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Demetra alla corte di Celeo
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Πλουτων δε Περσεφονην Διος συνεργουντος ηρπασε κρυφα. Δημητηρ δε μετα λαμπαδων νυκτος τε και ημερας κατα πασαν την γην ζητουσα περιηρχετο· μσνθανουσα δε παρ' Ερμιονεων οτι Πλουτων αυτην ηρπασεν, οργιζομενη τοις θεοις κατελιπε τον ουρανον, και ηκεν εις Ελευσινα Κελεου βασιλευοντος. Οντος δε τη του Κελεου γυναικι Μετανειρα παιδιου, τουτο παρελαμβανε και ετρεφεν η Δημητηρ· βουλομενη δε αυτο αθανατον ποιειν, τας νυκτας εις πυρ κατετιθει, το βρεφος και περιηρει τας θνητας σαρκας αυτου. Καθ' ημεραν δε παραδοξως αυξανομενου του Δημοφωντος (τουτο γαρ ην ονομα τω παιδι), επετηρει η Μετανειρα, και καταλαμβανουσα εις πυρ εγκρυπτομενον ανεβοα· διοπερ το μεν βρεφος υπο του πυρος ανηλισκετο, η θεα δε αυτην εξεφαινε. Τριπτολεμω δε τω πρεσβυτερω των Μετανειρας παιδων διφρον κατασκευαζουσα πτηνων δρακοντων τον πυρον διδωσιν ουτος τω πυρω την ολην οικουμενην δι ουρανου αιρομενος κατεσπειρεν.
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Dov'è la vera ricchezzaVERSIONE DI GRECO di SenofonteTRADUZIONE dal libro Gymnasion
Inizio: νομιζω, ω ανδρες, τους ανθρωπουσ ...Fine: και πανυ οικτειρω της αγαν χαλεπης νοσου
Io penso che gli uomini non abbiano in casa l'abbondanza e la miseria, ma negli animi. Vedo così una grande abbondanza di privati, i quali pur avendo ricchezze notevolissime, credono di essere tanto in miseria da sopportare ogni flagello e da affrontare ogni ostacolo per guadagnare di più; e so anche di fratelli che hanno ricevuto in sorte beni uguali eppure uno dei due ha quanto è necessario e quanto è in più per la spesa, l'altro invece è povero di ogni cosa. E conosco pure di alcuni re, i quali sono tanto avidi di ricchezze da commettere colpe molto più gravi che gli uomini più indigenti. Infatti a causa della povertà alcuni sicuramente rubano, altri traforano le pareti, altri fanno degli schiavi, e vi sono dei re che distruggono famiglie sane e uccidono parecchi insieme e spesso anche per il denaro sottomettono intere città. Io commisero molto costoro per la loro grave malattia. Mi sembra infatti che essi soffrano in maniera simile a quella persona che pur mangiando molto non riesca mai a saziarsi.
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Non c'è salvezza per i vinti
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Ανδρες στρατιωται, δηλον εστιν οτι ουδεις ημων αμαχει ενθενδε αποχωρησει: εαν γαρ μη ημεις ιωμεν επι τους πολεμιους, εκεινοι ημιν εψκολουθησουσι και επιθησονται. Ορατε ουν ποτερον κρειττον εστιν ιεναι επι τους πολεμιους προβαλλομενους τα οπλα, η οπισθεν ημων επιοντας τους πολεμιους θεασθαι. Εγω γαρ πιστευω οτι επιοντων μεν ημων, οι πολεμιοι αποχωρησουσιν, απιοντων δε παντες επισταμεθα οτι τολμησουσιν εφεπεσθαι. Ημας δε και απο του χωριου δει διδασκεσθαι, οτι ουκ εστι τοις μη νικωσι σωτηρια. Πως γαρ διαβατον το πεδιον, ει μη νικησομεν τους ιππεας; Αναμιμνησκεσθε οσας δη μαχας συν τοις θεοις ομοσε ιοντες νενικηκατε, και οια πασχουσιν οι τους πολεμιους φευγοντες· ετι δε εννοειτε οτι ηδη επι ταις θυραις της Ελλαδος εσμεν
TRADUZIONE
O soldati, è chiaro che nessuno di noi se ne andrà di qui senza combattere; qualora noi non andiamo contro i nemici quelli ci seguiranno e attaccheranno. Vedete dunque se è meglio andare contro i nemici che protendono le armi o osservare i nemici che avanzano dietro di noi. Io infatti credo che avanzando noi, i nemici se ne andranno, invece andandocene (noi), tutti sappiamo che oseranno inseguirci. Bisogna che noi impariamo anche dal luogo che non c'è salvezza per coloro che non vincono. In che modo infatti è attraversabile la pianura, se non vinceremo i cavalieri? Ricordatevi quante battaglie avete vinto andando nello stesso luogo, e quali cose subiscono coloro che fuggono i nemici; inoltre considerate che siamo già alle porte della Grecia.
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La volpe e la scimmia VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE dal libro Gymnasion TRADUZIONE da gymnasion
Inizio: Αλωπηξ και πιθηκος εν ταυτω οδοιπορουντες περι ευγενειας ηριζον. Fine: Ουτω και των ανθρωπων οι ψευδολογοι τοτε μαλιστα καταλαζονευονται, οτε ελεγχοντας ουκ εχουσιν.
Una volpe e una scimmia stavano facendo la medesima strada e nel frattempo discutevano riguardo la nobiltà dei loro avi. Ciascuna aveva già vantato i propri numerosi onori quando, arrivate ad un certo punto, la scimmia guardò su un ciglio della strada e sospirò. La volpe allora le chiese il motivo di ciò e quella, indicando le tombe che erano là davanti, rispose: " E come potrei non piangere, quando vedo le tombe di quelli che furono liberti o schiavi dei miei antenati?" E allora la volpe: " Ma sì, racconta sciocchezze; tanto nessuno tra quelli salterà fuori per smentirti!". Così avviene anche per quanto riguarda i bugiardi tra gli uomini, dato che si vantano soprattutto quando non c'è nessuno che li possa smentire
Traduzione da altro libro
Una volpe ed una scimmia camminando insieme (nello stesso luogo) discutevano riguardo la nobiltà. Esponendo ciascuna molte ragioni, quando giunsero in un luogo, volto lo sguardo là, la scimmia si mise a piangere; avendo la volpe chiesto il motivo, la scimmia dopo averle mostrato le tombe disse: "non debbo piangere vedendo le steli dei miei antenati liberti e schiavi?" E quella le rispondeva: Menti pure quanto vuoi; nessuno di loro infatti, alzandosi, ti smentirà. Così anche fra gli uomini quelli che mentono si vantano allora specialmente quando non hanno coloro che li possono smentire
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Non si possono imbrogliare gli dei
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Un pover uomo, essendo malato ed essendo sul punto di morire, poiché i medici dissero che non c’era salvezza per lui, invocava gli dei e prometteva loro il sacrificio di cento buoi, affinchè(di nuovo) gli restituissero la salute. Avendo sentito tle promessa, la moglie chiese: “Come tu avrai queste cose, se tornerai in salute?” Egli invece disse: ” Zitta, o moglie, affinché gli dei non sentano, prometto queste cose affinché mi salvino. Se orno in salute, confesserò agli dei di non avere ciò che promettevo. ” “Ma è possibile che tu ti ammali di nuovo. ” “Allora pregherò altri dei che non mi ocnoscono. ”. Ma dopo pochi giorni, l’uomo molto impuro, morì. Allo stesso modo gli uomini spesso pur non ignorando la potenza degli dei, volgiono farli favorevoli a loro con gli inganni.