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Dopo lungo tempo, a Roma, nel Circo Massimo, c'era un sanguinoso spettacolo di caccia per il popolo. Nel circo c'era grande abbondanza di animali feroci: Tra le belve c'era un grande leone: (esso) aveva ferocia di volto e una straordinaria imponenza di corpo. Quando la belva vede Androclo da lontano, si avvicina in maniera calma e poco alla volta all'uomo sventurato, scuote la coda giocosamente, alla maniera dei cani, e, con la lingua, lambisce delicatamente il corpo dell'uomo. Androcolo, stupito e lieto, riconosce l'animale feroce. A quel punto l'imperatore libera di fronte al popolo l'uomo e l'animale.
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Servilio cenava per caso presso Mallio, che a Roma veniva considerato un abile pittore, e, poiché vide i brutti figli di lui, disse: Ti è capitata una cosa grave. O Mallio, tu non scolpisci e dipingi nella stessa maniera. A costui Mallio disse: Infatti scolpisco al buio e dipingo alla luce.
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Gli schiavi hanno offerto molti esempi di prove di devozione, e differenti, e alcuni opposti fra di loro. Qualcuno diede al proprio padrone la vita, (qualcuno gli) diede la morte, (qualcuno) salvò il padrone che stava per morire, e, se questo è poco, lo salvò morendo; qualcuno favorì la morte del padrone, qualcuno la scongiurò. Mentre Grumento veniva assediata, e ormai la situazione era alla definitiva disperazione, due schiavi scapparono presso il nemico. Dopo che la città era stata conquistata, essi, attraverso le strade conosciute, corsero alla casa nella quale erano stati schiavi, e fecero camminare la loro padrona davanti a sé. Con false parole, dissero così: Poiché la nostra padrona è stata crudele, la conduciamo all'esecuzione capitale. Invece, con grandissima premura, la nascosero fuori le mura, e poi, loro stessi si consegnarono alla padrona. Alla fine quella liberò sia l'uno che l'altro.
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Cesare chiama a sé i quindici notabili di Marsiglia; a loro disse così: Voi, o Marsigliesi dovete seguire la volontà di tutta quanta l'Italia, piuttosto che obbedire alla volontà di un unico uomo. Poi rammenta le rimanenti cose che giudica utili ai fini della pace. I portavoce dei Marsigliesi riferiscono in patria il discorso di costui, e per ordine del senato, riferiscono a Cesare queste cose: Il popolo Romano è diviso in due fazioni; e non è nostro compito capire quale delle due fazioni difenda una causa più giusta. Peraltro, i capi di quelle fazioni sono Cn. Pompeo e C. Cesare, protettori della nostra città; di costoro, l'uno ci concesse ufficialmente i terreni degli Elvezi e delle altre popolazioni limitrofe, l'altro ci aumentò le rendite tributarie. Per questo noi dobbiamo essere riconoscenti verso entrambi, e non dobbiamo aiutare nessuno di loro due contro l'altro, e neppure accogliere i due avversari nella città o nel porto.
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Perché gli uomini buoni non amano gli uomini cattivi e gli uomini cattivi non amano i buoni? Così afferma il filosofo: è una cosa giusta amare sempre la vita, e non temere mai le circostanze avverse. Tuttavia, i cattivi e gli sciocchi spesso temono le cose innocue, e non evitano le cose dannose. La superbia e la discordia non sono gradite agli uomini buoni. L'uomo sciocco vede per lo più i difetti del prossimo, ed invece non conosce i propri. Ed infine, giustamente, molti uomini non ascoltano le parole degli uomini cattivi: infatti spesso sono false. Dico la verità: gli uomini giusti e riconoscenti dimostrano sempre animi forti nei supremi pericoli della vita.