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E, dal momento che alle differenti età non si attribuiscono i medesimi doveri, e alcuni (doveri) sono propri dei giovani, altri propri dei più anziani, qualcosa deve essere detto anche riguardo a questa distinzione. L'inesperienza dei giovani, infatti, deve essere disciplinata e diretta dall'assennatezza degli anziani. In particolare questa età deve essere educata alla fatica e alla resistenza, sia dell'animo, sia del corpo, affinché l'attività di essi (dei giovani) sia vigorosa sia nei compiti militari, sia nei compiti civili. E anche quando vorranno distendere l'animo e darsi all'allegria, si guardino dall'intemperanza e si ricordino della verecondia.
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Quando i Greci, per mezzo del tranello del cavallo, espugnano Troia, l'illustre città, Enea fugge dalla patria portando sulle spalle il padre anziano. (Egli = Enea) vagabondava lungamente a causa della collera di Giunone; a quel punto, dopo molte fatiche e (dopo) molti pericoli, arriva a Cartagine, dove è ospite presso la regina Didone (lett. : "è in ospitalità presso la regina Didone"). Poi si imbarca su una nave, e si dirige in Italia, e insieme a pochi sopravvissuti, arriva sulle coste del Lazio.
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Un tempo, gli abitanti dell'Italia non sospettavano l'agguato dei pirati, ma vivevano nella concordia e praticavano la giustizia: guidavano piccole imbarcazioni, ma giungevano su spiagge lontane. Di tanto in tanto, tuttavia, non mancavano le tempeste. Dunque, la vita dei marinai era piena di tribolazioni. L'acqua, infatti, è letale e, talvolta, uccide i marinai.
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I Getuli e i Libici, popoli incivili, all'inizio abitavano l'Africa. (Essi) Avevano come cibo la carne delle bestie feroci e il foraggio, come le greggi. Essi non avevano tradizioni, e non avevano leggi o il potere di un monarca: essi non avevano dimore, ma erano popoli nomadi. Ma dopo che Ercole, come credono gli Africani, morì in Spagna, il suo esercito, composto da popolazioni diverse, in breve tempo si disperse. Tra queste popolazioni i Medi, i Persiani, gli Armeni passarono, per mezzo di navi, in Africa, ed occuparono i luoghi più vicini al mare. I Persiani utilizzarono gli scafi capovolti delle navi come capanne, perché nei campi non c'era legno, né c'era possibilità di acquistarlo dalla Spagna: il grande mare e l'ignoranza della lingua ostacolavano il commercio. Essi, poco alla volta, tramite i matrimoni, si mescolarono con i Getuli, e, poiché si spostavano spesso attraverso luoghi differenti, si diedero essi stessi il nome di "Nomadi".
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Catullo invitò ad una cena il proprio amico Fabullo. A lui inviò una missiva nella quale era stato scritto: Tra pochi giorni presso di me, o mio Fabullo, cenerai bene. Ma dovrai rispettare questa indicazione: porta con te una cena abbondante e una candida fanciulla. Mi mancano il vino e il sale. La tasca del tuo Catullo è piena di ragnatele. E non dimenticare l'umorismo: i tuoi scherzi mi divertono. In cambio riceverai autentiche delizie: infatti io ti darò un unguento che Venere in persona ha donato alla mia fanciulla, e non appena tu lo annuserai, sarai tutto naso. Resti a casa oppure vieni a cena? Cosa desideri? Perché indugi? Alla fine Catullo, esultante, accolse l'amico che si avvicinava a casa sua.