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Versioni contrastanti sulla morte di Didone
VERSIONE DI GRECO Timeo
Come raccontaTimeo, Didone in origine si chiamava Elissa, sposa di Sicarba e figlia di Muttone, re di Sidone. Quando il padre morì, lasciò il regno in parti uguali a lei e al fratello Pigmalione. Il fratello avido di potere, uccide e mantiene segreta la morte di Sicarba, sacerdote del dio Melkart. Una notte Sicarba appare in sogno alla moglie e racconta come il fratello di lei l'aveva ucciso, allora Didone temendo di essere uccisa a sua volta, carica tutti i suoi tesori su una nave e con un gruppo di fedeli fuggì, approdando in Africa settentrionale. Accolta benevolmente, Elissa fu dagli indigeni chiamata Didone. Le posero la condizione che poteva acquistare tanto terreno quanto ne poteva circondare una pelle di bue, allora Didone la tagliò a strisce così sottili da coprire una vastissima fascia di terreno. Quindi procedette a costruire una città che chiamò Cartagine, presto la città allacciò rapporti commerciali con altri popoli e divenne molto potente. Didone così divenne un partito molto ricercato fra i principi locali, considerando che era la Sovrana di Cartagine. Ma la donna volendosi mantenere fedele al ricordo di Sicarba, rifiutava tutti i pretendenti, finché il più forte Giarba di Massitania, non le dà un ultimatum: o lo sposa, o lui gli farà guerra. Allora Didone con la scusa di fare un'ultimo sacrificio funebre a Sicarba, si getta nel rogo ardente, eliminando cosi il pericolo di guerra alla città e mantenendosi fedele al marito. Vuoi leggere la lettera che Ovidio le fa scrivere ad Enea? allora
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Alcibiade si rifugia a Sesto
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE N. 1
μετὰ δὲ ταῦτα Τισσαφέρνης ἦλθεν εἰς Ἑλλήσποντον: ἀφικόμενον δὲ παρ᾽ αὐτὸν μιᾷ τριήρει Ἀλκιβιάδην ξένιά τε καὶ δῶρα ἄγοντα συλλαβὼν εἶρξεν ἐν Σάρδεσι, φάσκων κελεύειν βασιλέα πολεμεῖν Ἀθηναίοις. ἡμέραις δὲ τριάκοντα ὕστερον Ἀλκιβιάδης ἐκ Σάρδεων μετὰ Μαντιθέου τοῦ ἁλόντος ἐν Καρίᾳ ἵππων εὐπορήσαντες νυκτὸς ἀπέδρασαν εἰς Κλαζομενάς: οἱ δ᾽ ἐν Σηστῷ Ἀθηναῖοι, αἰσθόμενοι Μίνδαρον πλεῖν ἐπ᾽ αὐτοὺς μέλλοντα ναυσὶν ἑξήκοντα, νυκτὸς ἀπέδρασαν εἰς Καρδίαν. ἐνταῦθα δὲ καὶ Ἀλκιβιάδης ἧκεν ἐκ τῶν Κλαζομενῶν σὺν πέντε τριήρεσι καὶ ἐπακτρίδι. πυθόμενος δὲ ὅτι αἱ τῶν Πελοποννησίων νῆες ἐξ Ἀβύδου ἀνηγμέναι εἶεν εἰς Κύζικον, αὐτὸς μὲν πεζῇ ἦλθεν εἰς Σηστόν, τὰς δὲ ναῦς περιπλεῖν ἐκεῖσε ἐκέλευσεν. ἐπεὶ δ᾽ ἦλθον, ἀνάγεσθαι ἤδη αὐτοῦ μέλλοντος ὡς ἐπὶ ναυμαχίαν ἐπεισπλεῖ Θηραμένης εἴκοσι ναυσὶν ἀπὸ Μακεδονίας, ἅμα δὲ καὶ Θρασύβουλος εἴκοσιν ἑτέραις ἐκ Θάσου, ἀμφότεροι ἠργυρολογηκότες.
