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Sapiens Minerva cum potenti Neptuno de Athenarum imperio olim certaverat...
La saggia Minerva un tempo aveva lottato con il potente Nettuno per il dominio di Atene. Infatti sia la dea, sia il dio desideravano dare ai Greci un dono bello e utile. Nettuno aveva colpito la terra ed era uscito fuori un cavallo forte e grande: anche Minerva, colpendo la terra con la propria lancia, aveva generato immediatamente un ulivo produttivo e ombroso. Così Nettuno era stato sconfitto da Minerva. I Greci, infatti, mangiavano una grande quantità di olive, e consideravano l'olio indispensabile. Pertantogli abitanti di Atene veneravano profondamente Minerva, e le fanciulle ogni anno, rendendo grazie alla dea, guidavano al tempio di lei una grande ed affollata processione.
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Eo die in omnibus locis acriter pugnatum est, semperque hostibus spes...
In quel giorno si combatté accanitamente in tutti i luoghi, e ai nemici si rinnovava sempre la speranza di vittoria. Ma alla fine, poiché i Galli avevano tentato ogni cosa, e nessuna cosa aveva avuto successo, il giorno successivo, su esortazione e per ordine di Vercingetorige, presero la decisione di scappare dalla città. Decisero di compiere la cosa col silenzio della notte, poiché l'accampamento di Vercingetorige non era stato collocato lontano dalla città, e poiché in mezzo c'era una palude ininterrotta. Ormai si preparavano a fuggire durante la notte, quando le madri di famiglia, all'improvviso, comparirono in pubblico e, piangendo, si gettarono ai piedi dei loro (uomini), e, per mezzo di suppliche, pregavano in questa maniera: Non consegnate noi e i figli comuni ai nemici per l'esecuzione! Infatti la debolezza di costituzione e di forze impediva la fuga dei fanciulli e delle donne. Dal momento che gli uomini persistevano nella convinzione, perché in un frangente di estremo pericolo il timore per lo più non accoglie la misericordia, le donne cominciarono a schiamazzare e a far capire ai Romani della fuga. Terrorizzati dal timore– infatti temevano moltissimo un attacco dei cavalieri Romani – desistettero dal proposito.
Versione tratta da: Cesare
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
pugnatum est indicativo perfetto terza persona singolare (impersonale) (pugno) Paradigma: pugno, pugnas, pugnavi, pugnatum, pugnāre - verbo intransitivo I coniugazione
redintegrabatur indicativo imperfetto terza persona singolare (redintegro) Paradigma: redintegro, redintegras, redintegrāvi, redintegrātum, redintegrāre - verbo transitivo I coniugazione
experti erant indicativo piuccheperfetto terza persona plurale (experior) Paradigma: experior, experīris, expertus sum, experīri - verbo deponente IV coniugazione
successerat indicativo piuccheperfetto terza persona singolare (succedo) Paradigma: succedo, succedis, successi, successum, succeděre - verbo intransitivo III coniugazione
ceperunt indicativo perfetto terza persona plurale (capio) Paradigma: capio, capis, cepi, captum, capěre - verbo transitivo III coniugazione
profugere infinito presente (profugio) Paradigma: profugio, profugis, profugi, profugitum, profugěre - verbo intransitivo III coniugazione
facere infinito presente (facio) Paradigma: facio, facis, feci, factum, facěre - verbo transitivo III coniugazione
statuerunt indicativo perfetto terza persona plurale (statuo) Paradigma: statuo, statuis, statui, statutum, statuěre - verbo transitivo III coniugazione
posita erant indicativo piuccheperfetto terza persona plurale (pono) Paradigma: pono, ponis, posui, positum, poněre - verbo transitivo III coniugazione
intercedebat indicativo imperfetto terza persona singolare (intercedo) Paradigma: intercedo, intercedis, intercessi, intercessum, interceděre - verbo intransitivo III coniugazione
fugere infinito presente (fugio) Paradigma: fugio, fugis, fugi, fugitum, fugěre - verbo intransitivo III coniugazione
apparabant indicativo imperfetto terza persona plurale (apparo) Paradigma: apparo, apparas, apparavi, apparatum, apparāre - verbo transitivo I coniugazione
procurrerunt indicativo perfetto terza persona plurale (procurro) Paradigma: procurro, procurris, procurri, procursum, procurrěre - verbo intransitivo III coniugazione
flentesque participio presente nominativo maschile plurale (fleo) Paradigma: fleo, fles, flevi, fletum, flēre - verbo intransitivo II coniugazione
proiecerunt indicativo perfetto terza persona plurale (proicio) Paradigma: proicio, proicis, proieci, proiectum, proicěre - verbo transitivo III coniugazione
orabant indicativo imperfetto terza persona plurale (oro) Paradigma: oro, oras, oravi, oratum, orāre - verbo transitivo I coniugazione
dederitis congiuntivo perfetto seconda persona plurale (do) Paradigma: do, das, dedi, datum, dāre - verbo transitivo I coniugazione
