- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Ho pacificato il mare dai pirati. Con quella guerra, riconsegnai ai padroni gli schiavi che erano fuggiti dai propri padroni, e che avevano preso le armi contro lo Stato. Tutta l'Italia prestò volontariamente giuramento con me, e mi invocò come comandante della guerra che io vinsi ad Azio. Prestarono giuramento con me (anche) la Gallia, la Spagna, l'Africa, la Sicilia, la Sardegna. Ci furono molti senatori che, all'epoca, prestarono servizio militare sotto le mie insegne.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Ciro e Dario erano illustri re dei Persiani. Ciro, per mezzo della guerra, sottometteva numerose popolazioni, e cadeva in battaglia presso i Messageti; Dario tentava invano di sconfiggere la Grecia, e moriva (lett: "usciva dalla vita") da vecchio. Ci sono inoltre tre re dei Persiani: Serse, Longimano e Memnone. Serse era famoso perché combatteva una guerra con i Greci. Longimano aveva un speciale gloria per il bell'aspetto e per il vigore guerresco. Memnone, viceversa, eccelleva specialmente per la nomea di giustizia: in lui erano grandi la devozione e la virtù, come dimostrava spesso.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Gli eserciti Romani assoggettavano molti popoli e città remote, lontano da Roma. E perciò costruivano molte strade, così, per loro, gli spostamenti erano facili. La Salaria conduce dalla spiaggia del Tevere al mare Adriatico; l'Appia avanza da Roma fino alla Campania; l'Emilia giunge fino alle Alpi. I Romani non facevano soltanto viaggi via terra, ma navigavano inoltre per via di mare: infatti, presso il fiume Tevere, c'era Ostia, il porto di Roma.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Un giorno un tale, campagnolo, si recò a Roma, poiché aveva invitato degli amici a cena e voleva mettere in tavola vivande sufficientemente abbondanti. A Roma, egli entrò in una bottega, dalle pareti della quale pendevano pecore, e maiali e buoi. Lì si avvicinò al bottegaio e comprò un prosciutto di bue. Quindi voleva sapere in che modo viene cotta quella carne. Egli scrisse diligentemente su un foglio le indicazioni che il bottegaio illustrò. Poi nascose il foglio in una tasca del mantello, uscì dalla bottega e, reggendo la carne con la mano, cominciò ad avanzare sulla strada. Mentre egli ritornava, un cane, attratto dall'odore della carne, gli andò incontro, all'improvviso (gli) strappò la carne dalla mano, e rapidamente scomparve dalla vista di lui. A quel punto lo sciocco, con una grande risata, tirò fuori il foglio dalla tasca e disse a quello: Di certo questo (furto) non ti gioverà per niente: infatti tu hai la carne, ma, dato che non conosci la maniera di cuocerla, non la potrai cuocere!
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: ALIAS - versioni latino tradotte
- Visite: 1
Fetonte, figlio del Sole e di Climene, dopo essere montato di nascosto sul carro del padre, si trovava molto in alto rispetto alla terra; quindi, a causa della paura, cadde nel fiume Eridano. Per questa ragione, Giove colpì costui con un fulmine, e tutto cominciò a bruciare. Giove, al fine di uccidere tutta la stirpe dei mortali con un pretesto, fece finta di volerlo spegnere; sparse i fiumi da tutte le parti, e tutta la stirpe dei mortali morì, con l'eccezione di Deucalione e Pirra. Invece le sorelle di Fetonte, poiché avevano unito i cavalli contro la volontà del padre, vennero tramutate in pioppi.