Intanto arrivò nell'Ellesponto Tissaferne; quando Alcibiade andò da lui con un'unica trireme portando offerte e doni ospitali, lo fece arrestare e imprigionare a Sardi, dichiarando che il Re aveva ordinato di fare guerra agli Ateniesi. Trenta giorni più tardi Alcibiade, procuratosi dei cavalli, riuscì a fuggire di notte da Sardi con Mantiteo, che era stato fatto prigioniero in Caria, e ripararono a Clazomene. Gli Ateniesi che si trovavano a Sesto, informati che Mindaro intendeva attaccarli con sessanta triremi, si rifugiarono di notte a Cardia. Qui arrivò anche Alcibiade da Clazomene con cinque triremi e una nave da corsa. Avendo però saputo che le navi peloponnesiache erano salpate da Abido alla volta di Cizico, si diresse via terra a Sesto, dopo aver ordinato alle navi di raggiungervelo. Una volta arrivate, quando stava già per attaccare battaglia, giunsero contemporaneamente Teramene dalla Macedonia con venti navi e Trasibulo da Taso con altre venti, entrambi con i tributi riscossi.
TRADUZONE N. 2
. Dopo ciò Tissaferne andò verso l’ellesponto. Avendo imprigionato alcibiade giungendo come ospite questo con una triremi e portando anche i doni a Sardi dicendo che il re aveva ordinato di combattere contro gli ateniesi. Trenta giorni dopo alcibiade essendosi impadronito di cavalli di notte fuggì da sardi verso Calzomene con Mantineo che andava errando verso la Cardia. Gli ateniesi a sesto capendo che mindaro aveva intenzione di navigare verso questi con 60 navi, di notte fuggirono verso cardia. Qui anche alcibiade giunse da calzomene con cinque triremi e con piccole imbarcazioni. Venuto a conoscenza che le navi dei pelpoponnesiaci da abduo sarebbero state messe in mare verso cizico, questo andò verso sesto, là ordinò che le navi circumnavigassero. Dopo andarono, questo avendo intenzione di procedere, quando teramene con venti navi navigò per un combattimento navale verso la macedonia, contemporaneamente trasibulo da taso con altre venti arrivò, entrambi riscorrendo denaro. .
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Esortazione di Senofonte ai comandanti
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Εγω ω ανδρες λοχαγοι ουτε καθευδειν δυναμαι (εσπερ οιμαι, ουδ'υμεις) ουτε κατακεισθαι ...λογιζομενος ενιοτε τας σπονδας μαλλον εφοβουμην η νυν τον πολεμον".
"O locaghi, non riesco a prender sonno, come credo neppure voi, e nemmeno a restar ancora sdraiato, quando mi rendo conto in quale situazione versiamo. I nemici, è chiaro, non ci hanno ancora assaliti solo perché volevano esser sicuri di aver preparato a punto ogni cosa. E noi? Nessuno si occupa di come potremo difenderci nel modo migliore. Quali pene. pensate che ci attendano, se ci lasceremo andare e cadremo nelle mani del re? Suo fratello, nato dalla stessa madre, già cadavere, dopo avergli mozzato il capo e la mano, lo ha impalato. E noi, che non abbiamo nessun difensore e ci siamo mossi contro di lui per renderlo schiavo da re che era e ammazzarlo, se ci riusciva? Cosa credete che patiremo? Non pensate che sarebbe capace di tutto pur di torturarci a morte e ingenerare terrore in chiunque, in futuro, voglia marciare contro di lui? Dobbiamo provarle tutte pur di non cadere in mano sua. Tra l'altro, da quando è in vigore la tregua, non ho smesso un attimo di commiserare la nostra sorte: beati il re e i suoi sudditi pensavo, osservando le loro terre così estese e fertili, l'abbondanza di viveri, schiavi, armenti, oro, vesti. . Per contro, talvolta la mente mi correva a noi soldati, che non potevamo godere di nessuno di questi beni, se non a pagamento - e sapevo che pochi ormai avevano denaro per comprarli - tanto più che i giuramenti ci vincolavano a procurarci i viveri solo col denaro. E quando ragionavo così, certe volte mi spaventava di più la tregua che la guerra
