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Cur boni improbos et improbi bonos non amant? Sic philosophus ...
Perché i buoni non amano i cattivi e i cattivi non amano i buoni? Così diceil filosofo: è una cosa giusta amare sempre la vita, e non temere mai le circostanze avverse. Tuttavia, i cattivi e gli stolti spesso temono le cose innocue, e non evitano le cose nocive. L'arroganza e la discordia non sono gradite agli uomini buoni. L’uomo stolto guarda per lo più i difetti del prossimo, ed invece non conosce i propri. Ed infine, giustamente, molti uomini non ascoltano le parole degli uomini cattivi: infatti spesso sono false. Io affermo la verità: gli uomini giusti e riconoscenti dimostrano sempre animi forti nei supremi pericoli della vita.
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Libros Athenis disciplinarum liberalium publice ad legendum praebendos primus posuisse dicitur Pisistratus tyrannus ...a milibus forte auxiliaris incensa sunt.
Si dice che il tiranno Pisistrato per primo abbia disposto ad Atene i libri di materie umanistiche da offrirsi per la lettura a spese dello stato (publice)Da allora in avanti, gli stessi Ateniesi in maniera piuttosto appassionata e scrupolosa li accrebbero. Tuttavia, in seguito, Serse, dopo essersi impadronito di Atene, sottrasse e trasferì in Persia tutta quella grande quantità di libri. Più tardi, dopo molte peripezie il re Seleuco, che fu chiamato Nicatore, fece riportare ad Atene tutti quanti quei libri. Successivamente, un ragguardevole numero di libri fu acquisito o confezionato dai re Tolomei in Egitto; ma essi durante la prima guerra d’Alessandria, mentre quella città veniva saccheggiata, non volontariamente o per un gesto deliberato, ma accidentalmente, furono bruciati tutti dai soldati ausiliari.
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Hispania magna peninsula est Galliae finitima. In Hispania terrae plerumque aridae sunt …
La Spagna è una grande penisola vicina alla Gallia. In Spagna le terre sono per lo più aride, ma, presso le coste, fertili. Le coste della Spagna sono ricche di pesci, ed in quel luogo i marinai dimorano in piccole capanne. In Spagna, lontano dalla costa, gli abitanti conducono una vita campestre. I contadini della Spagna coltivano spighe, uve ed olive. Ma la ricchezza degli abitanti della Spagna sono specialmente le caprette e le giovenche.
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Amphion in coniugium Niobam Tantali et Diones filiam accepit ex qua procreavit filios septem totidemque... hodielacrimae manare dicuntur
Amfione sposò (prese in matrimonio) Niobe, la figlia di Tantalo e di Dione, dalla quale ebbe sette figli ed altrettante figlie; Niobe considerò la propria maternità più feconda di quella di Latona ed iniziò a rivolgersi in modo piuttosto arrogante ad Apollo e a Diana, adducendo il fatto che Diana era vestita con abiti da maschio e che, contrariamente, Apollo aveva sotto una veste e portava i capelli lunghi, e che infine lei superava Latona in numero di figli. Per tale ragione, Apollo uccise i figli di Niobe in un bosco, mentre quelli erano intenti alla caccia, e Diana uccise, nella reggia, per mezzo delle frecce, le figlie, ad eccezione di Cloride. Si racconta che la loro madre, privata dei figli, per il troppo piangere si trasformò in pietra sul monte Sipilo, e a tutt’oggi, a quanto si dice, le sue lacrime stillano da quella roccia.
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Deae antiquae multae erant. Diana, Latonae filiae, silvarum regina erat; nam pharetram gestabat …
Erano mole le dee greche antiche. Diana, figlia di Latona, era la regina dei boschi; infatti, portava una faretra, e, nei boschi, uccideva le belve feroci. Gli animali feroci si rifugiavano nei boschi, e temevano la dea. Per questo motivo, gli abitanti dell’Italia consacreranno statue ed altari alla dea, e placheranno la collera della dea. Diana era non soltanto la dea dei boschi, ma anche delle strade. Minerva, equipaggiata con un elmo ed una lancia, non era solo la dea della conoscenza, ma anche delle battaglie; a Minerva erano sacri gli ulivi e (erano sacre) le civette, a Diana (erano sacre) le cerve. Le dee amavano la castitò, e proteggevano e sorvegliavano le fanciulle prima delle nozze. Gli abitanti dell’Italia dedicavano molti altari a Diana e a Minerva, ed andavano spesso agli altari delle dee e offrivano (loro) delle vittime.