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Ante diem IX Kalendas Februarias. Tullivs Terentiae suae et Tulliae filiae. Puto considerandum esse vobis …
Penso che dobbiate considerare accuratamente, o mie anime, che cosa fare. Se rimaniate a Roma, o con me, o in qualche luogo sicuro. Questa è una decisione non soltanto mia, ma anche vostra. Mi vengono in mente queste cose: che a Roma voi potete stare al sicuro grazie a Dolabella, ma, peraltro, mi agita ciò: il fatto che vedo che tutti gli uomini giusti sono assenti da Roma, e che essi hanno con loro le loro donne. Veramente non mi è ancora chiaro quale delle due sia la cosa migliore. Vorrei che disponiate dei corrieri fissi, in maniera che io riceva ogni giorno qualche lettera da voi. Soprattutto, però, fate in modo di star bene.
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Caesari omnia uno tempore erant agenda: vexillum proponendum; ab opere …
Cesare doveva fare tutte le cose nello stesso momento: bisognava issare il vessillo; bisognava richiamare i soldati dal lavoro (di fortificazione); bisognava schierare l’esercito; bisognava incitare i soldati; bisognava dare il segnale con la tromba. La scarsità di tempo e l’incalzare dei nemici impediva la gran parte di queste cose. A fronte di queste difficoltà, due cose erano d’aiuto: la perizia e l’esperienza dei soldati. Costoro, per via della vicinanza e della velocità dei nemici, ormai non aspettavano nessun ordine di Cesare, ma disponevano da sé quello che sembrava opportuno fare.
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Dissidebat ab Hannibale Pergamenus rex Eumenes …
Con Annibale era in contrasto il re di Pergamo, Eumene, strettissimo alleato dei Romani, e tra loro si combatteva una guerra sia sulla terraferma, sia sul mare. Dal momento che Eumene era un alleato dei Romani, Annibale, desideroso di combattere guerre, desiderava abbatterlo. Riteneva che, se lo avesse eliminato, tutte le altre cose, per sé, sarebbero state più facili. Allo scopo di assassinare costui, escogitò ciò. Ordinò che i soldati raccogliessero quanti più serpenti velenosi vivi possibile e li mettessero dentro dei vasi d’argilla. Dopo che ebbe ottenuto una grande quantità di questi, in quello stesso giorno nel quale aveva intenzione di compiere una battaglia navale, egli convoca i soldati della flotta, ed ordina loro di lanciarsi tutti nella sola nave di Eumene (e porvi) i vasi con i serpenti. Alla fine, incredibile da dire, tutti i soldati della flotta di Eumene dovettero immediatamente fuggire.
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Antiquus scriba scribarum vitam laudabat filiis suis: Scriba sum: vos quoque ...
Uno scriba antico, esaltava ai suoi figli la vita degli scrivani: Sono uno scriba, e anche voi, o fanciulli, sarete scrivani. Sarete senza dubbio felici: gli agricoltori, infatti, oppure i marinai, o gli atleti, o i poeti, non sono né saranno tanto felici quanto i nostri colleghi. Infatti gli agricoltori arano la terra secca: non sempre in autunno raccolgono i frutti, poiché, di tanto in tanto, i fiumi, a causa delle molte piogge, allagano i terreni. Per giunta, gli agricoltori danno sempre ai padroni dei campi una grande quantità di grano: non sempre gli agricoltori godono del riposo sotto l’ombra dei bei fichi, così come leggiamo in molti poeti. I marinai invece spesso navigano verso il prospero Egitto e la lontana Asia, tra le onde e le grandi tempeste: talvolta combattono anche con pirati feroci. Gli atleti non hanno mai pace, bensì si esercitano ogni giorno. I poeti famosi ottengono molti allori, ma gli allori non forniscono il cibo. O fanciulli, siate scrivani: vi occuperete degli affari del vostro padrone, e avrete sempre molta ricchezza.
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Antiquis temporibus pater familias...praebebat, manus ad caelum elevans.
In tempi antichi il padre di famiglia era il re della casa, e questi aveva l’autorità sui figli e sui servi (= dativo di possesso). Infatti il padre aveva la facoltà (altro dativo di possesso: lett. per un padre c'era la facoltà) di vendere, uccidere, incarcerare (lett. mettere ai ferri) un figlio. Questi era il sacerdote di tutta la famiglia ed ogni giorno pregava gli dei per placarli e offriva incensi ai Lari, elevando le mani verso il cielo.
ALTRA PROPOSTA DI TRADUZIONE
Nei tempi antichi il padre di famiglia era il sovrano della casa, e costui aveva l’autorità sui figli e sugli schiavi. Infatti il padre aveva la possibilità di vendere, di uccidere, di incarcerare un figlio. Costui era il sacerdote dell’intera famiglia, ed era stato preposto a placare gli dei: quotidianamente offriva incensi ai Lari, levando le mani verso il cielo.