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Padrone e schiave
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
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Il primo ratto di Elena
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
versione di greco
Πρώτον μεν Θησευς, ο λεγομενος μεν Αιγεως γενομενος δ' εκ Ποσειδωνος, ιδων αυτήν ουπω μεν ακμαζουσαν, ήδη δε τῶν αλλων διαφερουσαν, τοσουτον ηττηθη του καλλους, ο κρατειν τῶν αλλων ειθισμενος, ωσθ' υπαρχουσης αυτῷ και πατρίδος μεγίστης και βασιλείας ασφαλεστατης, ηγησαμενος ουκ αξιον ειναι ζῆν επι τοῖς παρουσιν αγαθοῖς ανευ τῆς προς εκεινην οικειοτητας, επειδη παρα τῶν κυριων ουχ οιος τ' ην αυτήν λαβειν, αλλ' επεμεναν τήν τε τῆς παῖδος ηλικιαν και τον χρησμον τον παρα τῆς Πυθιας, υπεριδων τήν αρχήν τῆς Τυνδαρεω και καταφρονησας τῆς ρωμης τῆς Καστορος και Πολυδευκους και παντων τῶν εν Λακεδαιμονι δεινῶν ολιγωρησας, βιᾳ λαβων αυτήν εις Αφιδναν τῆς Αττικης κατεθετο.
TRADUZIONE
La prima volta Teseo, il cosiddetto figlio nato da Ageo e Poseidone, avendola vista non ancora era nella maturità, già la rapì tra le altre donne, tanto era sopraffato dalla bellezza, abituato a prevalere sugli altri, che pur essendo in possesso di una grandissima patria e di un regno molto stabile, ritenendo di non essere conveniente vivere con gli attuali beni senza una familiarità verso quella dopo che da parte dei padroni non era l’unico a prenderla, ma aspettava l’età della fanciulla e quell’oracolo della Pizia, avendo disdegnato il regno di Tindaro e avendo disprezzato la potenza di Castore e Polluce e non essendosi dato pensiero di tutte le avversità a Sparta, avendola catturata con la forza la condusse ad Afidna dell’Attica.
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Alessandro conquista Tebe
VERSIONE DI GRECO di
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Alessandro vedendo i suoi fuggire, distrutto i Tebani l'accampamento, lancia verso loro la falange; loro spingono i Tebani fino alle porte della città; la fuga per i Tebani è tanto terribile che giungendo attraverso le porte in città non si affrettano a chiudere le porte ma finiscono dentro insieme a loro fino alle mura quanti dei Macedoni incalzavano da vicino i fuggiaschi dal momento che erano senza molte sentinelle tra le mura.
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Religiosità di Agesilao VERSIONE DI GRECO di Senofonte TRADUZIONE dal libro Gymansion
Ἐπεί δʹή μέν νίκη Άγησιλάου έγένετο ... έδειπνοποιήσαντο καί έκοιμήθησαν.
Επει δ' η μεν νικη Αγησιλαου εγενετο, τετρωμενος δ' αυτος προσηνεχθη προς την φαλαγγα, προσελασαντες τινες των ιππεων λεγουσιν αυτω οτι πολεμιων ως ογδοηκοντα συν τοις οπλοις υπο τω ναω εισι, και ηρωτων τι χρη ποιειν. Ο δε, καιπερ πολλα τραυματα εχων παντοσε και παντοιοις οπλοις, ομως ουκ επελαθετο του θειου, αλλ' εαν τε απερχεσθαι οποι βουλοιντο εκελευσε και αδικειν ουκ εια, και προπεμψαι επεταξε τους αμφ' αυτον ιππεις εστε εν τω ασφαλει εγενοντο. Επει γε μην εληξεν η μαχη, παρην δη θεασασθαι ενθα συνεπεσαν αλληλοις την μεν γην αιματι πεφυρμενην, νεκρους δε διεσπαρμενους, φιλιους και πολεμιους μετ' αλληλων, ασπιδας δε διατεθρυμμενας, δορατα συντεθραυσμενα, εγχειριδια γυμνα κολεων, τα μεν χαμαι, τα δ' ετι μετα χειρας. Τοτε μεν ουν, και γαρ ην ηδη οψε, συνελκυσαντες τους των πολεμιων νεκρους εισω φαλαγγος, εδειπνοποιησαντο και εκοιμηθησαν.
Qui per la Religiosità di Agesilao dal libro ALFABETAGRAMMA
Qui per la Religiosità di Agesilao dal libro KATA LOGON
Qui ancora altra versione Religiosità di Agesila libro np
Dopo che avvenne la vittoria di Agesilao, egli ferito fu portato presso il campo di battaglia, alcuni tra i cavalieri che arrivavano gli dicono che ci sono 80 nemici con le armi sotto il tempio e chiedevano che cosa bisognava fare. Quello sebbene avesse ferite dappertutto e di ogni genere di arma, fiero non si dimenticò del dio ma ordinò di consentire (a quelli) di andarsene dove volessero e non permetteva di nuocere (a loro) e ingiunse che dei cavalieri intorno a lui li scortassero finchè fossero al sicuro. Ciò nonostante la battaglia non finì, si poteva vedere, dove si scontrarono, la terra che si rimescolava scambievolmente al sangue, i morti disseminati, amici e nemici gli uni insieme agli altri, scudi spezzati, lance fatte a pezzi, pugnali privi dei foderi, alcune a terra alcune invece ancora nelle mani. Allora quindi era anche infatti già troppo tardi, avendo raccolto (dopo aver raccolto) i morti dei nemici dentro il campo di battaglia mangiarono e si addormentarono.
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I compagni di Ulisse aprono l’otre dei venti VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Ulisse salpa con tutte le navi e giunge all'isola di Eolia, il cui re era Eolo. Questi era capace di far cessare e di far soffiare i venti. Egli ospita Ulisse e gli dà un sacco di pelle di bue, nel quale aveva chiuso i venti, indicando di quali era necessario che lui si servisse mentre navigava. Ulisse allora, usando venti opportuni naviga bene e, trovandosi già nei pressi di Itaca, si corica vedendo il fumo che si solleva dalla città. I compagni, ritenendo che lui portasse nel sacco dell'oro, sciogliendo i venti, li lasciavano scappare, e di nuovo tornavano indietro rapiti dai venti. Ulisse, giunto da Eolo, riteneva giusto ottenere assistenza, ma lui lo scaccia dall'isola, dicendogli che, opponendosi gli dei, non poteva salvarlo.
Odisseo salpa con tutte le navi e arriva nell’isola di Eolia di cui era re Eolo. Questa era stata costruita da Zeus governatore dei venti ed egli accogliendo come ospite Odisseo gli dà un otre di pelle e di bue, in cui custodiva i venti spiegando di quali bisogna che egli si serva navigando. Odisseo fa una buona navigazione servendosi dei venti adatti; ma essendo vicino ad Itaca vedendo già il fumo emesso dalla città si addormentò di un sonno profondo per la fatica. I compagni credendo che egli portasse dell’oro nell’otre lasciavano scappare i venti sciogliendo i legami e di nuovo tornarono indietro rapiti dai venti.