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Guerra e pace
versione greco isocrate
traduzione libro ERGA EMERON pagina 218 numero 133
Πᾶσι γὰρ ἦν φανερὸν ὅτι μᾶλλον ἡσθήσεσθε τοῖς παρακαλοῦσιν ὑμᾶς ἐπὶ τὸν πόλεμον ἢ τοῖς περὶ τῆς εἰρήνης συμβουλεύουσιν. Οἱ μὲν γὰρ προσδοκίαν ἐμποιοῦσιν ὡς καὶ τὰς κτήσεις τὰς ἐν ταῖς πόλεσι κομιούμεθα, καὶ τὴν δύναμιν ἀναληψόμεθα πάλιν, ἣν πρότερον ἐτυγχάνομεν ἔχοντες· οἱ δ' οὐδὲν τοιοῦτον ὑποτείνουσιν, ἀλλ' ὡς ἡσυχίαν ἔχειν δεῖ καὶ μὴ μεγάλων ἐπιθυμεῖν παρὰ τὸ δίκαιον, ἀλλὰ στέργειν τοῖς παροῦσιν, ὃ χαλεπώτατον πάντων τοῖς πλείστοις τῶν ἀνθρώπων ἐστίν Οὕτω γὰρ ἐξηρτήμεθα τῶν ἐλπίδων καὶ πρὸς τὰς δοκούσας εἶναι πλεονεξίας ἀπλήστως ἔχομεν, ὥστ' οὐδ' οἱ κεκτημένοι τοὺς μεγίστους πλούτους μένειν ἐπὶ τούτοις ἐθέλουσιν, ἀλλ' ἀεὶ τοῦ πλέονος ὀρεγόμενοι περὶ τῶν ὑπαρχόντων κινδυνεύουσιν. Ὅπερ ἄξιόν ἐστι δεδιέναι, μὴ καὶ νῦν ἡμεῖς ἔνοχοι γενώμεθα ταύταις ταῖς ἀνοίαις· λίαν γάρ τινές μοι δοκοῦσιν ὡρμῆσθαι πρὸς τὸν πόλεμον, ὥσπερ οὐ τῶν τυχόντων συμβεβουλευκότων, ἀλλὰ τῶν θεῶν ἀκηκοότες ὅτι κατορθώσομεν ἅπαντα καὶ ῥᾳδίως ἐπικρατήσομεν τῶν ἐχθρῶν.
Ed è proprio su questa ricerca di facile consenso che si è gettata la fiumana dei bei parlatori, perché si sono tutti accorti, per esempio in questa occasione, che voi godete di più a sentire chi vi compone esortazioni di guerra di chi vi da buoni consigli di pace. I primi infatti vi fanno balenare la speranza di recuperare le nostre proprietà nelle altre città e riconquistare la potenza che avevamo prima; gli altri non vi insinuano alcun pensiero del genere, ma vi esortano alla pace e a non nutrire ambizioni ingiuste, bensì ad accontentarvi di ciò che avete: cosa che è la più difficile di tutte per la maggior parte degli uomini. Il fatto è che siamo così «speranza-dipendenti» e così insaziabili di fantasmatici guadagni, che neanche quelli veramente straricchi si accontentano di ciò che hanno, ma bramano sempre di più a costo di perdere tutto. E c'è ragione di temere che siamo anche adesso in preda a questa pazzia. Infatti mi sembra che alcuni siano troppo propensi alla guerra, come se non li avessero certo consigliati i primi venuti, ma gli dèi in persona avessero loro rivelato che a noi andrà tutto bene e che spezzeremo le reni ai nemici.
