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IL TOPI DI CAMPAGNA E IL TOPO DI CITTA'
Versione greco Esopo traduzione libro Gymnasion
Traduzione n. 1
Un topo di campagna amava un cittadino. Il cittadino invece, essendo chiamato dall'amico, andava diretto dal topo di campagna, per pranzare con quello. Egli mangiando dell'orzo e del grano dall'amico diceva: "Vedo, amico, che tu conduci la vita delle formiche. Dato che per me c'è un grande numero di beni, vieni con me per beneficiare di tutto". Così sul momento partono a due. Il campestre mostra dei legumi e del grano, dei frutti di palma tutti insieme, del formaggio, del miele, dei frutti maturi. Il cittadino guardandolo con meraviglia lodava fortemente biasimando la sua dolorosa sorte. volendo l'amico rubare gli alimenti, subito un uomo apre la porta e gli infelici che temono il rumore saltano nelle fessure. Il topo di campagna si lamenta per la fame di coloro che sono negligenti, dicendo all'amico: "Sii felice tu, amico, mangi a sazietà, godendoti i ricchi alimenti con allegria ma anche con pericolo e con grandissima paura, ; io infelice invece voglio una vita senza paura mangiando orzo e frumento". La favola mostra che condurre semplicemente anche la vita con tranquillità è preferibile che vivere mollemente nella paura con dolore
TRADUZIONE n. 2
Il topo di campagna era amico ad un topo di città e per consolidare l'amicizia per primo ospitò il topo di citta' in campagna. gli preparò il pranzo e preparò la tavola con cibi semplici. Poi ricambiando molto l'ospitalità il cittadino ospitò il campagnolo in città e in casa lavò le cose del riccco. Certamente già stava per appropriarsi dei cibi, quando entrarono nella sala gli schiavi con i cani. Allora il cittadino esperto dei luoghi fuggì nelle tane amiche, il campagnolo corse di qua e di la miseramente contro le pareti. Quando i cani si allontanarono mezzo morto a causa della paura disse al cittadino "Rallegrati o caro della tua ricchezza per la mia povertà è tutto migliore nei campi del lusso della città" e tornò subito nei campi.
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DAMONE E FINZIA
VERSIONE DI GRECO di Timeo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
διονυσιου τυραννουντος, Φιντιας τις Πυθαγορειος, επιβουλευσας τω τυραννῳ, μελλων δε της τιμωριας τυγχανειν, ᾐτήσατο παρά του Διονυσιου χρονον εις ο περι των ιδιων προτερον ἃ βουλεται διοικησαι; δωσειν δ'εφησεν εγγυητην του θανατου των φιλων ενα. Του δε δυναστου θαυμασαντος ει τοιουτος εστι φιλος ος εαυτον εις την ειρκτην αντ'εκεινου παραδωσει, προεκαλεσατο τινα των γνωριμων ο Φιντιας, Δαμωνα ονομα, Πυθαγορειον φιλοσοφον, ος εγγυος ευθυς εγενηθη του θανατου. Τινες μεν ουν επῄνουν την υπερβολην της προς τους φιλους ευνοιας, τινες δε του εγγυου προπετειαν και μανιαν κατεγιγνωσκον. Προς δε την τεταγμενην ωραν απας ο δημος συνεδραμεν, καραδοκων ει φυλαξει την πιστιν ο καταστησας. Ηδη δε της ωρας συγκλειουσης, παντες μεν απεγιγνωσκον, ο δε Φιντιας ανελπιστως επι της εσχατης του χρονου ροπης δρομαιος ηλθε, του Δαμωνος απαγομενου προς την αναγκην. Θαυμαστης δε της φιλιας φανεισης απασιν, απελυσεν ο Διονυσιος της τιμωριας τον εγκαλουμενον, και παρεκαλεσε τους ανδρας τριτον εαυτον εις την φιλιαν προσλαβεσθαι. "
Durante la tirannide di Dionisio (lett, essendo Dionisio tiranno) un certo Finzia, che aveva teso insidie al tiranno e stava per pagarne il fio, chiese a Dionisio un pò di tempo così daper (poter) sistemare prima quelli che voleva tra i propri affari; disse che avrebbe dato come suo garante uno degli amici. Poiché il tiranno si meravigliava del fatto che vi fosse un amico tale che si sarebbe consegnato per la prigione al posto suo , Finzia gli indicò uno tra i suoi intimi di nome Damone, filosofo pitagorico, che divenne subito garante della morte . Verso l'ora stabilita tutto il popolo accorse attendendo con curiosità se colui che si era proposto avrebbe mantenuto la promessa. Ed essendo ormai il tramonto, tutti già disperavano, Finzia, invece, , insperatamente proprio all'ultimo istante del tempo (stabilito) giunse di corsa, mentre Damone veniva condotto al suo destino. . Apparsa dunque a tutti straordinaria l'amicizia, Dionigi liberò l'accusato dalla punizione e invitò i (due) uomini ad accoglierlo come terzo nella loro amicizia.
