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Hinc iam bellum civile successit lacrimabile et mirabile auditu, quo praeter calamitates …
Da questo momento, ormai, seguì la guerra civile, straziante e stupefacente da ascoltare, dalla quale, al di là delle sciagure che si verificarono nei combattimenti, venne cambiata anche la sorte del popolo Romano. Cesare infatti, ritornando vittorioso dalla Gallia, iniziò a chiedere un secondo consolato. Fu contrastato dal console Marcello, da Bibulo, da Pompeo, da Catone, e gli fu ordinato di ritornare a Roma una volta che gli eserciti fossero stati congedati.
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Ita uno tempore et longas naves aestus complebat, et onerarias, quae …
E perciò, nel medesimo momento, la marea riempiva le navi da guerra, e la burrasca percuoteva quelle da carico, che erano state attaccate alle ancore, e ai nostri non si dava alcuna possibilità manovrare, né di portare soccorso. Poiché moltissime navi erano state danneggiate, e poiché le rimanenti erano inutili ai fini della navigazione, dal momento che se ne erano perse le funi, le ancore, e i rimanenti pezzi d’equipaggiamento, si verificò un grande sconcerto di tutto l’esercito.
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Apollo, Latonae Iovisque filius, inventor et tutor artium erat …
Apollo, il figlio di Latona e di Giove, era l’inventore ed il protettore delle arti: della medicina, della musica e delle poesie; per giunta era il dio dei suonatori di cetra e dei profeti. Per lo più se ne stava in una reggia del cielo, e, per mezzo della cetra, allietava le orecchie degli dèi nel momento del banchetto; dal cielo, però, scendeva spesso sulla Terra, si aggirava con piacere per i boschi e per i monti, ed abitava insieme alle ninfe. Per mezzo degli oracoli e delle profezie mostrava il futuro agli esseri umani. Nelle città della Grecia ci furono molti ed illustri oracoli di Apollo, ed in particolare l’oracolo Delfico. Gli abitanti delle città Greche consacravano ad Apollo molti santuari, ponevano nei templi del dio preziose statue d’oro e d’avorio, ed erano riconoscenti nei confronti del dio, perché, per mezzo delle erbe, curava i malati e rinvigoriva le forze dei mortali.
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Quondam Mediolani, in villa mea, eram. Illuc inopinate puer adventat. Lutetia remeabat in Italiam, patriam suam, sed optabat...respondeo: "Vale!"
Una volta mi trovavo (= io ero) a Milano, nella mia tenuta. In quel luogo all'improvviso, sopraggiunge un ragazzo. Ritornava in Italia, sua patria, da Parigi (=Lutezia), ma voleva affrettarsi verso Brindisi attraverso Roma e l'Appennino. Passeggiamo in giardino per alcune ore. Il ragazzo diceva: «Sono felice, ma desidero affrettarmi e visitare le belle città dell'Italia. Da Brindisi, attraverso il mare, mi dirigerò in fretta in Grecia e mi recherò ad Atene, culla della letteratura». Io alla fine rispondo: («Stammi bene!» =) Ciao!
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M. Pupius Piso, orator Romanus, in servos …
M. Pupio Pisone, avvocato Romano, era solito usare nei confronti degli schiavi un’eccessiva severità. Gli schiavi dovevano essere sempre presenti in silenzio, e rispondere soltanto alle domande. Una volta Pisone aveva mandato uno schiavo a Clodio, il tribuno della plebe, e gli aveva comandato così: Invita Clodio a cena! Quando arrivò l’ora di cena, tutti gli altri commensali erano presenti, il solo Clodio era assente. Allora Pisone disse allo schiavo: Perché non hai invitato Clodio? L’ho invitato – rispose lo schiavo – ma Clodio non poteva venire a cena. Allora Pisone, assai adirato: Perché non mi hai riferito immediatamente la risposta di Clodio? Lo schiavo rispose: Perché non me l’hai chiesto!