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Leges autem redigere in libris primus consul Pompeius instituere voluit sed non perseveravit obtrectatorum metu ...quem a suo nomine Theodosianum vocavit.
E inoltre per primo il console Pompeo volle redigere le leggi nei libri, ma non perseverò per timore dei detrattori. In seguito Cesare era sul punto di fare questa cosa, ma fu assassinato prima. Gradualmente, dunque, le antiche leggi, per via dell'invecchiamento e dell'incuria, scomparvero, e di queste, anche se ormai non c'è più nessun utilizzo, in ogni caso è necessaria la conoscenza. In ultimo le nuove leggi furono emanate per impulso di Costantino, e furono proseguite dai rimanenti successori, ed erano confuse e caotiche. In seguito Teodosio allestì un codice sotto uno specifico titolo, a imitazione del gregoriano e dell'ermogeniano, e, dal suo nome, lo chiamò "(il codice) teodosiano". (da Isidoro di Siviglia)
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
redigere - infinito presente (redigo)
Paradigma: redigo, redigis, redegi, redactum, redigĕre - verbo transitivo III coniugazione
instituere - infinito presente (instituo)
Paradigma: instituo, instituis, institui, institutum, instituĕre - verbo transitivo III coniugazione
voluit - indicativo perfetto 3a persona singolare (volo)
Paradigma: volo, vis, volui, velle - verbo irregolare
erant - indicativo imperfetto 3a persona plurale (sum)
Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo irregolare
erantque - indicativo imperfetto 3a persona plurale enclitica -que (sum)
Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo irregolare
erat - indicativo imperfetto 3a persona singolare (sum)
Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo irregolare
edictae - participio perfetto femminile nominativo plurale (edico)
Paradigma: edico, edicis, edixi, edictum, edicĕre - verbo transitivo III coniugazione
sunt - indicativo presente 3a persona plurale (sum)
vocavit - indicativo perfetto 3a persona singolare (voco)
Paradigma: voco, vocas, vocavi, vocatum, vocāre - verbo transitivo I coniugazione
est - indicativo presente 3a persona singolare (sum)
Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo irregolare
exolverunt - indicativo perfetto 3a persona plurale (exolvo)
Paradigma: exolvo, exolvis, exolvi, exolutum, exolvĕre - verbo transitivo III coniugazione
disposuit - indicativo perfetto 3a persona singolare (dispono)
Paradigma: dispono, disponis, disposui, dispositum, disponĕre - verbo transitivo III coniugazione
perseveravit - indicativo perfetto 3a persona singolare (persevero)
Paradigma: persevero, perseveras, perseveravi, perseveratum, perseverāre - verbo intransitivo I coniugazione
Sostantivi
Leges - nominativo/accusativo femminile plurale (lex, legis) - III declinazione
libris - ablativo maschile plurale (liber, libri) - II declinazione
consul - nominativo maschile singolare (consul, consulis) - III declinazione
Pompeius - nominativo maschile singolare (Pompeius, Pompeii) - II declinazione
Paulinum - accusativo maschile singolare (Paulinus, Paulini) - II declinazione
suo - dativo/ablativo neutro singolare (suus, sua, suum) - pronome/aggettivo
reliquis - dativo/ablativo femminile plurale (reliquus, reliqua, reliquum) - aggettivo I classe
leges - nominativo/accusativo femminile plurale (lex, legis) - III declinazione
Gregoriani - genitivo maschile singolare (Gregorianus, Gregoriani) - II declinazione
codicem - accusativo maschile singolare (codex, codicis) - III declinazione
obtrectatorum - genitivo maschile plurale (obtrectator, obtrectatoris) - III declinazione
Theodosianum - accusativo maschile singolare (Theodosianus, Theodosiani) - II declinazione
metu - ablativo maschile singolare (metus, metūs) - IV declinazione
nomine - ablativo neutro singolare (nomen, nominis) - III declinazione
Caesar - nominativo maschile singolare (Caesar, Caesaris) - III declinazione
Constantino - dativo/ablativo maschile singolare (Constantinus, Constantini) - II declinazione
titulo - ablativo maschile singolare (titulus, tituli) - II declinazione
vetustate - ablativo femminile singolare (vetustas, vetustatis) - III declinazione
Hermogeniani - genitivo maschile singolare (Hermogenianus, Hermogeniani) - II declinazione
nullus - nominativo maschile singolare (nullus, nulla, nullum) - pronome/aggettivo
quarum - genitivo femminile plurale (qui, quae, quod) - pronome relativo
notitia - nominativo femminile singolare (notitia, notitiae) - I declinazione
Theodosius - nominativo maschile singolare (Theodosius, Theodosii) - II declinazione
Aggettivi
primus - nominativo maschile singolare (primus, prima, primum) - aggettivo I classe
antiquae - nominativo/vocativo femminile plurale (antiquus, antiqua, antiquum) - aggettivo I classe
Novae - nominativo/vocativo femminile plurale (novus, nova, novum) - aggettivo I classe
proprio - dativo/ablativo maschile/neutro singolare (proprius, propria, proprium) - aggettivo I classe
necessaria - nominativo/vocativo femminile singolare (necessarius, necessaria, necessarium) - aggettivo I classe
Altre forme grammaticali
autem - congiunzione avversativa
tamen - congiunzione avversativa
iam - avverbio temporale
permixtae - participio perfetto femminile nominativo plurale (permisceo)
Postea - avverbio temporale
Deinde - avverbio temporale
Non - avverbio di negazione
metu - ablativo maschile singolare (metus, metūs) - IV declinazione
etsi - congiunzione concessiva
ante - avverbio/preposizione
sed - congiunzione avversativa
sub - preposizione (con accusativo/ablativo)
Atque - congiunzione copulativa
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Moyses gentis Hebraicae primus omnium divinas leges sacris litteris explicavit. Phoroneus rex Graecis primus leges iudiciaque constituit....Solonis in Latinum sermonem translatas duodecim tabulis exposuerunt.
