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Antiqua consuetudo Romae...
A Roma c'era un'antica consuetudine: le donne dovevano essere astemie; così infatti narrano gli scrittori. Troviamo infatti l'esempio della moglie di Egnazio Metenno; la moglie fu uccisa con il bastone dal marito perché beveva vino, (prop causale), e l'uomo fu assolto da Romolo. Fu nota in verità la morte di una matrona romana: perché la povera moglie fu sorpresa con le chiavi della cantina, (prop causale), fu costretta dai suoi a morire di digiuno. In effetti i mariti e i parenti davano spesso il bacio alle donne perché tramite i baci (compl di mezzo) investigavano l'odore del vino (prop causale): quando trovavano la prova del vino (prop temporale), giudicavano in base alla decisione domestica il delitto della donna e e spesso la punivano con la morte.
(By Maria D. )
Versione tratta da Plinio il Vecchio
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
erat indicativo imperfetto terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo intransitivo anomalo
esse infinito presente (sum) Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo intransitivo anomalo
debebant indicativo imperfetto terza persona plurale (debeo) Paradigma: debeo, debes, debui, debitum, debēre - verbo transitivo II coniugazione
narrant indicativo presente terza persona plurale (narro) Paradigma: narro, narras, narravi, narratum, narrāre - verbo transitivo I coniugazione
invenimus indicativo presente prima persona plurale (invenio) Paradigma: invenio, invenis, inveni, inventum, invenīre - verbo transitivo IV coniugazione
occiditur indicativo presente terza persona singolare (occido) Paradigma: occido, occidis, occidi, occisum, occidĕre - verbo transitivo III coniugazione
bibebat indicativo imperfetto terza persona singolare (bibo) Paradigma: bibo, bibis, bibi, bibitum, bibĕre - verbo transitivo III coniugazione
absolvitur indicativo presente terza persona singolare (absolvo) Paradigma: absolvo, absolvis, absolvi, absolutum, absolvĕre - verbo transitivo III coniugazione
est indicativo presente terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo intransitivo anomalo
deprehenditur indicativo presente terza persona singolare (deprehendo) Paradigma: deprehendo, deprehendis, deprehendi, deprehensum, deprehendĕre - verbo transitivo III coniugazione
mori infinito presente (morior) Paradigma: morior, moreris, mortuus sum, mori - verbo deponente III coniugazione
cogitur indicativo presente terza persona singolare (cogo) Paradigma: cogo, cogis, coegi, coactum, cogĕre - verbo transitivo III coniugazione
dabat indicativo imperfetto terza persona singolare (do) Paradigma: do, das, dedi, datum, dare - verbo transitivo I coniugazione
vestigabant indicativo imperfetto terza persona plurale (vestigo) Paradigma: vestigo, vestigas, vestigavi, vestigatum, vestigāre - verbo transitivo I coniugazione
inveniebant indicativo imperfetto terza persona plurale (invenio) Paradigma: invenio, invenis, inveni, inventum, invenīre - verbo transitivo IV coniugazione
iudicabant indicativo imperfetto terza persona plurale (iudico) Paradigma: iudico, iudicas, iudicavi, iudicatum, iudicāre - verbo transitivo I coniugazione
puniebant indicativo imperfetto terza persona plurale (punio) Paradigma: punio, punis, punii, punitum, punīre - verbo transitivo IV coniugazione
Sostantivi
consuetudo nominativo femminile singolare (consuetudo, consuetudinis) III declinazione
Romae genitivo femminile singolare (Roma, Romae) I declinazione
mulieres nominativo femminile plurale (mulier, mulieris) III declinazione
scriptores nominativo maschile plurale (scriptor, scriptoris) III declinazione
Exemplum accusativo neutro singolare (exemplum, exempli) II declinazione
Egnatii genitivo maschile singolare (Egnatius, Egnatii) II declinazione
Maetenni genitivo maschile singolare (Maetennus, Maetenni) II declinazione
uxoris genitivo femminile singolare (uxor, uxoris) III declinazione
uxor nominativo femminile singolare (uxor, uxoris) III declinazione
viro ablativo maschile singolare (vir, viri) II declinazione
fuste ablativo maschile singolare (fustis, fustis) III declinazione
vinum accusativo neutro singolare (vinum, vini) II declinazione
vir nominativo maschile singolare (vir, viri) II declinazione
Romulo ablativo maschile singolare (Romulus, Romuli) II declinazione
mors nominativo femminile singolare (mors, mortis) III declinazione
matronae genitivo femminile singolare (matrona, matronae) I declinazione
cellae genitivo femminile singolare (cella, cellae) I declinazione
vinariae genitivo femminile singolare (vinaria, vinariae) I declinazione
clavibus ablativo femminile plurale (clavis, clavis) III declinazione
inedia ablativo femminile singolare (inedia, inediae) I declinazione
Viri nominativo maschile plurale (vir, viri) II declinazione
mulieribus dativo femminile plurale (mulier, mulieris) III declinazione
osculum accusativo neutro singolare (osculum, osculi) II declinazione
oscula ablativo neutro plurale (osculum, osculi) II declinazione
vini genitivo neutro singolare (vinum, vini) II declinazione
odorem accusativo maschile singolare (odor, odoris) III declinazione
indicium accusativo neutro singolare (indicium, indicii) II declinazione
consilio ablativo neutro singolare (consilium, consilii) II declinazione
mulieris genitivo femminile singolare (mulier, mulieris) III declinazione
scelus accusativo neutro singolare (scelus, sceleris) III declinazione
morte ablativo femminile singolare (mors, mortis) III declinazione
Aggettivi
Antiqua nominativo femminile singolare (antiquus, antiqua, antiquum - aggettivo I classe)
abstemiae nominativo femminile plurale (abstemia, abstemiae) I declinazione
Nota nominativo femminile singolare (notus, nota, notum - aggettivo I classe)
misera nominativo femminile singolare (miser, misera, miserum - aggettivo I classe)
Romanae genitivo femminile singolare (Romanus, Romana, Romanum - aggettivo I classe)
domestico ablativo neutro singolare (domesticus, domestica, domesticum - aggettivo I classe)
Altre forme grammaticali
sic avverbio di modo
enim congiunzione pospositiva con valore esplicativo
quod congiunzione causale
et congiunzione coordinante
quia congiunzione subordinante causale
cum preposizione ablativo
a preposizione ablativo
suis ablativo maschile plurale (suus, sua, suum - aggettivo possessivo)
quidem avverbio
saepe avverbio di tempo
per preposizione accusativo
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Celeber histrio in terra Graeca fuit, quod vocis claritudine et venustate ceteris antistabat... dolor certus actus est.
