maschio, ma gioca con uno specchio, un accessorio femminile. Il padre bacia i figli, mostrando un tenero affetto, e dice: O figli, guarderete ogni giorno nello specchio: così, quando avrete osservato il vostro aspetto, ricaverete dallo specchio uno stimolo alla virtù. Tu, infatti, o fanciullo, non rovinerai la bellezza con le brutture della malvagità; tu invece, o fanciulla, vincerai il tuo brutto aspetto grazie ai buoni costumi.
Versione tratta da: Fedro
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Quotannis equestris ordinis iuventus hilari spectaculo bis urbem celebrat ...
Ogni anno la gioventù di rango equestre celebra la città per due volte, con un allegro spettacolo. La tradizione dei Lupercali venne iniziata da Romolo e Remo. Infatti i gemelli esultavano per la gioia, perché il nonno Numitore, re degli Albani, su esortazione di Faustolo, aveva permesso di fondare una città alle pendici del colle Palatino, in quel luogo dove erano stati allevati. E così i gemelli compirono un sacrificio ed uccisero dei capri, e poi, [spinti] dall'allegria del banchetto e dal molto vino, cinti con le pelli delle vittime (immolate), prendevano in giro per gioco quelli che incontravano. E così, il ricordo dell'allegria di Romolo e di Remo viene rievocato ogni anno.
Versione tratta da: Valerio Massimo
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
celebrat indicativo presente terza persona singolare (celebro)
Paradigma: celebro, celebras, celebravi, celebratum, celebrāre - verbo transitivo I coniugazione
inchoatus est indicativo perfetto passivo terza persona singolare (inchoo)
Paradigma: inchoo, inchoas, inchoavi, inchoatum, inchoāre - verbo transitivo I coniugazione
exultabant indicativo imperfetto terza persona plurale (exulto)
Paradigma: exulto, exultas, exultavi, exultatum, exultāre - verbo intransitivo I coniugazione
permiserat indicativo piuccheperfetto terza persona singolare (permitto)
Paradigma: permitto, permittis, permisi, permissum, permittĕre - verbo transitivo III coniugazione
educati erant indicativo piuccheperfetto passivo terza persona plurale (educo)
Paradigma: educo, educas, educavi, educatum, educāre - verbo transitivo I coniugazione
fecerunt indicativo perfetto terza persona plurale (facio)
Paradigma: facio, facis, feci, factum, facĕre - verbo transitivo III coniugazione
ceciderunt indicativo perfetto terza persona plurale (caedo)
Paradigma: caedo, caedis, cecidi, caesum, caedĕre - verbo transitivo III coniugazione
cincti participio perfetto nominativo plurale (cingo)
Paradigma: cingo, cingis, cinxi, cinctum, cingĕre - verbo transitivo III coniugazione
petiverunt indicativo perfetto terza persona plurale (peto)
Paradigma: peto, petis, petivi, petitum, petĕre - verbo transitivo III coniugazione
repetitur indicativo presente passivo terza persona singolare (repeto)
Paradigma: repeto, repetis, repetivi, repetitum, repetĕre - verbo transitivo III coniugazione
Sostantivi
iuventus nominativo femminile singolare (iuventus, iuventutis) III declinazione
urbem accusativo femminile singolare (urbs, urbis) III declinazione
spectaculo ablativo neutro singolare (spectaculum, spectaculi) II declinazione
Lupercalium genitivo neutro plurale (Lupercalia, Lupercalium) III declinazione
mos nominativo maschile singolare (mos, moris) III declinazione
Romulo ablativo maschile singolare (Romulus, Romuli) II declinazione
Remo ablativo maschile singolare (Remus, Remi) II declinazione
gemini nominativo maschile plurale (geminus, gemini) II declinazione
laetitia ablativo femminile singolare (laetitia, laetitiae) I declinazione
avus nominativo maschile singolare (avus, avi) II declinazione
Numitor nominativo maschile singolare (Numitor, Numitoris) III declinazione
rex nominativo maschile singolare (rex, regis) III declinazione
Albanorum genitivo maschile plurale (Albani, Albanorum) II declinazione
hortatu ablativo maschile singolare (hortatus, hortatus) IV declinazione
Faustuli genitivo maschile singolare (Faustulus, Faustuli) II declinazione
urbem accusativo femminile singolare (urbs, urbis) III declinazione
monte ablativo maschile singolare (mons, montis) III declinazione
Palatino ablativo maschile singolare (Palatinus, Palatini) II declinazione