Mosè, primo di tutti espose in un’opera sacra le leggi sacre della popolazione ebraica,. Il re Foroneo istituì per primo le leggi e i processi per i Greci. Mercurio Trismegisto per primo emanò delle leggi per gli Egizi. Per primo Solone diede delle leggi agli Ateniesi. Licurgo per primo ideò delle leggi per gli Spartani, con la benedizione di Apollo. Una volta morto Romolo, Numa Pompilio istituì per primo delle leggi per i Romani; dopo il popolo, poiché non riusciva a tollerare i magistrati turbolenti, nominò i Decemviri, affinché, per mezzo delle dodici tavole, rendessero pubbliche le leggi tradotte in lingua latina dai libri di Solone. (da Isidoro di Siviglia)
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In magna insula vitam ago. Sicilia Romae provincia et Italiae horreum ...
Io conduco la vita in un'isola grande. La Sicilia è una provincia di Roma ed il granaio dell’Italia. La terra, fertile e ridente, procura agli abitanti grande abbondanza di olive e di uve. Gli abitanti sperimentano sempre venti benefici. Le leonesse, le pantere, le vipere e tutte le altre belve non infestano i boschi. Agricoltori e marinai elogiano sempre la Sicilia. Gli abitanti accumulano e conservano una grande ricchezza. I poeti celebrano spesso la laboriosità e lo zelo dei contadini, la temerarietà dei marinai, la parsimonia degli abitanti. Gli abitanti onorano molte dee: tu troverai corone sugli altari delle dee sempre.
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Poeta agricolae villam magnam visitat. Agricola in stabulis ...
Un poeta visita la grande fattoria di un contadino. Il contadino possiede nelle stalle molte caprette, e pianta ulivi e vigne. Nelle aie vi sono la galline e le colombe. La terra genera le verdure e offre abbondanza di spighe. La vita del contadino è lieta, perché egli può sempre riposarsi all’ombra dei boschi. Al contrario, il poeta passa la vita nelle corti dei potenti, piene di discordie e di lusinghe, e il suo animo è sempre pieno d’invidia. Il contadino dice: "La mia vita è infelice! Spesso ci sono epidemie che colpiscono le caprette. Spesso la mancanza di acque inaridisce la terra. I lavori non producono ricchezza, e la nostra vita è costantemente dedicata alla fatica. La vita del poeta è migliore! Il poeta infatti è sotto la tutela delle Muse, e vive vive nelle grandi regge, e poi nel simposio ci sono molti poeti che allietano i convitati." Ma il poeta risponde: "Questo è vero. Forse il marinaio ha una vita serena." Il saggio agricoltore risponde: "i marinai sono famosi per audacia e abilità. Il commercio procura loro molta ricchezza: ma la loro vita è piena di patimenti. Di tanto in tanto le tempeste distruggono le piccole imbarcazioni e i marinai perdono la vita."
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Olim Italiae incolae piratarum insidias non suspiciebant sed in concordia vivebant...
Un tempo, gli abitanti dell’Italia non ipotizzavano le insidie dei pirati, ma vivevano nella concordia e praticavano la giustizia: guidavano piccole imbarcazioni, ma arrivavano su spiagge lontane. Di tanto in tanto, tuttavia, non mancavano le tempeste. Dunque, la vita dei marinai era piena di patimenti. L’acqua, infatti, è letale e, talvolta, uccide i marinai.
ALTRA VERSIONE CON LO STESSO TITOLO MA TESTO LATINO DIVERSO - QUI