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Norme di Licurgo sulla sepoltura VERSIONE DI GRECO TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Και μην και τα περι τας ταφας αριστα διεκοσμησεν. Πρωτον μεν γαρ αναιρων δεισιδαιμονιαν απασαν εν τη πολει θαπτειν τους νεκρους, και πλησιον εχειν τα μνηματα των ιερων ουκ εκωλυσε, συντροφους ποιων ταις τοιαυταις οψεσι και συνηθεις τους νεους, ωστε μη ταραττεσθαι μηδ' ορρωδειν τον θανατον ως μιαινοντα τους αψαμενους νεκρου σωματος η δια ταφων διερχομενους. Επειτα συνθαπτειν ουδεν ειασεν, αλλα εν φοινικιδι και φυλλοις ελαιας περιστελλειν το σωμα εκελευσεν. Τοις δε θαψασιν ουκ εξην τουνομα επιγραψαι του νεκρου, πλην ανδρος εν πολεμω τελευτησαντος. Χρονον δε πενθους ολιγον προσωρισεν, ημερας ενδεκα· τη δε δωδεκατη εδει τους οικειους θυσαντας Δημετρι λυειν το πενθος.
TRADUZIONE
Licurgo organizzò le cose migliore riguardo alle sepolture per loro. Dapprima infatti avendo eliminato ogni superstizione, non impedì di seppellire in città i morti e di avere vicino i ricordi dei templi, rendendo abituali e soliti a tali viste i giovani, cosicchè da non essere turbati né da temere la morte. Quindi non permise di seppellire insieme nulla ma avendo collocato su una coperta e una foglia d'ulivo il corpo lo seppellivano. Non era possibile incidere il nome del morto seppellendo, eccetto il caso di un uomo morto in guerra o una donna morta di parto. Fissò poco tempo per il lutto, undici giorni; era necessario sciogliere il lutto sacrificando a Demetra al dodicesimo giorno.
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Norme di vita
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Un padre dice a suo figlio: "non inseguire ciò che biasimi; diventa imitatore di coloro di cui ammiri la fama e la popolarità, affinché abbia la stessa fama; infatti è sciocco colui che, ammirando le cose buone, fa cose degne di rimprovero; non desiderare vantaggi in tutto ciò che fai; infatti ritieni non veritiero il proverbio: " finchè noi abbiamo le ricchezze, abbiamo gli amici "infatti gli onesti non approvano le ricchezze di coloro che cercano l'amicizia, ma gli atteggiamenti; diventa amico lentamente, mentre una volta divenutolo cerca di rimanerci; allo stesso modo infatti è vergognoso non avere nessun amico e cambiare molti amici; affrettati verso la conclusione degli affari che vuoi preparare, ma non inseguire vane speranze. affinché tu non sia indegno della fama che i tuoi antenati ti hanno lasciato in eredità">.
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La lotta tra gli dei e i giganti
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
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I Giganti erano i figli più forti di Urano e di Gea. Avevano gambe di serpenti, erano simili a leoni e elefanti per la grande forza dei corpi. Essi essendo molto nemici degli dei, volevano essere padroni di tutto il cosmo. Dunque attaccavano battaglia agli dei e la gigantomachia era alquanto terribile. I Giganti sovrapponendo all’Olimpo il monte Ossa, e all’Ossa verso il monte Pelio, si apprestavano a salire verso il cielo, lanciavano alberi e pietre dal cielo come giavellotti. Ma allo stesso modo gli dei gli lanciavano dal cielo. Infatti lottavano il più violentemente possibile con i giganti, soprattutto Apollo, Artemide e Atena. Da un lato Pallade si gettava contro Eucelado, il più terribile dei giganti, gli lanciò l’isola della Sicilia; dall’altro Zeus, uccidendo con un fulmine gli altri, puniva la grande audacia dei Giganti. Dopo l’estremo pericolo nel cosmo torno la pace.
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La moglie di Socrate
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
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Socrate il filosofo essendo assai vecchio sposò Santippo: Santippo era assai dura di carattere infatti spesso litigava col marito di tutto. Dal momento che una volta Socrate aveva detto di insegnare alla donna la serietà, Antistene aveva risposto: ” perché dunque, o Socrate, non lo insegni per prima a Santippo? Ma sopporti la più pesante di tutte le mogli”. Socrate rispose: ”Perché capisco che coloro che vogliono diventare esperti cavalieri non scelgono i cavalli più docili, ma i cavalli più impetuosi. Pensano infatti così di essere in grado di usare tutti i cavalli. E io volendo fare parte degli uomini scelgo la pi dura delle mogli. non hai scritto il titolo attendiamo tua risposta
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La morte di Epaminonda VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Επαμεινωνδας ετι ζων εις την παρεμβολην απηνεχθη, και των συγκληθεντων ιατρων αποφηναμενων οτι παντως, οταν εκ του θωρακος εξαιρεθη το δορυ, συμβησεται και τον θανατον επακολουθησαι, ευψυχοτατα την του βιου καταστροφην εποιησατο. Πρωτον μεν γαρ τον υπασπιστην προσκαλεσαμενος επηρωτησεν ει διασεσωκε την ασπιδα. Του δε δηλουντος αυτην προ της ορασεως, παλιν επηρωτησε, ποτεροι νενικηκασιν. Αποφαινομενου δε του παιδος οτι Βοιωτοι νενικηκασιν· «Ωρα», εφη, «εστι τελευταν», και προσεταξεν εκσπασαι το δορυ. Αναβοησαντων δε των παροντων φιλων, και τινος ειποντος οτι· «Τελευτας ατεκνος, Επαμεινωνδα» και δακρυσαντος, «Μα Δια μεν», υπελαβε, «αλλα καταλειπω δυο θυγατερας, την τε εν Λευκτρονς νικην και την εν Μαντινεια». Και, του δορατος εξαιρεθεντος, ανευ πασης ταραχης εξεπνευσεν.
Epaminonda ancora vivo fu condotto nell'accampamento, e poichè i medici convocati dichiaravano che assolutamente, qualora fosse stata levata la lan cia dal petto, sarebbe accaduto che anche la morte sarebbe seguita, trascorse molto coraggiosamente la fine della vita.all 'inizio infatti, dopo aver chiamato uno scudiero, domandò se avesse salvato lo scudo. poichè egli glielo mostrava davanti agli occhi, di nuovo domandò quale de due eserciti avesse vinto. poichè il ragzzo il ragazzo rispose che avevano vinto i beoti, disse :"è tempo di morire" e ordinò che fosse strappata la lancia. dopo che gli amici presenti ebbero gridato e uno ebbe detto."epaminonda, tu muori senza figli" ed ebbe pianto, ri spose:" per zeus, io abbandono due figlie, la vittoria a leutra e quella a Mantineo." e dopo che fu tolta la lancia, senza alcunturbamento spirò.