- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LL 50 LEZIONI DI LATINO - versioni tradotte
- Visite: 1
Nella regione della Grecia vi fu un attore di rinomata reputazione, che, quanto a chiarezza della voce, e quanto ad eleganza, superava tutti gli altri, e recitava con abilità le tragedie di importanti poeti. Aveva nome "Polo". Questo Polo, perse, a causa della morte, l'amato unico figlio. Portò a lungo il lutto per la perdita, ma, alla fine, ritornò sul palcoscenico. A quel tempo, Polo recitava l'Elettra di Sofocle, ad Atene, e doveva maneggiare un'urna con le ossa di Oreste. Il sunto del racconto infatti è questo: Oreste è morto, e la sorella Elettra piange e si lamenta sopra l'urna delle presunte spoglie. Perciò Polo indossò i luttuosi abiti di Elettra, e prese le ossa dalla tomba del figlio. Così l'urna non venne colmata non di finzioni e simulazioni, ma di lamenti autentici, e lacrime, e venne espresso il dolore di un padre.
Caesar, exposito exercitu et loco castris idoneo capto, cohortibus X ad mare relictis, praesidio nav
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LL 50 LEZIONI DI LATINO - versioni tradotte
- Visite: 1
Cesare, dopo che l'esercito era stato disposto, ed un luogo adatto per l'accampamento era stato occupato, lasciate dieci coorti vicino al mare, pose Quinto Atrio a capo della guarnigione e delle navi, e si diresse verso i nemici. Egli stesso, poiché durante la notte era avanzato di molto, scorse le truppe dei nemici. Quelli, da un luogo più elevato, iniziarono a tenere lontano i nostri con i carri da guerra, e ad intraprendere la battaglia. I nemici, respinti dalla cavalleria, si nascosero nei boschi, e occuparono un'area ben protetta sia per la conformazione naturale, sia per il lavoro di fortificazione, che già in precedenza avevano preparato per via di una guerra interna; infatti, una volta che i fitti alberi erano stati tagliati, tutti gli accessi erano preclusi. Essi stessi, dai boschi, contrattaccavano sparsi, e non permettevano ai nostri di entrare nelle fortificazioni. Ma i soldati della settima legione, formata la testuggine e accostato un terrapieno alle fortificazioni, conquistarono il luogo e li cacciarono via dai boschi, avendo subìto pochi danni. Però Cesare impedì di inseguire i nemici che scappavano, perché non conosceva la geografia del luogo e perché, essendo trascorsa buona parte della giornata, voleva rinforzare l'accampamento.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LL 50 LEZIONI DI LATINO - versioni tradotte
- Visite: 1
Dopo la battaglia, all'interno del bottino, fu trovato un cavallo che, in un unico giorno, correva per cento miglia, e tutti i soldati credevano che Probo lo avrebbe riservato a sé. Allora quello, in un primo momento, disse: Questo cavallo si addice ad un soldato che scappa, non ad uno coraggioso! Poiché, tuttavia, l'imperatore desiderava offrire l'animale ai suoi soldati, i soldati, per ordine di lui, misero il nome dentro un'urna, perché qualcuno ricevesse in sorte il cavallo. Per caso, nell'esercito c'erano quattro soldati di nome Probo, e il nome che venne fuori per primo dall'urna fu Probo, benché l'imperatore non aveva messo il proprio nome. Tuttavia, poiché quei quattro soldati litigavano tra loro, Probo ordinò che l'urna venisse agitata, ma di nuovo venne fuori il nome Probo, e lo stesso per la terza e per la quarta volta. Allora tutto l'esercito assegnò il cavallo all'imperatore, con la volontà anche di quei soldati i cui nomi erano usciti dall'urna.
Croesus, Lydorum opulentus rex, habuit filios II quorum alter, forma et ingenio valde praestans, mut
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LL 50 LEZIONI DI LATINO - versioni tradotte
- Visite: 1
Creso, il ricco re dei Lidi, ebbe due figli, uno dei quali, del tutto eccezionale per aspetto e per intelligenza, fu considerato a lungo muto: infatti era già cresciuto molto, eppure non era in grado di dire niente. Il padre tentò tutti i rimedi affinché venisse corretto questo difetto della lingua, ma nemmeno le arti dei medici giovarono. Quando però l'esercito dei Persiani espugnò la città del re, Sardi, e un certo soldato, non sapendo che quello fosse il re, sguainata la spada, assalì Creso, il giovane aprì la bocca, volendo urlare; grazie a quello sforzo e a quell'impeto, il coraggio spezzò il nodo della lingua, e il figlio di Creso iniziò a parlare distintamente e in modo chiaro, urlando contro il nemico: Non uccidere il re, o soldato!Quindi il soldato ritrasse la spada e risparmiò il re. In questo modo la morte fu allontanata dalla testa del padre per merito del figlio, che da allora, e per tutta la vita, non parlò in modo confuso, né in maniera esitante.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LL 50 LEZIONI DI LATINO - versioni tradotte
- Visite: 1
Un tempo ci fu un pastore, di nome Gige, che pascolava gli animali del re della Lidia. Un giorno, a causa delle grandi piogge, la terra franò, ed il pastore scese nella voragine e vide un cavallo di bronzo, sui cui lati c'erano delle porte. (Egli) aprì il cavallo, e vide un enorme corpo di uomo e un anello d'oro al dito. Gige tolse via l'anello e lo indossò. Da lì, se ne tornò ad un'assemblea di pastori. Lì, se davanti a tutti rivolgeva l'anello verso il palmo della mano, non veniva visto da nessun collega, (mentre) egli stesso vedeva ogni cosa; era visto nuovamente, quando rigirava l'anello al dito. E così, grazie al vantaggio dell'anello, Gige uccise il proprio padrone ed eliminò gli avversari, e nessuno lo vedeva nelle sue azioni. Così, grazie all'aiuto dell'anello, diventò in un baleno egli stesso il re della Lidia.
- Dum certamen committitur Pyrrhus Epiri rex vulneratus est elephanti interfecti hostium XX milia ...
- Cum factum est cataclysmos quem nos diluvium dicimus omne genus humanum ...
- Inter eos, qui Persarum imperium tenuerunt, mea sententia excellentes fuerunt Cambysis filius Cyrus
- Olim dei elegerunt arbores quas habere in tutela sua volebant. Quercus Iovi placuit, myrtus Veneri,