impediebat indicativo imperfetto terza persona singolare (impedio) Paradigma: impedio, impedis, impedivi, impeditum, impedīre - verbo transitivo IV coniugazione
perstabant indicativo imperfetto terza persona plurale (persto) Paradigma: persto, perstas, perstiti, perstatum, perstāre - verbo intransitivo I coniugazione
recipit indicativo presente terza persona singolare (recipio) Paradigma: recipio, recipis, recepi, receptum, recipěre - verbo transitivo III coniugazione
conclamare infinito presente (conclamo) Paradigma: conclamo, conclamas, conclamavi, conclamātum, conclamāre - verbo intransitivo I coniugazione
significare infinito presente (significo) Paradigma: significo, significas, significavi, significatum, significāre - verbo transitivo I coniugazione
inceperunt indicativo perfetto terza persona plurale (incipio) Paradigma: incipio, incipis, incepi, inceptum, incipěre - verbo transitivo III coniugazione
timebant indicativo imperfetto terza persona plurale (timeo) Paradigma: timeo, times, timui, timēre - verbo transitivo e intransitivo II coniugazione
destiterunt indicativo perfetto terza persona plurale (desisto) Paradigma: desisto, desistis, destiti, destitum, desistěre - verbo intransitivo III coniugazione
SOSTANTIVI
die ablativo maschile singolare (dies, diei) - sostantivo maschile V declinazione
locis ablativo neutro plurale (locus, loci) - sostantivo maschile II declinazione
hostibus dativo maschile plurale (hostis, hostis) - sostantivo maschile III declinazione
spes nominativo femminile singolare (spes, spei) - sostantivo femminile V declinazione
victoriae genitivo femminile singolare (victoria, victoriae) - sostantivo femminile I declinazione
Galli nominativo maschile plurale (Galli, Gallorum) - sostantivo maschile II declinazione
res nominativo femminile singolare (res, rei) - sostantivo femminile V declinazione
consilium accusativo neutro singolare (consilium, consilii) - sostantivo neutro II declinazione
oppido ablativo neutro singolare (oppidum, oppidi) - sostantivo neutro II declinazione
silentio ablativo neutro singolare (silentium, silentii) - sostantivo neutro II declinazione
noctis genitivo femminile singolare (nox, noctis) - sostantivo femminile III declinazione
castra nominativo neutro plurale (castra, castrorum) - sostantivo neutro II declinazione (plurale tantum)
palus nominativo femminile singolare (palus, paludis) - sostantivo femminile III declinazione
matres nominativo femminile plurale (mater, matris) - sostantivo femminile III declinazione
familiae genitivo femminile singolare (familia, familiae) - sostantivo femminile I declinazione
publicum accusativo neutro singolare (publicum, publici) - sostantivo neutro II declinazione
pedes accusativo maschile plurale (pes, pedis) - sostantivo maschile III declinazione
suorum genitivo maschile plurale (sui) - pronome e aggettivo possessivo riflessivo
precibus ablativo femminile plurale (prex, precis) - sostantivo femminile III declinazione
liberos accusativo maschile plurale (liberi, liberorum) - sostantivo maschile II declinazione (plurale tantum)
supplicium accusativo neutro singolare (supplicium, supplicii) - sostantivo neutro II declinazione
puerorum genitivo maschile plurale (puer, pueri) - sostantivo maschile II declinazione
mulierumque genitivo femminile plurale (mulier, mulieris) - sostantivo femminile III declinazione
fugam accusativo femminile singolare (fuga, fugae) - sostantivo femminile I declinazione
naturae genitivo femminile singolare (natura, naturae) - sostantivo femminile I declinazione
virium genitivo femminile plurale (vis, roboris) - sostantivo femminile III declinazione (vis, vis, vi, vim, vi; vires, virium, viribus, vires, viribus)
infirmitas nominativo femminile singolare (infirmitas, infirmitatis) - sostantivo femminile III declinazione
viri nominativo maschile plurale (vir, viri) - sostantivo maschile II declinazione
sententia ablativo femminile singolare (sententia, sententiae) - sostantivo femminile I declinazione
periculo ablativo neutro singolare (periculum, periculi) - sostantivo neutro II declinazione
timor nominativo maschile singolare (timor, timoris) - sostantivo maschile III declinazione
misericordiam accusativo femminile singolare (misericordia, misericordiae) - sostantivo femminile I declinazione
mulieres nominativo femminile plurale (mulier, mulieris) - sostantivo femminile III declinazione
consilium accusativo neutro singolare (consilium, consilii) - sostantivo neutro II declinazione
Romanis dativo maschile plurale (Romanus, Romani) - sostantivo maschile II declinazione
equitum genitivo maschile plurale (eques, equitis) - sostantivo maschile III declinazione
Romanorum genitivo maschile plurale (Romanus, Romani) - sostantivo maschile II declinazione
