- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
Κονων δε ταις εννεα ναυσι φευγων, επει εγνω των Αθηναιων τα πραγματα διεφθαρμενα, κατασχων επι την Αβαρνιδα την Λαμψακου ακραν, ελαβεν αυτοθεν τα μεγαλα των Λυσανδρου νεων ιστια, και αυτος μεν οκτω ναυσιν απεπλευσε παρ' Ευαγοραν εις Κυπρον, η δε Παραλος εις τας Αθηνας απαγγελουσα τα γεγονοτα. Λυσανδρος δε τας τε ναυς και τους αιχμαλωτους και ταλλα παντα εις Λαμψακον απηγαγεν, ελαβε δε και των στρατηγων αλλους τε καν Φιλοκλεα και Αδειμαντον. Ηι δ' ημερα ταυτα κατειργασατς, επεμψε και Θεοπομπον τον Μιλησιον ληστην εις Λακεδαιμονα, απαγγελουντα τα γεγονοτα, ος αφικομενος τριταιος απηγγειλε.
Traduzione n. 1
Conone, fuggendo con nove navi, dato che conosceva il governo degliateniesi che fu distrutto approdando ad abarnide sulla cittadella di lampsaco, da quella regione prese le grandi vele delle navi di lisandro, lui stesso salpò con 8 navi da enagora verso cipro, la nave paralo portò notizie conosciute ad atene. lisandro condusse sia le navi che i prigionieri ma anche tutte le altre cose verso lampsaco, prese anche degli altri strateghi, sia filocle che adimanto. esegui queste cose di giorno, invio anche teopompo, brigante di mileto, a sparta, quello che era giunto al terzo giorno le cose conosciute annunciate annunciò
Traduzine n. 2
Conone fuggendo con nove navi, dal momento che seppe la condizione di distruzione degli Ateniesi, fermatosi ad Abardina rocca di Lampasco, prese di là le grandi nove vele di Lisandro, e in persona con otto navi si diresse presso (Evapora?) e Cipro, mentre la Paralo ad Atene per annunciare gli avvenimenti. Lisandro invece condusse le navi e i prigionieri e tutti gli altri a Lampasco, prese anche tra gli altri stateghi sia Filoclea che Adimante. Compì per quel giorno questi fatti, mandò anche Teopompa di Mileso il brigante a Sparta, per annunciare gli avvenimenti, che arrivato dopo due giorni annunciò.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
CONONE FORZA IL BLOCCO DEL PORTO VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Ο δε Κονων, επει επολιορκειτο και κατα γην και κατα θαλατταν, και σιτου ουδαμοθεν ην ευπορησαι, οι δε ανθρωποι πολλοι εν τηπολει ησαν και οι Αθηναιοι ουκ εβοηθουν δια το μη πυνθανεσθαι ταυτα, καθελκυσας των νεων τας αριστα πλεουσας δυο επληρωσε προ ημερας, εξ απασων των νεων τους αριστους ερετας εκλεξας και τους επιβατας εις κοιλην ναυν μεταβιβασας και τα παραρρυματα παραβολων. Την μεν ουν ημεραν ουτως ανειχον, εις δε την εσπεραν, επει σκοτος ειη, εξεβιβαζεν, ως μη καταδηλους ειναι τοις πολεμιοις ταυτα ποιουντας. Πεμπτη δε ημερα εισκομισαντες σιτα μετρια, επειδη ηδη μεσον ημερας ην και οι εφορμουντες ολιγωρως ειχον και ενιοι ανεπαυοντο, εξεπλευσαν εξω του λιμενος, και η μεν επι Ελλησποντου ωρμησεν, η δε εις το πελαγος.
TRADUZIONE
Conone quando era assediato per terra e per mare e d nessuna parte era possibile procurarsi il cibo e molti uomini erano nella città, e gli ateniesi non correvano in aiuto, per il fatto che non erano informati di ciò mettendo in mare tra le navi quelle che nel modo migliore navigavano ne equipaggio due prima di giorno, da tutte le navi avendo scelto i migliori rematori e avendo condotto i soldati nel fondo della nave e dopo aver deposto( calato) le coperture per le navi. Così dunque trascorreva il giorno verso sera quando era buio li faceva sbarcare in modo da non essere visibili per i nemici quando facevano ciò nel quinto giorno avendo portato cibo sufficiente quando era ormai metà del giorno e quelli che stavano all'ancora erano non curanti e alcuni si riposavano uscirono fuori dal porto e una nave rimase ancorata sull'ellesoponto l'altra salpò verso il mare.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
DOV'è LA RICCHEZZA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
INIZIO: νομιζο ω ανδρεϛ...
