Amphion in coniugium Niobam Tantali et Diones filiam accepit ex qua procreavit filios septem totidem
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Anfione prese in moglie Niobe, la figlia di Tantalo e di Dione, dalla quale ebbe sette figli ed altrettante figlie; Niobe ritenne la propria maternità più feconda di quella di Latona e cominciò a rivolgersi in modo piuttosto superbo ad Apollo e a Diana, adducendo il fatto che Diana era vestita con abiti da maschio e che, al contrario, Apollo aveva sotto una veste e portava i capelli lunghi, e che infine lei superava Latona in numero di figli. Per tal motivo, Apollo uccise i figli di Niobe in un bosco, mentre quelli erano intenti alla caccia, e Diana uccise, nella reggia, per mezzo delle frecce, le figlie, ad eccezione di Cloride. Si racconta che la loro madre, privata dei figli, per il troppo piangere si trasformò in pietra sul monte Sipilo, e a tutt'oggi, a quanto si dice, le sue lacrime fuoriescono da quella roccia.
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La Spagna è una grande penisola, limitrofa alla Gallia. Nella Spagna le terre sono per lo più aride, ma, presso le coste, (sono) fertili. Le coste della Spagna sono ricche di pesci, e lì i marinai abitano in piccole capanne. Nella Spagna, lontano dalla costa, gli abitanti conducono una vita campagnola. Gli agricoltori della Spagna coltivano spighe, uve ed olive. Ma la ricchezza degli abitanti della Spagna sono specialmente le caprette e le giovenche.
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Lucio Sergio Catilina fu un uomo di grande forza, sia d'animo che di corpo, ma di indole malvagia e scellerata. A lui, sin dalla giovinezza, erano gradite le guerre civili, le ruberìe, la discordia civile, e lì trascorreva la sua giovinezza. Aveva un corpo resistente al digiuno, al freddo, alla veglia più di quanto è credibile, e un animo temerario, subdolo, simulatore e dissimulatore. Il suo animo ambizioso desiderava sempre cose sconsiderate, incredibili e troppo alte. L'animo feroce era agitato sempre di più di giorno in giorno dalla mancanza di denaro, e dalla consapevolezza dei crimini.
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Noi, già colmi di sorpresa, arrivammo alla porta, sul cui stipite c'era un cartello con questa iscrizione: Qualunque schiavo sarà uscito senza l'ordine padronale, riceverà cento frustate. Inoltre, proprio sull'ingresso, stava fermo un portiere. Noi già eravamo giunti nella sala da pranzo. Trimalcione assegna a ciascun invitato il proprio posto a tavola. Immediatamente vennero servite delle anfore di vetro con questa scritta: Falerno di cento anni. Trimalcione batté insieme le mani e disse: Il vino è vita!.
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Dopo che Frisso fu arrivato illeso nella Colchide, stabilì di sacrificare l'ariete ricoperto dal vello d'oro. Dopo che ebbe appeso il vello d'oro ad una quercia, in un bosco sacro di Marte, pose ad esso come guardiani dei tori che emettevano fuoco dalle narici, ed un enorme serpente, affinché lo sorvegliasse nel corso dei giorni e nel corso delle notti. Tramandano che a quell'epoca in Tessaglia regnava Pelia. Il fratello di Pelia, Esone, aveva per figlio Giasone, un giovane magnifico quanto a forze del corpo e quanto a grandezza d'animo. A costui, lo zio paterno ordinò di recarsi presso i gli abitanti della Colchide, e rubare il vello d'oro. Questa cosa era ardua e difficile, tuttavia Giasone desiderò portare a compimento l'impresa; e così scelse dei compagni valorosi. Tra questi furono ammessi Ercole, Castore e Polluce, ed Orfeo. Argo, il figlio di Frisso, su consiglio di Minerva, costruì una nave; per questa ragione la nave venne chiamata "Argo", e gli eroi vennero chiamati "gli Argonauti".
- Dominae et ancillae per silvam deambulabant. In silva puellae ornabant aras dearum ...
- Cicero Attico salutem dicit. Totum iter mihi incertum facit exspectatio ...
- Puer agnos caprosque in agris pascebat; non solum contumeliosus erat sed etiam multis ...
- Hercules Iovis et Alcmenae filius infans iacebat in cunis ...