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Etrusci ab Asia veniebant; iam ante Romam conditam terras inter Appenninum et oras tyrrhenicas...
Gli Etruschi giungevano dall'Asia; già prima della fondazione di Roma, essi abitavano le terre tra l'Appennino e le coste Tirreniche. Vi sono qui terreni ricchi, e generano grano; gli ulivi verdeggiano, crescono vigneti fecondi, e vi è una grande abbondanza di metalli. Gli abitanti, dunque avevano ricchezza del suolo; d'altro lato gli Etruschi erano anche marinai e praticavano i commerci. Gli Etruschi costruivano inoltre celebri città, abbellite da edifici belli; realizzavano splendide tombe: ancora oggi vediamo dipinti nelle tombe banchetti, sacrifici e spettacoli. Gli Etruschi erano in una posizione di grande potenza: dominavano molti popoli; erano anche ben organizzati ed eruditi. Nell'antichità gli Etruschi trasmettevano ai Romani molti riti e alcune istituzioni.
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In deum numero Neptunum videmus. Neptunus deus aquarum erat et Oceani fluviorum …
Nell'elenco degli dei noi incontriamo (videmus) Nettuno. Nettuno era il dio delle acque, e aveva il dominio dell'Oceano, dei fiumi e dei torrenti. Il dio dimorava in un palazzo, sedeva su un trono, e teneva una fiocina, il simbolo del potere. Nettuno attraversava le acque dell'Oceano, ed offriva aiuto ai marinai. Inoltre a Nettuno era sacro il delfino. I marinai sacrificavano sempre tori e cavalli al dio, e, sulle spiagge, costruivano templi ed altari. Anche il popolo insignificante venerava il dio: i Romani, infatti, temevano sempre i pericoli del mare.
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Asinus humi lyram videt et ungula lyrae chordas temptat: chordae sonum ... Olim asinus in periculo erant: puella auxilium asini praebet et beneficium reddit.
Un asino vede una lira in terra, e con lo zoccolo pizzica le corde della lira: le corde restituiscono un suono, e l'asino dice così: "Ignoro la musica, e non sono un musicista. Infatti le preoccupazioni degli asini sono poche: gli asini amano il cibo, e temono il bastone del padrone. Doneròla lira ad una fanciulla: infatti la musica rallegra le fanciulle."La fanciulla apprezza il regalo dell'asino, e sarà sempre riconoscente all'asino. Una volta l'asino era in un pericolo: la fanciulla porge soccorso all'asino e rende il favore.
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Olim cicada in silva suaviter canit, formica contra alacriter cursat ...
Una volta, una cicala canta soavemente in un bosco, una formica, contrariamente, corre operosamente di qua e di là, lavora con grande impegno, ed accumula una grande abbondanza di cibarie nelle fessure della terra. La cicala vede la formica, e rimprovera la laboriosità dell'insetto (e dice): "stolta formica, perché consumi la tua vita con i lavori? Io riposo nell'ombra, conduco una vita oziosa, e rallegro i contadini. La formica diligente non si cura dell'arroganza della cicala, e prosegue il proprio lavoro. Quando le tempeste scuotono il bosco, le verdure si seccano, e giunge l'inverno, la formica previdente, grazie alla laboriosità passata, vive felice nel nascondiglio, la cicala, al contrario, non ha cibo, ed implora in questa maniera la formica: "O amica mia, dona poche briciole alla povera cicala! Ma la formica risponde così: Prima cantavi, adesso danza!"
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Romae incolae multas deas honorant. Diana, Latonae filia, silvarum et ferarum regina est. In silvis habitat et sagittis feras …
A Roma, gli abitanti adorano molte dee. Diana, la figlia di Latona, è la regina dei boschi e delle fiere. Abita nei boschi, e, uccide le fiere con le frecce. Minerva è la dea delle battaglie, e sfoggia un elmo, una corazza ed una lancia. È anche la dea della conoscenza, ed ama i poeti. Vesta è la dea delle famiglie. Le padrone, le figlie, le ancelle e le schiave ornano gli altari della dea con corone di rose e di viole. Diana ama le cerve. Le cerve sono animali selvatici dei boschi, e corrono per i boschi. I poeti consacrano l’ulivo a Minerva. L’ulivo rappresenta la conoscenza. Gli altari di Vesta risplendono sempre per le fiamme. Il fuoco della dea dona concordia alle famiglie.