Ci fu un famoso attore nella terra della Grecia, poiché spiccava su tutti gli altri per sonorità della voce e per la bellezza: si chiamava Polo, e recitava elegantemente e appassionatamente le tragedie di nobili poeti. Polo aveva perso con la (sua) morte figlio amato eccezionalmente e dopo che aveva portato il lutto a sufficienza, fece ritorno alla sua arte. In quel tempo Polo interpretava ad Atene l'Elettra di Sofocle, e doveva trasportare un'urna come con le ossa di Oreste. Dunque Polo aveva preso le ossa e l'urna dalla tomba del figlio e, vestito del luttuoso abito di Elettra, come se abbracciasse l'urna di Oreste, ricoprì completamente ogni cosa con lamenti autentici e affannati. E così, mentre veniva recitato un soggetto teatrale, fu rappresentato un dolore autentico.
(By Vogue)
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Poi proruppe l'indignazione della cittadinanza contro Sp. Cassio, al quale arrecò danno soprattutto il sospetto di (aspirare alla) tirannide. Infatti il Senato e il popolo Romano, non soddisfatti di averlo giustiziato, gli demolirono anche la casa, affinché egli fosse punito anche con la distruzione dei Penati. Quindi, sul terreno dove si trovava la casa di lui, costruirono il tempio della dea Terra. E così il domicilio di un uomo incapace di dominarsi, è ora una testimonianza di scrupolosa severità. Sp. Melio osò la medesima cosa: la patria lo castigò con una fine analoga. L'area della casa di lui, affinché ai posteri giungesse la conformità alla giustizia del castigo, ne derivò la denominazione di Equimelio. Gli antichi testimoniavano l'avversione, che erano soliti nutrire verso i nemici della libertà, con le rovine delle pareti e dei tetti, dentro i quali costoro avevano vissuto. E per questo motivo anche i Penati di M. Flacco e di L. Saturnino, cittadini turbolentissimi, vennero sradicati dal profondo delle fondamenta. Del resto l'area della casa di Flacco, dopo che fu rimasta vuota a lungo, venne abbellita da Q. Catulo con le spoglie dei Cimbri.
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Chiunque si sia fatto conoscere una volta per un brutto inganno, anche se dice la verità, perde la fiducia. Questo comprova la breve favola di Esopo. Un lupo accusava di furto una volpe; lei diceva che non era connessa al misfatto. Allora, una scimmia sedette tra loro come giudice. Mentre il lupo e la volpe peroravano (ciascuno) la propria causa, la scimmia pronunciò la sentenza: "Non è credibile che tu, o lupo, abbia perso ciò che cerchi; credo, o volpe, che tu abbia sottratto ciò che dici di non aver sottratto.
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Nulla può accadere senza una ragione, e nulla che non può accadere accade, e, se una cosa si è verificata, dal momento che si è potuta verificare, non deve sembrare un prodigio; perciò i prodigi non esistono. Infatti, se si deve considerare un prodigio ciò che avviene di rado, è un prodigio che esista un uomo saggio: credo, in effetti, che una mula abbia partorito più spesso di quanto sia esistito un uomo saggio. E dunque, quel ragionamento quadra: (che) né è mai avvenuto ciò che non è potuto avvenire, né ciò che è potuto avvenire è un prodigio; quindi, non esiste affatto alcun prodigio. E proprio questo ha risposto, non senza arguzia, anche un certo indovino ed interprete di prodigi ad un tale che una volta gli aveva riferito, come (se si trattasse) di un portento, il fatto che a casa un serpente si era avvolto attorno ad una stanga. Egli (- l'indovino) disse: "Allora sarebbe stato un portento se la stanga si fosse avvolta attorno al serpente". Con questa risposta egli dichiarò in maniera sufficientemente chiara che nulla che possa verificarsi deve essere ritenuto un portento.