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gymnasion versioni tradotte
Inizio: Οι Ερμαι στηλαι λιθιναι εισιν, τετραγωνοι την μορφην, Fine: της δικης φοβω, εις Σπαρτην καταφευγει
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Le LABBRA DISONESTE NON SONO ADATTE AL VERO
VERSIONE DI GRECO di Eschine
Δημηγορουντος τινος εν τη των Λακεδαιμονιων εκκλησια ανδρος βεβιωκοτος μεν αισχρως, λεγειν δ' εις υπερβολην δυνατου, και των Λακεδαιμονιων, ως φασι, κατα την εκεινου γνωμην ψηφιζεσθαι μελλοντωυ, παρελθων τις των γεροντων, ους εκεινοι και αισχυνονται, και δεδιασι, ισχυρως επεπληξε τοις Λακεδαιμονιοις και τι τοιουτον κατ' αυτων εβλασφημησεν, ως ου πολυν χρονον την Σπαρτην απορθητον οικησουσι, τοιουτοις εν ταις εκκλησιαις συμβουλοις χρωμενοι. Αμα δε παρακαλεσας αλλον τινα των Λακεδαιμονιων, ανδρα λεγειν μεν ουκ ευφυη, τα δε κατα πολεμον λαμπρον και προς δικαιοσυνην και εγκρατειαν διαφεροντα, επεταξευ αυτω τας αυτας ειπειν γνωμας ουτως οπως αν δυνηται, ας ειπεν ο προτερος ρητωρ: «ινα», εφη, «Λακεδαιμονιοι ανδρος αγαθου φθεγξαμενου ψηφισωνται, τας δε των αποδεδειλιακοτων και πονηρων ανθρωπων φωνας μηδε τοις ωσι προσδεχωνται».
TRADUZIONE
Mentre parlava nell'assemblea degli Spartani un uomo che aveva condotto una vita confusa, ma era abile al massimo grado nell’oratoria, e mentre gli Spartani, come si narra, stavano per votare la sua idea, presentatosi uno degli anziani - di cui quelli hanno rispetto e apprensione rimproverò violentemente gli Spartani, e li offese con parole di questo genere: non avrebbero abitato a lungo la loro Sparta intatta, qualora continuassero a servirsi, nelle assemblee, di consiglieri come quello. Subito dopo, convocato un altro Spartano, che non era affatto un genio dell'eloquenza, ma glorioso per fama guerriera, autorevole per senso di giustizia e fortezza d'animo, gli intimò di esprimere le medesime proposte che aveva pronunciato l'oratore precedente, così come poteva « perché » disse « gli Spartani possano votare dopo aver sentito la voce di un uomo onesto, e neppure nelle orecchie accolgano le parole degli uomini che hanno dato prova di viltà e disonestà».
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Ως παρα των φιλοσοφων ακηκοαμεν, δει παντας τους μελλοντας διοισειν η περι τους λογους η περι τας πραξεις η περι τας αλλας εργασιας πρωτον μεν προς τουτο πεφυκεναι καλως, προς ο αν εκλεγομενοι τυγχανωσιν, επειτα παιδευθηναι και λαβειν την επιστημην, ητις αν η περι εκαστου, τριτον εντριβεις γενεσθαι και γυμνασθηναι περι την χρειαν και την εμπειριαν αυτων αναγχη εστι εκ τουτων γαρ εν απασαις ταις εργασιαις τελειους γιγνεσθαι και πολυ διαφεροντας των αλλων. Ειναι δε τουτων προσηκον εκατεροις, τοις τε διδασκουσι και τοις μανθανουσιν, ιδιον μεν τοις μεν εισενεγκασθαι την φυσιν οιαν δει, τοις δε δυνατοις ειναι παιδευσαι τους τοιουτους, κοινον δ' αμφοτερων το περι την εμπειριαν γυμνασιον δειν γαρ τους μεν επιμελως επιστατησαι τοις παιδευομενοις, τους δ' εγκρατως εμμειναι τοις προσταττομενοις.
I principi per una buona educazione
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro gymnasion p. 114 n. 183