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In poetarum fabulis magna sapientia est. Saepe Minervae gloriam poetae laudant. Silete atque audite puellae...
Nelle favoledei poeti si trova (est) una grande saggezza. I poeti elogiano spesso la gloria di Minerva. Tacete, o fanciulle, ed udite la storia della dea Minerva! Gli abitanti di Roma venerano molte dee. Minerva era la protettrice delle battaglie, e proteggeva i poeti: perciò era gradita ai Romani. Minerva era nota anche ai Greci: in Grecia, specie ad Atene, gli abitanti consacravano molti altari alla dea Minerva e, sugli altari della dea, ponevano preziose statue.
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Tum ad Sirenas Melpomenes Musae filias Ulixes venit. Sirenes formam volucrium habebant et longam …
Dopo Ulisse arriva dalle Sirene, figlie della Musa Melpomene. Le Sirene avevano l'aspetto di animali alati, ed una chioma lunga, decorata con una corona. Sull'isola vi erano molti animali mostruosi, e cantavano sempre con grande bravura. I marinai, attraverso le onde, arrivavano sulle coste dell'isola, ascoltavano le litanie straordinarie, e spesso, a causa dei canti delle Sirene, morivano. Ma Ulisse, tappa le orecchie dei marinai con la cera, ed evita l'insidia.
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Dominae et ancillae per silvam deambulabant. In silva puellae ornabant aras dearum …
Le padrone e le ancelle passeggiavano per il bosco. Nel bosco le fanciulle ornavano gli altari delle dee. Posavano corone di viole sugli altari di Minerva e di Diana, e con delle corone, abbellivano le statue di legno delle dee con grande letizia. Poi, facevano ritorno nella fattoria, dove, per il piacere dei convitati, preparavano il banchetto. La padrona era lieta per la diligenza delle ancelle. Per via della magnificenza del banchetto, anche i convitati elogiavano le diligenti ancelle.
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Quoniam in senatu de tertio Punico bello …
Poichè nel Senato si discuteva riguardo (de abl = compl. di argomento) laTerza Guerra Punica, Catone, ormai vecchio, pensò che Cartagine dovesse essere distrutta, e smentì che, se quella fosse restata in piedi, la repubblica potesse essere salva. Dato cheScipione Nasica lo contrastava, non persuadeva i senatori facilmente, da allora, tutte le volte che in Senato espresse un parere in merito a qualche cosa, aggiunse sempre: "ritengo questo; inoltre ritengo che Cartagine debba essere distrutta". Alla fineportò in Senato un fico fresco, di cui i senatori apprezzarono la bellezza. Catone domandò loro: "Quando pensate che questo fico sia stato colto dall'albero?" A quelli, che dicevano che il fico sembrava recente, disse:" Sappiate che tre giorni or sono è stato colto a Cartagine; distiamo così poco dal nemico. Ciò sconvolsegli animi dei senatori, nessuno si oppose, e la guerra ai Cartaginesi fu dichiarata.
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Duae feminae ad Salomonem sapientem regem venerunt ...
Due donne andarono dal saggio re Salomone, ed affidavano al giudizio di lui un'importante contesa. La prima donna disse: "O re, questo è il mio bambino, e questa donna è una bugiarda!" La seconda donna, disse al contrario: "In verità sono io la madre! Le parole di costei sono false, poiché costei ha partorito un figlio, ma presto quello è morto. Ieri il mio figliolo è stato rapito di nascosto da costei: questo bambino di certo non è suo figlio." Salomone fu incerto a lungo, poi risolse la cosa in questa maniera: "Da me vi viene proposta questa cosa: questo fanciullo verrà tagliato con una spada in due parti." Allora la prima donna esclamò: "questo è giusto"! Ma la seconda, la quale temeva l'uccisione del figlio, disse: "Consegnate il bambino a questa donna, ma non lo uccidete!" Allora Salomone decretò: "Questa è la vera madre!" Consegnò a lei il figlio e disse: "mettete invece quella nelle carceri."