- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco di Senofonte
- Visite: 3
θαυμάζω δὲ τῶν σοφιστῶν καλουμένων ὅτι φασὶ μὲν ἐπ᾽ ἀρετὴν ἄγειν οἱ πολλοὶ τοὺς νέους, ἄγουσι δ᾽ ἐπὶ τοὐναντίον: οὔτε γὰρ ἂν ἄνδρα που ἑωράκαμεν ὅντιν᾽ οἱ νῦν σοφισταὶ ἀγαθὸν ἐποίησαν, οὔτε γράμματα παρέχονται ἐξ ὧν χρὴ ἀγαθοὺς γίγνεσθαι, ἀλλὰ περὶ μὲν τῶν ματαίων πολλὰ αὐτοῖς γέγραπται, ἀφ᾽ ὧν τοῖς νέοις αἱ μὲν ἡδοναὶ κεναί, ἀρετὴ δ᾽ οὐκ ἔνι: διατρίβειν δ᾽ ἄλλως παρέχει τοῖς ἐλπίσασί τι ἐξ αὐτῶν μαθήσεσθαι μάτην καὶ ἑτέρων κωλύει χρησίμων καὶ διδάσκει κακά. μέμφομαι οὖν αὐτοῖς τὰ μὲν μεγάλα μειζόνως: περὶ δὲ ὧν γράφουσιν, ὅτι τὰ μὲν ῥήματα αὐτοῖς ἐζήτηται, γνῶμαι δὲ ὀρθῶς ἔχουσαι, αἷς ἂν παιδεύοιντο οἱ νεώτεροι ἐπ᾽ ἀρετήν, οὐδαμοῦ. ἐγὼ δὲ ἰδιώτης μέν εἰμι, οἶδα δὲ ὅτι κράτιστον μέν ἐστι παρὰ τῆς αὑτοῦ φύσεως τὸ ἀγαθὸν διδάσκεσθαι, δεύτερον δὲ παρὰ τῶν ἀληθῶς ἀγαθόν τι ἐπισταμένων μᾶλλον ἢ ὑπὸ τῶν ἐξαπατᾶν τέχνην ἐχόντων. Traduzione letterale: θαυμάζω δὲ τῶν σοφιστῶν καλουμένων ὅτι φασὶ μὲν ἐπ᾽ ἀρετὴν ἄγειν οἱ πολλοὶ τοὺς νέους, ἄγουσι δ᾽ ἐπὶ τοὐναντίον: (da Senofonte, Sulla caccia 13; 1-4)
Mi meraviglio dei cosiddetti sofisti poiché se da un lato in molti dicono di portare i giovani alla virtù, dall’altro li portano all’opposto; né difatti in qualche luogo abbiamo visto un uomo il quale i sofisti abbiano reso ottimo, né essi forniscono discorsi attraverso i quali sia necessario divenire ottimi, tuttavia molte cose sono state scritte da essi su cose inutili, dalle quali ai giovani (derivano) vuoti piaceri, ma nessuna virtù sussiste; Tali cose comportano una notevole perdita di tempo per coloro che credono inutilmente di poter apprendere da essi qualcosa e distolgono da altre cose utili e insegnano cose sbagliate. Certamente ad essi rimprovero maggiormente le asserzioni di fondo: quando scrivono da un lato che le parole sono state da essi investigate, ma dall’altro che conoscenze corrette, con cui potrebbero essere educati i più giovani alla virtù, da nessuna parte. Io sono un uomo semplice, ma so che la cosa migliore per la sua natura è che ci venga insegnato l’ottimo, e in secondo luogo che è meglio presso coloro che conoscono veramente qualcosa di ottimo, piuttosto che pressocoloro che possiedono l’arte di ingannare. (by Adriano)
Traduzione nel dettaglio
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco di Senofonte
- Visite: 3
Οί σοφοί νομίζουσι τους ανθρώπους ούκ έν τω οίκω τον πλοΰτον και την πενίαν εχειν,... ώσπερ άνθρωπος σφόδρα έσθίων και μηδέποτε μεστός τυγχάνει ών.(da Senofonte)
I sapienti ritengono che gli uomini non in casa abbiano la ricchezza e la povertà, ma nelle (sott. loro) anime. Alcuni infatti dei cittadini, che pur avendo ricchezze abbastanza grandi credono di essere poveri e si sottopongono a fatiche e a pericoli, sperando di arricchirsi maggiormente. Talvolta ...(continua)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco di Senofonte
- Visite: 3
ἔγωγε οὐδένα κρινω υπο πλειονων πεφιλησθαι ουτε Ελλενων...
Io stesso penso che nessuno sia stato tanto amato da più persone ne tra i greci ne tra i barbari. prova di questo è anche Ciro. nessuno passava dalla parte del re essendo suddito presso Ciro, invece molti passarono dal re verso Ciro, quando diventarono nemici l'un l'altro, pensando di essere i migliori che avrebbero eventualmente ottenuto onore più meritato stando presso Ciro che press il re. grande prova fa anche quella che lui ebbe nella fine della vita cioè che egli era buono e poteva giudicare esattamente gli amici e quelli veramente fidati. infatti mentre stava morendo tutti gli amici e commensali morirono intorno a lui combattendo in nome di Ciro escluso Arieo: questo si trovava per caso disposto per comandare l'ala sinistra della cavalleria, non appena si accorse che Ciro era caduto, fuggì anche con tutto l'esercito di cui era a capo."