loco ablativo neutro singolare (locus, loci) II declinazione
capros accusativo maschile plurale (caper, capri) II declinazione
hilaritate ablativo femminile singolare (hilaritas, hilaritatis) III declinazione
epularum genitivo femminile plurale (epulae, epularum) I declinazione
vino ablativo neutro singolare (vinum, vini) II declinazione
pellibus ablativo femminile plurale (pellis, pellis) III declinazione
hostiarum genitivo femminile plurale (hostia, hostiae) I declinazione
metu ablativo maschile singolare (metus, metus) IV declinazione
iocantes participio presente nominativo plurale (iocans, iocantis) (sostantivato)
obvios accusativo maschile plurale (obvius, obvii) II declinazione (sostantivato)
Romuli genitivo maschile singolare (Romulus, Romuli) II declinazione
Remi genitivo maschile singolare (Remus, Remi) II declinazione
hilaritatis genitivo femminile singolare (hilaritas, hilaritatis) III declinazione
memoria nominativo femminile singolare (memoria, memoriae) I declinazione
Aggettivi
equestris genitivo femminile singolare (equester, equestris, equestre - aggettivo II classe)
hilari ablativo neutro singolare (hilaris, hilare - aggettivo II classe)
sua ablativo femminile singolare (suus, sua, suum - aggettivo possessivo I classe)
multo ablativo neutro singolare (multus, multa, multum - aggettivo I classe)
ullo ablativo maschile singolare (ullus, ulla, ullum - aggettivo I classe)
Altre forme grammaticali
Quotannis avverbio di tempo
bis avverbio numerale
et congiunzione
quod congiunzione
sub preposizione
ubi avverbio di luogo
eo avverbio di luogo
deinde avverbio di tempo
ac congiunzione
sine preposizione
itaque congiunzione
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Histrio in terra Graecia fuit fama celebri, quod vocis claritudine et venustate ceteris ...
Nella regione della Grecia ci fu un attore dall'illustre reputazione, poiché spiccava su tutti gli altri per chiarezza della voce e per bellezza: aveva nome Polo, ed interpretava con sapienza e maestria le tragedie di importanti poeti. Polo aveva perso, a causa della morte, il figlio amato in maniera unica e, dopo aver portato il lutto a sufficienza, ritornò al proprio mestiere. In quel periodo egli interpretava ad Atene l'Elettra di Sofocle, e doveva maneggiare un'urna come con le ossa di Oreste. Infatti, l'intreccio del racconto era stato composto in questa maniera: Elettra, come se portasse le spoglie del fratello, piangeva la morte del giovane. Dunque Polo aveva preso le ossa e l'urna dalla tomba del figlio e, vestito del luttuoso abito di Elettra, come se abbracciasse l'urna di Oreste, riempì ogni cosa non di finzioni e di simulazioni, ma di lamenti autentici e affannati. E così, mentre veniva recitata una storia di finzione, venne rappresentato un dolore autentico.
Versione tratta da: Aulo Gellio
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Si quanta nobilitas et fortuna mihi fuit tanta rerum prosperarum moderatio fuisset amicus …
Se nelle circostanze favorevoli avessi avuto tanto senso della misura quanta celebrità e buona sorte, io sarei venuto in questa città come amico piuttosto che come prigioniero, e tu non avresti disdegnato di ricevere in pace, con un trattato, un uomo nato da antenati famosi, che esercita il potere su moltissime popolazioni. Così come per me è avvilente la mia sorte attuale, allo stesso modo per te è magnifica. Ho avuto cavalli, uomini, armi, ricchezze: che cosa di strano, se ho perso queste cose contro la mia volontà? Se voi, infatti, volete esercitare il dominio su tutti, ne consegue che tutti dovrebbero accettare la schiavitù? Se fossi trascinato qui immediatamente dopo essermi arreso, né la mia sorte, né la tua gloria avrebbero avuto risonanza; e al mio supplizio seguirebbe la dimenticanza: se invece mi avrai lasciato incolume, sarò un esempio eterno della tua clemenza. " Di fronte a tali parole, Cesare concesse la grazia a lui, alla moglie, ai fratelli. Ed essi, dopo essere stati svincolati dalle catene, riverirono anche Agrippina, visibile su di un altro palco non lontano, con le medesime manifestazioni di ossequio, tra lodi e ringraziamenti, con le quali (avevano riverito) il principe.