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OSTRACISMO E PETALISMO VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo TRADUZIONE dal libro Gymnasion
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Παρά τοις Άθηναίοις έδει έκαστον των πολιτών γράφειν εις όστρακον τούνομα του δοκοΰντος των πολιτών μάλιστα δυνατού όντος τυραννειν, παρά δε τος Συρακοσίοις εις πέταλον έλαίας γράφεσθαι τον δυνατώτατον των πολιτών και έπειτα, διαριθμηθέντων των πετάλων ή των οστράκων, τον πλείστα πέταλα ή όστρακα λαβόντα έδει φεύγειν1 πενταετή χρόνον. Οι μεν ούν Αθηναίοι τούτο το γένος της νομοθεσίας ώνόμασαν όστρακισμόν, οι δε Συρακόσιοι πεταλισμόν. Ούτος δε ό νόμος διέμεινε παρά μεν τοις'Αθηναίοις έπι πολύν χρόνον, παρά δε τοις Συρακοσίοις κατελύθη ταχύ δια τοιαύτας τινάς αιτίας. Των μεγίστων ανδρών φυγαδευο-μένων, οι μεν χαριέστατοι των πολιτών άπετρέποντο των δημοσίων πράξεων, οι δε πονηρότατοι έφρόντιζον των δημοσίων, και το πλήθος προς νεωτερισμόν και ταραχήν έτράπη. Διόπερ οι Συρακόσιοι, την γνώμην μεταλλάξαντες, τον περί του πεταλισμοΰ νόμον κατέλυσαν.
Presso gli Ateniesi era conveniente che ciascuno dei cittadini scrivesse su un frammento di terracotta il nome di colui che riteneva tra i cittadini maggiormente tirannico, poiché era potente, presso i Siracusani invece che si scrivesse sulle foglie dell’ulivo il più potente dei cittadini e poi, contati i cocci o le foglie, chi aveva riscosso la maggior quantità di foglie o di cocci, era necessario che andasse in esilio per un periodo di cinquant’anni. Dunque gli Ateniesi chiamarono questo tipo di legislazione Ostracismo, mentre i Siracusani Petalismo. Questa legge durò presso gli Ateniesi per molto tempo, presso i Siracusani fu abolita velocemente a causa di un tale motivo. Poiché gli uomini più potenti (grandi) erano mandati in esilio, i più colti tra i cittadini erano allontanati dalle faccende pubbliche, mentre i più malvagi (incapaci) badavano agli affari pubblici e la maggior parte (dei cittadini) mutò (ciò) in un movimento rivoluzionario e scompiglio. Per questo i Siracusani, cambiata l’opinione, abolirono la legge sul Petalismo.
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UNA TREGUA DI CINQUANT'ANNI FRA SPARTANI ED ATENIESI VERSIONE DI GRECO di Tucidide TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Σπονδας εποιησαντο Αθηναιοι και Λακεδαιμονιοι και οι ξυμμαχοι κατα ταδε, και ωμοσαν κατα πολεις. Περι μεν των ιερων των κοινων, θυειν εξειναι και μαντευεσθαι και θεωρειν κατα τα πατρια τον βουλομενον και κατα γην και κατα θαλασσαν αδεως. Το δ' ιερον και τον νεων τον εν Δελφοις του Απολλωνος και Δελφους αυτονομους ειναι και αυτοτελεις και αυτοδικους και αυτων και της γης της εαυτων κατα τα πατρια. Ετη δε ειναι τας σπονδας πεντηκοντα Αθηναιοις και τοις ξυμμαχοις τοις Αθηναιων και Λακεδαιμονιοις και τοις ξυμμαχοις τοις Λακεδαιμονιων αδολους και αβλαβεις και κατα γην και κατα θαλασσαν. Οπλα δε μη εξεστω επιφερειν επι πημονη μητε Λακεδαιμονιους και τους ξυμμαχους επ' Αθηναιους και τους ξυμμαχους, μητε Αθηναιους και τους ξυμμαχους επι Λακεδαιμονιους και τους ξυμμαχους, μητε τεχνη μητε μηχανη μηδεμια.