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Omero infonde nell'animo l'odio verso il barbaro
l'odio per i barbari Versione greco Isocrate
traduzione dal libro Erga Emeron
Oἶμαι δὲ καὶ τὴν Ὁμήρου ποίησιν μείζω λαβεῖν δόξαν, ὅτι καλῶς τοὺς πολεμήσαντας τοῖς βαρβάροις ἐνεκωμίασε, καὶ διὰ τοῦτο βουληθῆναι τοὺς προγόνους ἡμῶν ἔντιμον αὐτοῦ ποιῆσαι τὴν τέχνην ἔν τε τοῖς τῆς μουσικῆς ἄθλοις καὶ τῇ παιδεύσει τῶν νεωτέρων, ἳνα πολλάκις ἀκούοντες τῶν ἐπῶν ἐκμανθάνωμεν τὴν ἔχθραν τὴν ὑπάρχουσαν πρὸς αὐτούς, καὶ ζηλοῦντες τὰς ἀρετὰς τῶν στρατευσαμένων τῶν αὐτῶν ἔργων ἐκείνοις ἐπιθυμῶμεν. ὥστε μοι δοκεῖ πολλὰ λίαν εἶναι τὰ παρακελευόμενα πολεμεῖν αὐτοῖς, μάλιστα δ' ὁ παρὼν καιρός, ὃν οὐκ ἀφετέον: καὶ γαἰσχρὸν παρόντι μὲν μὴ χρῆσθαι, παρελθόντος δ' αὐτοῦ μεμνῆσθαι. τί γὰρ ἂν καὶ βουληθεῖμεν ἡμῖν προσγενέσθαι, μέλλοντες βασιλεῖ πολεμεῖν, ἔξω τῶν νῦν ὑπαρχόντων;
Sono convinto che la poesia di Omero gode di una fama così superiore alle altre proprio perché ha tessuto uno splendido elogio dei Greci che combatterono contro i barbari. Perciò i nostri padri hanno voluto che l'arte di quel poeta fosse privilegiata nei certami poetici e anche nel corso del iter educativo dei giovani: perché noi, più e più volte ascoltando quei versi, imparassimo come a memoria l'odio che esiste contro di loro e fossimo spinti dall'ammirazione dei valorosi che 'combatterono quella guerra a emularne le gesta. Ci sono dunque fin troppi motivi che spingono a fare la guerra contro di loro, e soprattutto Io è la situazione attuale, che offre le più alte garanzie di successo. Una situazione che non dobbiamo lasciarci scappare, anzi, sarebbe una vergogna non approfittarne» per poi rammaricarcene quando sia sfumata. Cosa possiamo infatti aspettarci di meglio delle circostanze pre-senti per fare la guerra al Re?
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Bisogna restaurare la costituzione degli antenati
versione greco Isocrate traduzione libro
Remata numero 271 pag 313
εὑρίσκω γὰρ ταύτην μόνην ἂν γενομένην καὶ τῶν μελλόντων κινδύνων ἀποτροπὴν καὶ τῶν παρόντων κακῶν ἀπαλλαγήν, ἢν ἐθελήσωμεν ἐκείνην τὴν δημοκρατίαν ἀναλαβεῖν, ἣν Σόλων μὲν ὁ δημοτικώτατος γενόμενος ἐνομοθέτησε, Κλεισθένης δ’ ὁ τοὺς τυράννους ἐκβαλὼν καὶ τὸν δῆμον καταγαγὼν πάλιν ἐξ ἀρχῆς κατέ- στησεν. ἧς οὐκ ἂν εὕροιμεν οὔτε δημοτικωτέραν οὔτε τῇ πόλει μᾶλλον συμφέρουσαν. τεκμήριον δὲ μέγιστον· οἱ μὲν γὰρ ἐκείνῃ χρώμενοι, πολλὰ καὶ καλὰ διαπραξάμενοι καὶ παρὰ πᾶσιν ἀνθρώποις εὐδοκιμήσαντες, παρ’ ἑκόντων τῶν Ἑλλήνων τὴν ἡγεμονίαν ἔλαβον, οἱ δὲ τῆς νῦν παρού- σης ἐπιθυμήσαντες, ὑπὸ πάντων μισηθέντες καὶ πολλὰ καὶ δεινὰ παθόντες, μικρὸν ἀπέλιπον τοῦ μὴ ταῖς ἐσχάταις συμφοραῖς περιπεσεῖν καίτοι πῶς χρὴ ταύτην τὴν πολιτείαν ἐπαινεῖν ἢ στέργειν τὴν τοσούτων μὲν κακῶν αἰτίαν πρότερον γενομένην, νῦν δὲ καθ’ ἕκαστον τὸν ἐνιαυτὸν ἐπὶ τὸ χεῖρον φερομένην; πῶς δ’ οὐ χρὴ δεδιέναι μὴ τοιαύτης ἐπιδόσεως γιγνομένης τελευτῶντες εἰς τραχύτερα πράγματα τῶν τότε γενομένων ἐξοκείλωμεν;
Trovo infatti che il solo mezzo per scongiurare i pericoli futuri e per liberarci dai mali presenti sarebbe quello di voler ristabilire la democrazia che fu codificata da Solone, il più grande amico del popolo, e che fu ripristinata da Clistene, l’uomo che cacciò i tiranni e restaurò il regime democratico. Non potremmo trovare un governo che più di questo sia democratico né più utile alla città. La prova migliore. Coloro che avevano questa costituzione, dopo aver compiuto molte e belle imprese e acquistato fama in tutto il mondo, ricevettero l’egemonia col pieno consenso dei Greci; i fautori della costituzione presente, invece, dopo essersi attirati l’odio universale e avere subito molti disastri, per poco non incorsero nelle sventure estreme. Come si può lodare o amare questo governo che è stato causa di mali spaventosi ed ora delcina ogni anno verso il peggio? Come si può non temere che andando avanti così ci areneremo contro scogli più duri di prima?