FINE: τηϛ αγαν χαλεπηϛ νοσου
TRADUZIONE
Io penso che gli uomini non abbiano in casa l'abbondanza e la miseria, ma negli animi. Vedo così una grande abbondanza di privati, i quali pur avendo ricchezze notevolissime, credono di essere tanto in miseria da sopportare ogni flagello e da affrontare ogni ostacolo per guadagnare di più; e so anche di fratelli che hanno ricevuto in sorte beni uguali eppure uno dei due ha quanto è necessario e quanto è in più per la spesa, l'altro invece è povero di ogni cosa. E conosco pure di alcuni re, i quali sono tanto avidi di ricchezze da commettere colpe molto più gravi che gli uomini più indigenti. Infatti a causa della povertà alcuni sicuramente rubano, altri traforano le pareti, altri fanno degli schiavi, e vi sono dei re che distruggono famiglie sane e uccidono parecchi insieme e spesso anche per il denaro sottomettono intere città. Io commisero molto costoro per la loro grave malattia. Mi sembra infatti che essi soffrano in maniera simile a quella persona che pur mangiando molto non riesca mai a saziarsi.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
DESIDERIO DI PACE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Ο μεντοι Τισσαφερνης ουκ εβουλετο μαχεσθαι, αλλα πεμψας προς Δερκυλλιδαν ειπεν οτι εις λογους βουλοιτο αυτω αφικεσθαι. Και ο Δερκυλλιδας λαβων τους κρατιστους τα ειδη των περι αυτον και ιππεων και πεζων προηλθε προς τους αγγελους, και ειπεν· «Αλλα παρεσκευασαμην μεν εγωγε μαχεσθαι, ως ορατε· επει μεντοι εκεινος βουλεται εις λογους αφικεσθαι, ουδ' εγω αντιλεγω. Αν μεντοι ταυτα δεη ποιειν, πιστα και ομηρους δοτεον και ληπτεον». Δοξαντα δε ταυτα, τη υστεραια εις το συγκειμενον χωριον ηλθον, και εδοξεν αυτοις πυθεσθαι αλληλων επι τισιν αν την ειρηνην ποιησαιντο. Ο μεν δη Δερκυλλιδας ειπεν· «Ει αυτονομους εωη βασιλευς τας Ελληνιδας πολεις»· ο δε Τισσαφερνης ειπεν· «Ει εξελθοι το Ελληνικον στρατευμα εκ της βασιλεως χωρας και οι Λακεδαιμονιων αρμοσται εκ των πολεων». Ταυτα δε ειποντες αλληλοις σπονδας εποιησαντο, εως απαγγελθειη τα λεχθεντα Δερκυλλιδα μεν εις Λακεδαιμονα, Τισσαφερνει δε επι βασιλεα.
TRADUZIONE
Tissaferne non volle di certo combattere, ma avendo inviato a Dercillide degli ambasciatori disse che avrebbe voluto giungere ad un accordo con lui. E Dercillide avendo preso i migliori per le qualità tra quelli presso di lui, sia cavalieri, sia fanti, li inviò ai messaggeri, e disse: "Ma io mi sono preparato a combattere come vedete; poiché certamente quello vuole giungere ad un accordo, io non lo contradico. Certamente se in verità si devono fare queste cose, si deve dare e si deve accettare fiducia e garanzia. Essendosi decise queste cose, il giorno successivo andarono nel luogo stabilito, e sembrò loro opportuno informarsi gli uni gli altri sulla ricompensa se avessero fatto la pace. Dercillide disse: " Se il re lascierà le città Elleniche ad autogovernarsi"; Tissaferne invece disse: "Se l'esercito Greco se ne andrà dalla regione del re e i governatori degli Spartani dalla città". Essendosi dette queste cose gli uni gli altri fecero gli accordi, finchè furono annunciate le cose concesse da Dercillide a Sparta, da Tissaferne al re.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: GYMNASION - versioni greco tradotte
- Visite: 2
INIZIO: '' Μετὰ τὸ δεῖπνον ἔρχεται ἐπὶ κῶμον Συπακόσιός τις ...''. FINE: '' οὕτω καὶ ὀσμὴ ἄλλη μὲν ἀυδρί, ἄλλη δὲ γυναικὶ πρέπει ''.