Gli Ateniesi gli Spartani e gli alleati per questi fatti fecero un patto e giurarono in nome della citta. Che riguardo ai pubblici luoghi sacri, di permettere chiunque vuole di sacrificare e di consultare l’oracolo e di assistere ai riti sacri secondo le norme dei padri liberamente sia per terra sia per mare. Che il luogo sacro ed il tempio a Delfi quello di Apollo e Delfi fossero autonomi ed indipendenti ed ha prorpria giurisdizione sia di loro sia della terra, della propria secondo le norme dei padri. Che ci fosse tregua per 50 anni tra Ateniesi ed alleati tra quelli degli Ateniesi e gli Spartani e tra gli alleati tra quelli degli Spartani, leali ed innocui sia per terra sia per mare. Non sia permesso muovere contro in armi con inteto ostile né gli Spartani e gli alleati contro gli Ateniesi e gli alleati né gli Ateniesi e gli alleati contro gli Spartani e gli alleati, senza alcun espediente o intrigo.
altra traduzione
Una tregua centennale è pattuita tra gli Ateniesi, gli Argivi, i Mantineesi e gli Elei, ciascuno per sé e in nome degli alleati che, nelle rispettive leghe, accettano la loro guida: senza frode e senza danni, per terra e sui mari. Ad Argivi, Elei, Mantineesi ed alleati sarà vietato per legge di brandire le armi per un'aggressione ad Atene e agli alleati che riconoscono la sua autorità; così agli Ateniesi e ai loro alleati contro Argivi Elei Martineesi ed alleati: né con astuzie né con diversi accorgimenti. Ai seguenti patti è stipulata un'alleanza tra gli Ateniesi, gli Argivi, gli Elei e i Mantineesi per cento anni: se un'armata ostile invade il territorio ateniese, Argivi, Elei e Martineesi soccorreranno Atene, con forze proporzionate alla sua richiesta con l'impegno più energico che potranno esprimere, nei limiti delle proprie facoltà. Se compiuta la devastazione il nemico si ritira, lo stato colpevole sarà dichiarato ostile da Argivi, Mantineesi, Elei al fianco degli Ateniesi che a forze concordi gli faranno scontare nel sangue quest'atto: proibito negoziare l'armistizio separato con la suddetta potenza da parte di una sola delle città contraenti, senza una ratifica collettiva.
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CLODIO ENTRA IN CASA DI CESARE MASCHERATO DA DONNA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Ην Κλωδιος ανηρ ευγενης, τη μεν ηλικια νεος, τω δε φρονηματι θρασυς και αυθαδης. Ουτος ερων Πομπηιας της Καισαρος γυναικος, εις την οικιαν αυτου παρεισηλθε κρυφα, λαβων εσθητα και σκευην ψαλτριας: εθυον γαρ εν τη Καισαρος οικια την απορρητον εκεινην και αθεατον ανδρασι θυσιαν αι γυναικες, και παρην ανηρ ουδεις: αλλα μειρακιον ων ετι και μηπω γενειων ο Κλωδιος ηλπιζε λησεσθαι διαδυς προς την Πομπηιαν δια των γυναικων. Ως δ' εισηλθε νυκτος εις οικιαν μεγαλην, ηπορει των διοδων, και πλανωμενον αυτον ιδουσα θεραπαινις Αυρηλιας της Καισαρος μητρος, ητησεν ονομα. Φθεγξασθαι δ' αναγκασθεντος αυτου και φησαντος ακολουθον Πομπηιας ζητειν Αβραν τουνομα, συνεισα την φωνην ου γυναικειαν ουσαν ανεκραγε και συνεκαλει τας γυναικας. Αι δ' αποκλεισασαι τας θυρας και παντα διερευνωμεναι, λαμβανουσι τον Κλωδιον εις οικημα παιδισκης η συνεισηλθε καταπεφευγοτα.
TRADUZIONE
Clodio era un nobile, di giovane età, ma di indole arrogante e presuntuosa. Questi, innamorato di Pompea, moglie di Cesare, si introdusse furtivamente in casa sua (= di Cesare), con strumento e abiti da suonatrice di cetra infatti nella casa di Cesare le donne celebravano quel sacrificio segreto al quale gli uomini non possono assistere, e non c'era nessun uomo; sennonché, essendo un giovinetto ancora imberbe, Clodio sperava di raggiungere Pompea di nascosto intrufolandosi tra le donne. Ma, siccome si era introdotto di notte in una grande casa, non conosceva i passaggi, ed una servetta di Aurelia, la madre di Cesare, avendolo visto vagabondare, (gli) chiese il (suo) nome. Poiché Clodio fu (così) costretto a parlare e disse che stava cercando un'ancella di Pompea di nome Abra, (la servetta), accortasi che la voce non era da donna, si mise a gridare e a chiamare le (altre) donne: e queste, chiuse le porte e rovistando dappertutto, sorpresero Clodio che si era rifugiato in una camera di una servetta con cui (vi) era entrato.