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Concordia civile degli antichi ateniesi
versione greco Isocrate traduzione libro Sapheneia
Ου γαρ μονον περι των κοινων ωμονοουν, αλλα και περι τον ιδιον βιον τοσαυτην εποιουντο προνοιαν αλληλων οσην περ χρη τους ευ φρονουντας και πατριδος κοινωνουντας. Οι τε γαρ πενεστεροι των πολιτων τοσουτον απειχον του φθονειν τοις πλειω κεκτημενοις, ωσθ' ομοιως εκηδοντο των οικων των μεγαλων ωσπερ των σφετερων αυτων, ηγουμενοι την εκεινων ευδαιμονιαν αυτοις ευποριαν υπαρχειν· οι τε τας ουσιας εχοντες ουχ οπως υπερεωρων τους καταδεεστερον πραττοντας, αλλ' υπολαμβανοντες αισχυνην αυτοις ειναι την των πολιτων αποριαν επημυνον ταις ενδειαις, τοις μεν γεωργιας επι μετριαις μισθωσεσιν παραδιδοντες, τους δε κατ' εμποριαν εκπεμποντες, τοις δ' εις τας αλλας εργασιας αφορμην παρεχοντες.
Infatti non solo andavano d'accordo sulle questioni pubbliche, ma si davano tanto pensiero gli uni degli altri quanto è necessario che facciano coloro che sono saggi e che partecipano alla vita della patria. Infatti i piu poveri tra i cittadini erano cosi lontani dall'invidiare quelli che possedevano di piu, da prendersi cura allo stesso modo delle grandi cose come fossero le proprie, ritenendo che la felicita di costoro fosse per lorouna risorsa; allo stesso modo coloro che possedevano le ricchezze non disprezzano in alcun modo quelli che erano inferiori, ma pensando che la poverta dei cittadini fosse pre loro un disonore, veninvano incontro alle esigenze, affittando ad alcuni, terreni con un modesto canone, inviando altri in giro per affari e offrendo ad altri ancora altri posti di lavoro
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La comunità trae più vantaggio da un uomo
assennato che da un atleta
versione greco Isocrate traduzione libro Dialogoi
testo greco non pervenuto
Spesso di coloro che istituivano le feste e di coloro che organizzavano le gare di atletica mi ha meravigliato il fatto che ritennero i successi del corpo meritevoli di così grandi doni, mentre coloro che soffrivano personalmente in difesa del bene comune e coloro che così preparavano i loro animi da poter aiutare anche gli altri, non assegnarono nessun onore a questi, di cui piuttosto e probabile darsi pensiero; infatti anche se gli atleti avessero avuto il doppio di una forza tanto grande, niente di più grande avrebbero conseguito gli altri, ma se un solo uomo fosse stato saggio tutti quelli che vogliono partecipare a questo proposito avrebbero potuto trarne vantaggio. Certamente, pur essendo scoraggiato in queste cose, non scelsi di essere negligente, ma avendo ritenuto che mi sarebbe stato sufficiente premio la fama che sarebbe arrivata da questo discorso sono venuto a consigliare la guerra quella contro i barbari e la concordia quella verso noi stessi.
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