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STORIA DELL'EGITTO: I DODICI RE
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
Essendoci anarchia in Egitto per due anni ed avviandosi verso tumulti di plebe ed assassinii, i più potenti tra i signori indodici stabilirono un accordo; riunendosi quindi a Menfi ed avendo stabilito patti di concordia e di fiducia l' uno nei confronti dell' altro, dichiararono sé stessi re. Avendo comandato per quindici anni secondo i giuramenti e gli accordi, ed avendo mantenuto la concordia reciproca, decisero di preparare una comune sepoltura di loro stessi affinché, come in vita – benevolenti l' un l' altro – avevano in sorte gli stessi onori, così anche dopo la morte un unico ricordo circondasse i loro corpi in un solo luogo. Essendosi scelti il luogo certamente più bello, ornarono la tomba con bellissime pietre. Dopo essere stati a capo dell' Egitto per quindici anni, un solo re assunse nuovamente il comando.
Altra proposta di traduzione da altro utente
Essendoci l'anarchia in Egitto per 2 anni, e la plebe essendosi allontanata verso i tumulti e occasioni, i più potenti dei capi attuarono congiure, essendo dodici partecipando al consiglio a Menfi e facendo i patti riguardo la concordia e la fiducia l'un altro, loro stessi si assegnarono re. Per 15 anni essendo coloro che diedero inizio ai giuramenti e ai patti a coloro che mantenettero la concordia l'un altro, vollero allestire il loro comune sepolcro, affinche così come essendo benevoli gli uomini e gli altri i vita ottengano gli stessi onori.
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NON DEPORREMO LE ARMI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Inizio: Ξερξης αγγελους αποστειλας, παρεγγειλε τοις σπαρτιαταις τα μεν οπλα αποθεσθαι και αυτους συμμαχους ειναι Περσον·βασιλεα δε δοσειν αυτοις χωραν πλειω και βελτιω.
fine: μη ουν νομισης τους σπαρτιατας υπερ της ιδιας ελευθεριας αγωυιζομενους ηττον κινδυνευσειν η τους υπερ της σης αρχης.
TRADUZIONE
Avendo Serse inviato messaggeri disse (annunciò) agli spartani che consegnassero le armi e fossero alleati dei persiani; che il re avrebbe offerto loro (lett. a loro) una regione più grande e migliore. Gli spartani invece, avendo nascosto i messaggeri risposero: "Non consegneremo le armi: come combatteremo contro il re senza le armi? Se ci opponiamo a lui come combatteremo nobilmente? Ottenere la regione non con il disonore ma con la virtù è tradizionale". Il re avendo ascoltato ciò interrogò Demerato, re degli spartani, il quale era impegnato accanto a lui: "Forse che gli spartani oseranno opporsi alle mie forze?" Demerato rispose: "O re, non ignori tu stesso il valore dei Greci; dunque non penserai che gli spartani che lottano per la propria libertà correranno meno pericoli di quelli per il tuo comando.
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LA VERA GLORIA
Versione di greco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2 - pag. 56 n. 80
inizio: εν αυτη δε τη πολιτεια
fine: και φιλοσοφια μονον
TRADUZIONE n. 1
IN QUESTO GOVERNO NON VEDRAI QUELLI NOBILI, QUELLI CHE VIVONO NELLA RICCHEZZA, NEL LUSSO E NELL'ABBONDANZA MA QUELLI CHE VIVONO NELLA POVERTà, NELLA FRUGALITà, QUELLI CHE VIVONO IN UNA VITA MODESTA. PRESSO GLI ATENIESI ESSENDO SODDISFATTA LA CITTà SEPPELLì A NOME DELLO STATO COLUI CHE VENIVA AMMIRATO ED ONORATO DAI CITTADINI, E ARISTIDE ERA TANTO Più FAMOSO DI ALCIBIADE PERCHè PREVALEVA SIA NELLA RICCHEZZA SIA NELLA STIRPE SIA NEL LUSSO SIA NELLA POTENZA DELLE PAROLE SIA NELLA FORZA DEL CORPO SIA NELLA NOBILTà ED IN TUTTE QUELLE ALTRE COSE, ILLUSTRE FILOSOFO BEN NUTRITO QUANTO QUALCHE FANCIULLO. PRESSO I TEBANI EPAMINONDA ESSENDO CHIAMATO IN GIUDIZIO DURANTE L'ASSEMBLEA E NON ESSENDO IN GRADO DI ANDARE A CAUSA DI Ciò, CIOè PERCHè AVEVA LA TOGA IN LAVATOIO E NON NE AVEVA UN'ALTRA ERA COMUNQUE Più INSEGNE DI TUTTI GLI STRATEGHI CHE CI FURONO. INFATTI LA GLORIA NON è NEI LUOGHI E LA COGNIZIONE NON è NELLA TOGA Nè NELLA STIMA Nè NEL POTERE MA SOLO NELLA VIRTù DELLA MENTE E NELLA SAGGEZZA.
