- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Maxime cave, ne aures perfores, ne cerussa et purpurisso ora depingas …
Bada specialmente a non perforarti le orecchie, a non colorarti le gote con la biacca o con il belletto, a non appesantire il collo con le perle e con l'oro, a non gravare con pietre preziose la testa, a non rendere rossicci i capelli. Metti la saggezza al di sopra dell'aspetto: è più bella la sembianza dell'animo che quella del corpo. Apprendi inoltre a lavorare la lana, a dirigere la conocchia, a posare il cesto in grembo, a far roteare il fuso, a dirigere col pollice i fili dell'ordito. Disprezza i panni di seta, le pelli dei Seri, e l'oro che si appiccica alle dita. Procurati indumenti tali che grazie ad essi sia tenuto lontano il freddo, non tali che per mezzo di essi si mettano a nudo dei corpi vestiti.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Gyges, pastor regius, in terrae hiatum descendit. Ibi aeneum equum animadvertit …
Gige, il pastore del re, scese in una fossa del terreno. Qui notò un cavallo di bronzo, sui lati del quale si trovavano delle porte. Egli aprì le porte e vide il corpo di un uomo morto, dalla mole inconsueta e con un anello d'oro al dito. Gige, dopo che ebbe sfilato l'anello, se ne andò ad un'assemblea di pastori. In quel luogo sperimentò la straordinaria dote dell'anello: infatti, dopo aver rivolto verso il palmo della mano il castone dell'anello, non veniva visto da nessuno, egli stesso, al contrario, vedeva tutte le cose; dopo che aveva rigirato l'anello al suo posto, egli medesimo veniva visto nuovamente. Dunque, servendosi di questo vantaggio dell'anello, egli fece violenza alla regina e, con l'aiuto di lei, assassinò il re ed eliminò le guardie del corpo di lui, e nessuno fu in grado di vederlo mentre compiva questi delitti. Così, improvvisamente, per grazia dell'anello, egli si affermò come re della Lidia.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Profecto Eridanus longe vastissimus et latissimus Italicorum fluminum est. Postquam …
Di certo l'Eridano è di gran lunga il più esteso e il più ampio tra i fiumi Italici. Dopo che è disceso giù dalle Alpi, bianchissimo a causa delle nevi, si riversa, attraverso una pianura molto feconda, nel mare Adriatico. Il percorso dell'Eridano è molto lungo, molto più lungo di quello del Tevere e dell'Arno. Moltissime e vastissime città si trovano sulle sponde dell'Eridano, dove il fiume scorre con corso più quieto e più placido. A proposito delle sue sponde, è narrata una famosissima storia dagli scrittori antichi. Dopo che Fetonte, il figlio di Apollo, si fu accostato troppo alla Terra con il carro del padre, Apollo, affinché Fetonte non bruciasse le coltivazioni rigogliose col calore intensissimo e violentissimo, abbatté il carro. Quando il carro cadde nella bellissima pianura vicino alla foce dell'Eridano, le acque, molto fredde, uccisero il ragazzo. Allora le sorelle dello sventuratissimo Fetonte, dopo aver visto morto il fratello, piansero con volto tristissimo e con lacrime molto amare, e per questa ragione gli dèi le trasformarono in candidi pioppi.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Panthera imprudens olim in foveam decidit. Quam cum viderunt agrestes, alii fustes …
Un'incauta pantera, un giorno, cadde in una buca. Quando degli agricoltori la videro, alcuni gettarono dei pezzi di legno contro di essa, altri la ricoprirono di sassi. Certi altri, invece, impietositi di quella, che stava per morire, lanciarono all'animale feroce del pane, affinché sostentasse il suo spirito. L'indomani ritornarono alla buca, intenzionati a sotterrare la pantera. Ma quella, quando ristorò le deboli forze, con un veloce balzo si liberò dalla buca, e si affrettò a passo svelto verso la tana. Dopo pochi giorni, la pantera si precipitò fuori, massacrò il gregge, ammazzò gli stessi pastori, tranne quelli che non avevano fatto niente di male alla fiera.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 2
Athenae victoria Marathonia Miltiadi, viro mirae virtutis, praemium tributurae erant …
Atene, per via della vittoria di Maratona, era in procinto di offrire una ricompensa a Milziade, un uomo di mirabile valore. Le ricompense del popolo Romano erano state poco frequenti e modeste; è risaputo che, viceversa, ad Atene le ricompense erano rare, ma magnifiche. Milziade infatti, che, per mezzo della sua vittoria, aveva liberato Atene e l'intera Grecia, ricevette un omaggio insigne: gli abitanti dipinsero lo scontro di Maratona sotto il portico che è chiamato Pecile e, nel gruppo dei dieci pretori, misero come primo Milziade, che aveva spronato le milizie al combattimento.