- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Helvetii, cum angustos fines se habere arbitrarentur novasque sedes occupare cuperent …
Gli Elvezi, poiché pensavano di possedere un territorio ristretto e volevano conquistare nuove sedi, decisero di uscire dal proprio territorio. Perciò, promisero grandi ricompense ed ottennero dalle popolazioni confinanti che fosse loro permesso di marciare attraverso il territorio di esse. Però Cesare, quando seppe che gli Elvezi, avversari del popolo Romano, provavano a compiere quel percorso e che la loro partenza poteva danneggiare la provincia Romana, stabilì di togliere l'accampamento e partire contro di loro. Gli Elvezi, che si gloriavano di essere forti, si sforzarono di sottomettere i Romani; ma, dopo numerose disfatte, supplicarono l'indulgenza di Cesare, che li accettò in resa.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Vulcanus cum rescivit uxorem Venerem cum Marte clam cubare, patefecit odium …
Vulcano, quando scoprì che la moglie Venere giaceva segretamente con Marte, dimostrò il suo odio: realizzò una catena di metallo durissimo e la collocò intorno al letto, al fine di catturare Marte con l'astuzia. Dopo che quello si fu recato all'appuntamento, cadde insieme a Venere nella trappola, in maniera tale che non riuscì a divincolarsi. Dopo che il Sole ebbe riferito ciò a Vulcano, egli li vide che giacevano nudi; perciò egli convocò tutti gli dèi, i quali, quando li videro, risero.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Danae Acrisii, Argorum regis, et Aganippes filia fuit. Acrisio oraculum …
Danae fu la figlia di Acrisio, re di Argo, e di Aganippe. Ad Acrisio l'oracolo predisse che il figlio di Danae avrebbe ucciso il re; Acrisio, poiché temeva ciò, la chiuse in un recinto di pietra. Ma Zeus, tramutatosi in pioggia d'oro, giacque insieme a Danae, e così nacque Perseo. E il padre, a causa dello stupro, rinchiusala in una cassa con Perseo, la gettò nel mare. Per volere di Giove quella fu trasportata nell'isola di Serifo. Avendo un pescatore trovato la cassa, vide la donna con il bambino, e li condusse al re Polidette, che prese in moglie lei ed allevò Perseo nel tempio di Minerva. Dopo che Acrisio fu venuto a sapere che la figlia ed il nipote soggiornavano presso Polidette, partì al fine di reclamarli. Quando vi giunse, Perseo promise a suo nonno Acrisio che non l'avrebbe mai ucciso. Dopo pochi giorni, Polidette morì. Mentre venivano celebrati i riti funebri in onore del re, Perseo lanciò un disco, che il vento deviò contro la testa di Acrisio, e lo uccise. Questo accadde per volontà degli dèi; quindi Perseo partì per Argo e occupò i regni del nonno.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Carthaginiensium dux Hamilcar, cum Syracusas obsideret, audivit in somnio …
Il generale dei Cartaginesi, Amilcare, mentre assediava Siracusa, udì in un sogno una voce che diceva che egli, il giorno successivo, avrebbe cenato in quella città. Amilcare fu assai lieto di questo sogno e, credendo che la vittoria gli fosse stata promessa dal cielo, contava pienamente sul valore dei soldati e sperava che in breve tempo si sarebbe impossessato di Siracusa. Già preparava ogni cosa per il combattimento, ma, dopo che fu esploso un violento contrasto fra i suoi soldati, i Siracusani, nel corso del momento opportuno, improvvisamente osarono fare una sortita dalla città, invadere l'accampamento, e trascinare con sé, all'interno delle mura della città, Amilcare in persona. Così, il generale dei Cartaginesi cenò nella città di Siracusa da prigioniero, e non, come col pensiero aveva presunto, da vincitore.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Diu iam in urbe haereo et quidem attonitus. Perturbat me longa et pertinax valetudo …
Già da lungo tempo resto fermo a Roma, e davvero sbigottito. Mi preoccupa la lunga e pertinace cattiva salute di Tizio Aristone, che ammiro e apprezzo particolarmente. Non esiste niente, infatti, più serio, più virtuoso e più colto di lui, tanto che non un solo uomo, ma tutte le belle arti, per me, sono in enorme pericolo a causa della sua malattia. Nessuno più di lui, infatti, è esperto sia di diritto privato che di diritto pubblico. Per di più egli è piuttosto frugale e moderato nell'alimentazione.