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco di Senofonte
- Visite: 3
ἐνταῦθα δὴ πολλὴ ἀθυμία ἦν τοῖς Ἕλλησιν, ὁρῶσι μὲν τοῦ ποταμοῦ τὴν δυσπορίαν, ὁρῶσι δὲ τοὺς διαβαίνειν κωλύσοντας, ὁρῶσι δὲ τοῖς διαβαίνουσιν ἐπικεισομένους τοὺς Καρδούχους ὄπισθεν. ταύτην μὲν οὖν τὴν ἡμέραν καὶ νύκτα ἔμειναν ἐν πολλῇ ἀπορίᾳ ὄντες. Ξενοφῶν δὲ ὄναρ εἶδεν· ἔδοξεν ἐν πέδαις δεδέσθαι, αὗται δὲ αὐτῷ αὐτόμαται περιρρυῆναι, ὥστε λυθῆναι καὶ διαβαίνειν ὁπόσον ἐβούλετο. ἐπεὶ δὲ ὄρθρος ἦν, ἔρχεται πρὸς τὸν Χειρίσοφον καὶ λέγει ὅτι ἐλπίδας ἔχει καλῶς ἔσεσθαι, καὶ διηγεῖται αὐτῷ τὸ ὄναρ. ὁ δὲ ἥδετό τε καὶ ὡς τάχιστα ἕως ὑπέφαινεν ἐθύοντο πάντες παρόντες οἱ στρατηγοί· καὶ τὰ ἱερὰ καλὰ ἦν εὐθὺς ἐπὶ τοῦ πρώτου. καὶ ἀπιόντες ἀπὸ τῶν ἱερῶν οἱ στρατηγοὶ καὶ λοχαγοὶ παρήγγελλον τῇ στρατιᾷ ἀριστοποιεῖσθαι. καὶ ἀριστῶντι τῷ Ξενοφῶντι προσέτρεχον δύο νεανίσκω· ᾔδεσαν γὰρ πάντες ὅτι ἐξείη αὐτῷ καὶ ἀριστῶντι καὶ δειπνοῦντι προσελθεῖν καὶ εἰ καθεύδοι ἐπεγείραντα εἰπεῖν, εἴ τίς τι ἔχοι τῶν πρὸς τὸν πόλεμον. καὶ τότε ἔλεγον ὅτι τυγχάνοιεν φρύγανα συλλέγοντες ὡς ἐπὶ πῦρ, κἄπειτα κατίδοιεν ἐν τῷ πέραν ἐν πέτραις καθηκούσαις ἐπ᾽ αὐτὸν τὸν ποταμὸν γέροντά τε καὶ γυναῖκα καὶ παιδίσκας ὥσπερ μαρσίπους ἱματίων κατατιθεμένους ἐν πέτρᾳ ἀντρώδει. ἰδοῦσι δὲ σφίσι δόξαι ἀσφαλὲς εἶναι διαβῆναι· οὐδὲ γὰρ τοῖς πολεμίοις ἱππεῦσι προσβατὸν εἶναι κατὰ τοῦτο. ἐκδύντες δ᾽ ἔφασαν ἔχοντες τὰ ἐγχειρίδια γυμνοὶ ὡς νευσόμενοι διαβαίνειν· πορευόμενοι δὲ πρόσθεν διαβῆναι πρὶν βρέξαι τὰ αἰδοῖα· καὶ διαβάντες, λαβόντες τὰ ἱμάτια πάλιν ἥκειν. εὐθὺς οὖν Ξενοφῶν αὐτός τε ἔσπενδε καὶ τοῖς νεανίσκοις ἐγχεῖν ἐκέλευε καὶ εὔχεσθαι τοῖς φήνασι θεοῖς τά τε ὀνείρατα καὶ τὸν πόρον καὶ τὰ λοιπὰ ἀγαθὰ ἐπιτελέσαι.
Allora ci fu una profonda sfiducia tra i Greci: vedono la difficoltà di passare il fiume, vedono quelli (i nemici) che si apprestavano a impedire l'attraversamento e vedono alle spalle i Carduchi pronti ad incalzare coloro che attraversavano. Per quel giorno e quella notte dunque rimasero fermi, essendo in grande difficoltà senza saper che fare. Senofonte ebbe un sogno: gli sembrò di essere in catene, ma i vincoli si allentavano da sé, al punto che, libero, poteva dirigersi dovunque volesse. Sul far dell'alba, Senofonte raggiunge Chirisofo e, raccontandogli il sogno, gli spiega di nutrire fondate speranze in una soluzione positiva. Chirisofo ne fu felice e, alle prime luci dell'alba, tutti gli strateghi presenziarono a un sacrificio: gli auspici si rivelarono immediatamente favorevoli, fin dalla prima vittima. Al termine, dopo aver lasciato il luogo della cerimonia, gli strateghi e i locaghi trasmisero alla truppa l'ordine di fare colazione. 10 Proprio durante il rancio corrono incontro a Senofonte due giovani: tutti sapevano che era possibile avvicinarsi a lui e parlargli anche durante la colazione o il pranzo oppure svegliarlo nel sonno, se si trattava di questioni militari. I due dissero che, mentre se ne andavano in giro a raccogliere legna da ardere, avevano scorto sull'altra sponda, tra le rocce digradanti fino al fiume, un vecchio, una donna e delle ragazze che deponevano qualcosa in un.31 anfratto, forse sacchi pieni di vesti.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco di Senofonte
- Visite: 3
ει δε συ οιει ως πλειω εχων των ιδιωτων ... κατεργασασθαι των ιδιωτικων επιθυμηματων (Senofonte)
Se tu pensi che il tiranno avendo più ricchezze dei semplici cittadini per questo si rallegri anche di più di queste, neppure questo sta così, o Simonide, ma come gli atleti non qualora siano più forti dei privati cittadini questo li rallegri, ma qualora siano inferiori agli antagonisti, questa cosa li angustia, così anche il tiranno se non sembra avere più dei privati cittadini, allora gode, ma qualora abbia meno degli altri tiranni, ...(CONTINUA)