impetum accusativo maschile singolare (impetus, impetus) - sostantivo maschile IV declinazione
AGGETTIVI
omnibus ablativo maschile plurale (omnis, omne) - aggettivo II classe
postero ablativo maschile singolare (posterus, postera, posterum) - aggettivo I classe
perpetua nominativo femminile singolare (perpetuus, perpetua, perpetuum) - aggettivo I classe
communes accusativo maschile plurale (communis, commune) - aggettivo II classe
summo ablativo maschile singolare (summus, summa, summum) - aggettivo I classe
ALTRE FORME GRAMMATICALI
Eo pronome o aggettivo dimostrativo (is, ea, id)
acriter avverbio
semperque avverbio
quia congiunzione
omnia pronome indefinito accusativo neutro plurale (omnis, omne)
nec congiunzione
ulla aggettivo o pronome indefinito nominativo femminile singolare (ullus, ulla, ullum)
postero ablativo maschile singolare (posterus, postera, posterum)
hortatu ablativo maschile singolare (hortatus, hortatus) - sostantivo maschile IV declinazione
et congiunzione
iussu ablativo maschile singolare (iussus, iussus) - sostantivo maschile IV declinazione
Id pronome dimostrativo accusativo neutro singolare (is, ea, id)
silentio ablativo neutro singolare (silentium, silentii) - sostantivo neutro II declinazione
propterea avverbio
quod congiunzione
neque congiunzione
longe avverbio
ab preposizione
Iamque avverbio
noctu avverbio
cum congiunzione
repente avverbio
in preposizione
ad preposizione
sic avverbio
ne congiunzione
plerumque avverbio
non avverbio
Itaque congiunzione
maxime avverbio
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M. Cato, ortus municipio Tusculo, adulescentulus vixit in Sabinis, quod ibi heredium ...
M. Catone, proveniente dal municipio di Tusculo, da giovinetto visse nel territorio dei Sabini, poiché lì aveva un podere lasciatogli da suo padre. Da lì, su esortazione di L. Valerio Flacco, si trasferì a Roma, e decise di stare nel Foro. Prestò servizio militare per la prima volta a diciassette anni d'età. Successivamente, fu tribuno dei soldati in Sicilia. Quindi, dopo che fu tornato in patria, (Catone - soggetto sottinteso) seguì l'esercito di C. Claudio Nerone, e il suo valore brillò grandemente nella battaglia presso Senigallia, in cui morì Asdrubale, il fratello di Annibale. Il console P. Africano lo ebbe come questore; ma da quello dissentì per tutta la vita. Fu edile della plebe insieme a C. Elvio. Dalla Sardegna, mentre si ritirava come questore dall'Africa, (Catone - soggetto sottinteso) portò a Roma il poeta Q. Ennio, procurandosi gloria eterna.
Versione tratta da: Cornelio Nepote
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Melius est suis moribus vitam degere, neque alienis bonis se iactare ...
QUI trovi il corvo e i pavoni di GRAMMATICA PICTA NUOVA EDIZIONE (DIVERSA)
È meglio trascorrere la vita secondo i propri costumi e non vantarsi per i beni altrui. Nei tempi antichi Esopo, per mezzo di una favola, fornì un esempio straordinario. Un corvo, gonfio di futile presunzione, raccolse le penne variopinte che erano cadute ad un elegante pavone, e decorò il proprio corpo con le belle penne. Poi, disdegnando i propri simili, restava insieme ai bei pavoni (formosis). I pavoni, dopo aver strappato le penne all'uccello sfacciato, con i becchi misero in fuga il corvo. Conciato male, il corvo ritornò lamentandosi presso la sua specie, ma venne scacciato. Infatti tutti gli altri corvi, che prima aveva disdegnato, dissero: Poiché non fosti contento dei doni che la Natura ti aveva dato, hai imparato l'umiliazione e l'esclusione.
Versione tratta da: Fedro
Il corvo e i pavoni della nuova edizione (quella sopra è quella della vecchia edizione)
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Cum Romae erat, Sextus Roscius Amerinus ad balneas occiditur. Mortem eius ...
Mentre si trovava a Roma, Sesto Roscio Amerino viene ucciso nelle vicinanze delle terme. Ad Ameria, riferisce per primo la morte di lui Mallio Glaucia, un uomo umile, figlio di un liberto; e la riferisce non al figlio, bensì a Tito Capitone, avversario di quello. Non molto dopo, alcuni raccontano ciò a Crisogono, nell'accampamento di Silla nelle vicinanze di Volterra: gli fanno presente l'entità del denaro di Roscio, e il pregio dei poderi (infatti lasciò tredici fondi); ricordano la povertà e l'isolamento del figlio di Roscio; inoltre – dicono – così come il padre, un uomo tanto opulento e prestigioso, era stato ucciso senza alcuno sforzo, anche il figlio, sprovveduto e inesperto, poteva essere tolto di mezzo facilmente: promettono il proprio aiuto per l'impresa. E così mettono in piedi un'alleanza. Anche se fino ad allora non c'era stata alcuna proposta di proscrizione, tuttavia il nome di Sesto Roscio viene scritto nei registri; locatario di tutti i beni fu Crisogono; tre poderi pregiatissimi vennero assegnati a Capitone.
Versione tratta da: Cicerone