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LA CICALA E LA VOLPE VERSIONE DI GRECO di Esopo TRADUZIONE dal libro Gymnasion
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Mosche vanitose
VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE
dal libro gymnasion 1 versione 2 pag. 45
Λεαινα καθευδει εν τη υλης σκια. Μυια πλησιαζει και πρωτον μεν την της λεαινης ρωμην δειμαινεν ειτα δε, ως αισθανεται της λεαινης ακινησιας, επι τη κεφαλη εφιζανει και λεγει• «Αναμφιβολως τας λεαινας υπερβαλλω, και τοινυν δικαιως βασιλεια ειμι της γης». Η δε λεαινα τη της μυιας φωνη εγειρεται και ωρυει, και η μυια αποφευγει. Ως δε την της μυιας φυγην βλεπει, η λεαινα την κεφαλην σειει και λεγει• «Ιδου ως φευγει η βασιλεια της γης». Μυια περιπετεται δια της υλης και συν υπερηφανια λεγει οτι η βασιλεια εστι της γης δια την ευγενειαν. Εξαιφνης δε εις αραχνιον εμπιπτει, και κλαιει, και βοηθειαν και σωτηριαν ευχεται. Η αραχνη δε ουκ ελεαιρει την μυιαν, αλλα λεγει• «Ουκ απο της υπερηφανιας η ευγενεια κρινεται, αλλ' απο της ρωμης και εκ της σωφροσυνης».
Una leonessa dorme tranquillamente all'ombra di una foresta. Improvvisamente una mosca si avvocina e dapprima ammira la leonessa; in seguito invece, quando si accorge dell'immobilita' della leonessa, si siede sopra la testa e dice: "indubbiamente io supero la leonessa e giustamente sono regina della terra". La voce della mosca sveglia la leonessa; la leonessa ruggisce ferocemente, e la mosca fugge con spavento poiche' teme la forza della leonessa. Quando vede la fuga della mosca, la leonessa agita ferocemente la testa e dice: "Ecco come fugge la regina della terra. " La mosca vola per la selva e con superbia dice che e' a causa della nobilta' della regina. Improvvisamente incappa in una ragnatela, piange, invoca aiuto e pieta'. Ma il ragno non prova pieta' per la mosca, invece dice: "Non si nasce dalla superbia o dalla nobilta', (si nasce) invece dalla forza e dalla saggezza.
TRADUZIONE DI ALTRO UTENTE
Una leonessa dorme placidamente nell'ombra di un bosco. All'improvviso una mosca si avvicina e dapprima ammira la leonessa, poi a causa della sua immobilità (letteralmente ripetuto: "a causa dell'immobilità della leonessa") si siede sulla testa della leonessa e dice: -Senza dubbio supero la leonessa, e dunque giustamente sono regina della terra. Poi la voce della mosca desta la leonessa; la leonessa urla spaventosamente e la mosca scappa con sbigiottimento perché teme la forza della leonessa. Come fissa la fuga della mosca, la leonessa scuote la testa e dice: -Ecco come fugge la regina della terra!Una mosca svolazza attraverso il bosco e con la sua superbia dice che è la regina della terra grazie alla sua nobiltà (letteralmente complemento di causa: "per mezzo della sua nobiltà"). All'improvviso poi si imbatte in una ragnatela, piange ed invoca aiuto e salvezza. MA il ragno non prova compassione verso la mosca ma dice: -La nobiltà non nasce dalla superbia, ma dalla forza e dalla saggezza-