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PANICO TRA I SOLDATI: IL NEMICO SI AVVICINA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
vicino era l'accampamento dove stava per sostare, quando Pategia, uomo Persiano, tra i compagni di Ciro comparve cavalcando a briglie sciolte su un cavallo bagnato di sudore e subito a tutti quelli in cui si imbatteva gridava, sia in lingua Persiana che in lingua Greca, che il re con un grande esercito avanzava mostrando di essere pronto al combattimento. Lì ci fu un grande scompiglio: subito infatti i Graci e tutti pensarono che i nemici avrebbero assalito loro che non erano schierati; e Ciro a tutti diceva di armarsi e di collocarsi ciascuno nella propria postazione.
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Parla la virtù versione greco Senofonte
Εγω δε συνειμι μεν θεοις, συνειμι δε ανθρωποις τοις αγαθοις· εργον δε καλον ουτε θειον ουτ' ανθρωπινον χωρις εμου ουποτε εγενετο. Τιμωμαι δε μαλιστα παντων και παρα θεοις και παρ' ανθρωποις, αγαπητη μεν συνεργος ουσα τεχνιταις, πιστη δε φυλαξ οικων δεσποταις, ευμενης δε παραστατις οικεταις, αγαθη δε συλληπτρια των εν ειρηνη πονων, βεβαια δε των εν πολεμω συμμαχος εργων, αριστη δη φιλιας κοινωνος. Εστι δε τοις μεν εμοις φιλοις ηδεια μεν και απραγμων σιτων και ποτων απολαυσις· και οι μεν νεοι τοις των πρεσβυτερων επαινοις χαιρουσιν, οι δε γεραιτεροι ταις των νεων τιμαις αγαλλονται, και ηδεως μεν των παλαιων πραξεων μιμνησκουσιν. Οταν δε ελθη το του βιου τελος, ου μετα ληθης ατιμοι εισιν, αλλα μετα μνημης τον αει χρονον υμνουμενοι θαλλουσιν.
2 traduzioni per lo stesso titolo da 2 libri diversi
cambia il testo greco di riferimento
TRADUZIONE
Sono arrivata a da te, o Eracle, perché conosco coloro che ti hanno fatto nascere e ho osservato la tua natura mentre eri un fanciullo, e proprio per ciò io spero che, se tu vorrai seguire la via che porta a me, tu possa compiere azioni ottime e meritevoli di lode, e che io possa essere anche venerata di più ed apparire, grazie alle tue buone azioni, più distinta nella rettitudine. Non ti darò false illusioni con i principi del piacere, ma come è stato stabilito dagli dei, ti farò notare la realtà dei fatti. Infatti gli dei, nulla d buono concedono di buono né (nulla concedono) di bello agli uomini senza lavoro e fatica, anzi, se brami che gli dei siano benevoli nei tuoi confronti, devi venerarli. Se poi brami essere tenuto nel più alto onore da una città, devi esserle di enorme aiuto; se brami essere ammirato da tutta la Grecia per il tuo valore devi impegnarti ad portare benefici alla Grecia; se poi brami che un podere tii dia frutti in abbondanza, devi coltivarlo, e se brami diventarei ricco grazie all’allevamento devi curare i capi di bestiame. Se vuoi espanderti e crearti un possedimento grazie alle tue imprese, o se brami liberare amici dalla prigionia o rendere schiavi i tuoi nemici, devi acquisire l’arte militare da quelli che ne siano esperti ed adoperarti per esercitarla come è dovuto; se invece brami di essere forte anche fisicamente devi esercitare il corpo ad essere assoggettato alla mente, perché sia la mente ad ordinare, e devi esercitare il tuo corpo con fatica e sudore.
ALTRA VERSIONE STESSO TITOLO DAL LIBRO GYMNASION