traduzione n. 2
Nella stessa cittadinanza non vedrai quelli famosi, quelli che vivono nella ricchezza, nel lusso e nell'abbondanza, ma quelli che vivono nella povertà, nella ristrettezza e quelli che vivono una vita modesta. Presso gli Ateniesi Aristide, che alla sua morte la città seppellì a spese pubbliche, dato che era onorato e ammirato dai cittadini, era talmente più famoso di Alcibiade, per forza, ricchezza, stirpe e lusso, per forza delle parole e vigore del corpo, per nobiltà e anche per tutto il resto, quanto uno straordinario filosofo era più di un fanciullo modesto. Presso i Tebani, Epaminonda, invitato in assemblea e non essendo in grado di andarci, poiché il mantello era nel lavatoio e non ne aveva un altro, era il più famoso di tutti gli strateghi che c'erano lì. La gloria e la notorietà dunque non sono nei luoghi, e nemmeno nelle vesti, e neanche nella reputazione o nella potenza, ma nella virtù dell'anima e soltanto nella saggezza.
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UNA MADRE SPARTANA
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Essendo in guerra presso Anfipoli gli ateniesi e gli Spartani e morendo in battaglia molti soldati da ciascun lato, giunse anche Brasida, lo stratega degli spartani. Arghileonide, della quale donna morì quel figlio, quando alcuni degli abitanti di anfipoli arrivarono a sparta annunciando a quella la morte del figlio, dopo che ascoltò senza lacrime le parole degli ambasciatori, chiese solo se il figlio morì giustamente e in modo degno di sparta. Gli abitanti di anfipoli esaltandolo come il più valoroso degli spartani, la donna disse: "o stranieri, mio figlio da una parte era sia bello sia buono sia coraggioso, dall'altra Sparta ha ancora motli uomini più forti di quello".
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LA SPERANZA DELLA CITTA'
versione di greco e traduzione dal libro gymnasion
Χρη τους νεανιας παντας τας αρετας εχειν, των δ' αρετων μαλιστα η σωφροσυνη πρεπει. Τοις δε μετριοις και ευπαιδευτοις νεανιαις ου μονον οι προσηκοντες, αλλα και οι αλλοι πολιται μαλα ηδονται. Οι ευηθεις νεανιαι γαρ τους γεροντας αισχυνονται και ευθυμοι εισιν οποτε δυνατοι εισι χαριζεσθαι τοις γονευσιν. Προσετι τους μεν θεους σεβονται, τοις δ' αρχουσιν ηδιστα πειθονται. Εν δε ταις μαχαις προς τους της πολεως εχθρους αρετην και ανδρειαν εν πασι καιροις αποφαινουσιν, ωστε μη εθελειν των αλλων στρατιωτων θρασυτητι ελασσουσθαι. Αι δ' αρχαι τοσουτο χαιρουσι τοις ευτακτοις και πειθομενοις νεανιαις, ωστε ευελπιδες γιγνεσθαι ου μονον εν τοις παρουσι καιροις, αλλ' εις απαντα χρονον.
TRADUZIONE n. 1
E’ necessario che i giovani abbiano tutte le virtù, la saggezza tra le virtù spicca la più grande. Non solo quelli che appartengono ai giovani temperanti e ben educati, ma anche tutti gli altri cittadini gioscono molto. I giovani di buona indole infatti rispettano i vecchi e sono lieti quando possono essere graditi ai genitori. Inoltre onorano gli dei, obbediscono molto volentiri ai capi. Nelle battaglie contro i nemici della città mostrano coraggio e valore in ogni circostanza, da non volere essere inferiori all’audacia degli altri soldati. Le autorità sono tanto contenti dei giovani ben disciplinati e obbedienti da essere la speranza non solo nelle circostanze presenti, ma in ogni tempo.
traduzione n. 2
Bisogna che tutti i giovani abbiano delle virtù, e fra le virtù si addice soprattutto l'equilibrio. Non solo i parenti, ma anche gli altri cittadini si rallegrano molto dei giovani moderati e ben educati. I giovani dalla buona indole rispettano infatti i vecchi e sono generosi quando sono capaci di compiacere ai genitori. Inoltre venerano gli dèi, e obbediscono con molto piacere ai governanti. Nelle battaglie contro i nemici della città dimostrano in ogni circostanza virtù e coraggio, al punto da non voler essere inferiori agli altri soldati in ardimento. I magistrati si compiacciono così tanto dei giovani disciplinati e obbedienti, che diventano fiduciosi non solo per i tempi presenti, ma anche per tutto il tempo a venire.
- Ostracismo e petalismo - versione greco Diodoro Siculo da Gymnasion
- Una tregua di cinquant'anni fra spartani ed ateniesi - versione greco Tucidide da Gymnasion
- Clodio entra in casa di cesare mascherato da donna - versione greco Plutarco Gymnasion
- Panico tra i soldati il nemico si avvicina - versione greco Senofonte da Gymnasion