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L'Ateniese Ificrate fu insigne non solo per la grandezza delle imprese compiute, ma anche per la disciplina militare. Egli combatté con i Traci, e condusse la cosa positivamente, quindi uccise molti nemici degli Spartani e di nuovo mise in fuga tutte le truppe. Peraltro, apportò molte cose nuove (nel senso di "innovazioni, nuove tecniche") nella pratica militare, mutò le armi della fanteria, e in particolare, introdusse un nuovo genere di corazze; educò gli eserciti alla disciplina militare. In più, (Ificrate) fu un buon cittadino, e mantenne una grande lealtà verso tutti, sia nelle circostanze favorevoli, sia nelle avversità; sia in tempo di pace, sia in tempo di guerra, placò rivalità e odi. Visse sino alla vecchiaia, rispettò sempre le leggi dello Stato, contrastò la debolezza e il lusso eccessivo, curò la devozione e la fedeltà.
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O me rovinato, o me infelice! Come potrei ora chiederti di venire, donna sofferente sia nel corpo che nell'animo? Dunque dovrei stare senza di te? Farò così: se c'è speranza di un nostro ritorno, rafforzala e favorisci la cosa. Se poi, come io temo, non è possibile, fa' in modo di venire da me, in qualunque modo tu possa. Cosa farà la mia piccola Tullia? Cosa? Cosa farà il mio Cicerone? Costui vorrei proprio che fosse sempre nel mio grembo, e nel mio abbraccio. Ormai non posso scrivere ulteriori cose: il dolore me lo impedisce. Non so che cosa tu abbia fatto: se tu mantenga qualcosa o se, come temo, tu sia stata del tutto spogliata. Ora, me sventurato, quando riceverò una tua lettera? Chi me la porterà? State bene, o mia Terenzia, moglie fedele e buona, e mia cara figliola, e tu, Cicerone, nostra residua speranza.
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L'imperatore Nerone da fanciullo toccò pressappoco tutte le arti liberali. E così, versato nell'arte poetica, compose poesie con piacere e senza sforzo, e non diffuse, come alcuni pensano, poesie d'altri come se fossero sue. Infatti io stesso ho visto tavolette e libretti con noti versi scritti di sua mano. Là molte cose erano state sia cancellate, sia inserite, sia sovrascritte. Nerone ebbe anche una passione non comune per la pittura e la scultura.
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Nei tempi antichi il padre di famiglia era il sovrano della casa, e costui aveva l'autorità sui figli e sugli schiavi. Infatti il padre aveva la possibilità di vendere, di uccidere, di incarcerare un figlio. Costui era il sacerdote dell'intera famiglia, ed era stato preposto a placare gli dei: quotidianamente offriva incensi ai Lari, levando le mani verso il cielo.
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Ad Atene, Polemone, un giovane di irrimediabile dissolutezza, dopo che si era alzato da un banchetto, non dopo il tramonto del sole, bensì dopo il suo sorgere, ritornava a casa. Dopo che ebbe visto la porta spalancata del filosofo Senocrate, stordito dal vino, cosparso di unguenti, con una corona sulla testa e avvolto in un abito trasparente, entrò nella scuola di quello, piena di una folla di uomini eruditi. Non soddisfatto di un'entrata tanto inappropriata, per giunta si sedé, al fine di irridere le parole e gli insegnamenti del filosofo con le azioni sfrontate dovute all'ubriachezza. Mentre tutti si indignavano, Senocrate mantenne il volto sulla medesima espressione e cominciò a parlare dell'umiltà e della moderazione. Costretto a rinsavire dalla serietà di questo discorso, Polemone dapprima gettò via la corona tolta dalla testa, poco dopo riportò il braccio sotto al mantello, poi mise da parte la sua ilarità e alla fine si spogliò di tutta la sua dissolutezza e, guarito grazie alla medicina di un unico discorso, da riprovevole crapulone divenne filosofo.