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La mutabilità della sorte
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
TRADUZIONE
Come gli alberi ora danno molti frutti, ora non producono frutti, e gli animali ora sono fertili ora sono sterili, e come il mare ora è camo ora è agitato, così nella vita ci sono molte variopinte situazioni, che conducono gli uomini verso la sorte avversa. Tuttavia, sebbene ci siano siffatte impresse, alcuni a causa della stoltezza sono così sciocchi e vanagloriosi che incitando un pò, a causa dell'abbondante superiorità di ricchezze, a causa della grandezza del dominio, o a causa di alcuni oneri dei cittadini, o a causa degli onori e le glorie, assalgono gli inferiorie e agiscono con arroganza; infatti non pensano all'incertezza e all'instabilità della sorte e neppure che facilmente i ricchi diventano poveri e al contrario gli umili diventano benestanti non prestando ascolto ai cambiamenti della sorte, che si muove velocemente. E' proprio degli uomini che ragionano, cercare nell'instabilità qualche stabilità nelle azioni non rette.
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La pericolosa anarchia
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
TRADUZIONE
Gli animali, sopportando a malincuore la tirannide, inviarono ambasciatori a Zeus per chiedere la liberazione dai tiranni. Anche Zeus inviò un messaggero sulla terra ad annunciare che tutti gli animali erano liberi di fare ciò che avessero voluto. Per prima cosa, trasportati da una grande gioia, gli animali cantavano, danzavano, saltavano, rendevano grazie a Zeus per il dono della libertà. Ma in seguitò il leone mangiava gli animali più deboli, la volpe gli uccelli, il lupo i greggi, il gatto i topi, il ragno le mosche, poiché nessuno temeva le leggi. Dunque alla fine gli umili mandano di nuovo degli ambasciatori a Zeus a supplicarlo di mandare un re, ma il re degli dei sdegnandosi risponde: " Stolti, avete ciò che desideravate"
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Niente è meglio, niente è peggio della lingua
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Inizio: Τί ἄν οὖν τῆς γλώσσης ϰρηστότερόν τε καὶ βέλτιον ἐν τῷ βίῳ γίγνοιτο; ...
fine: ...ἀποκτείν. Οὐδέν τοίνυν τῆς γλώσσης ϰεῖρόν ἐστιν.
TRADUZIONE
Che cosa dunque sarebbe più utile e migliore della lingua nella vita?Infatti tutta l'educazione e l'amore per la sapienza si insegna e si impara per mezzo della lingua. Per mezzo di questa doni, rendite, assemblee, saluti, elogi, ogni poesia. Per mezzo di questa si compongo nozze, si formano città, si fanno patti di pace e si sciolgono guerre, e uomini non colpevoli sono assolti in tribunale. Dunque niente è meglio della lingua. D'altra parte cosa è peggio della lingua?Non cadono le città per mezzo della lingua?Non vengono uccisi uomini?Non tutte le bugie e le calugne e gli spergiuri vengono compiuti?Non si rovesciano nozze e cariche e regni?Non per dire la cosa più importante, tutta quanta la vita a causa di questa è piena di miglia di difetti?Infatti come è nel proverbio, molto più duramente ferisce la lingua della spada (o del ferro) e inoltre: ne uccide più la lingua della spada quindi niente è peggiore della lingua.
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La pietas di Enea
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Dopo che Ilio era caduta in mano al nemico, avendo gli Achei compassione delle sorti dei conquistati annunciarono a tutti i troiani questa cosa che ciascuno degli uomini liberi che prendesse via delle cose familiari qualunque cosa volesse la portasse via dopo averla presa. Enea quindi dopo aver preso su di se gli dei patrii li portava via. Essendosi quindi compiaciuti per la pietà dell'uomo gli Achei gli concessero di portare via un ulteriore bene. Egli portava via correndo fermissimamente sulle spalle il padre invecchiato (il vecchio padre). Essendo quindi riempiti di ammirazione per questa cosa non pochissimo, gli permisero di prendere tutte le cose possedute, riconoscendo che dinanzi agli uomini piii anche i nemici per natura diventano miti.
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La presa di Gabi
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
Inizio: Ταρκυνοισ Γαβιουσ πολιορκων μακρω χρονω
fine: την πολιν αυτην τοισ ρωμαιοισ ενεχειρισεν
TRADUZIONE
Tarquinio assediando da molto tempo Gabi, non essendo capace di conquistarla, mandò il più giovane dei figli, Sesto, disertore, dopo averlo percosso con colpi. Quelli avendo visto le dure ferite del corpo lo accolsero, avendo lui detto molte e grandi cose contro il padre; avendo lui fatto tra quelli la maggior parte di queste cose, fu degno di fiducia. Saccheggiava i Romani, li metteva in fuga, prendeva prigionieri, vinceva molte battaglie; così che i Gabi essendosi meravigliati lo nominarono comandante a pieni poteri. Quello avendo mandato di nascosto un messaggero chiese al padre cosa avesse ordinato di fare. E infatti Tarquinio passeggiave in giardino per caso, dopo aver tagliato i papaveri più alti disse al messaggero: Quello riferì. Sesto avendo ucciso i capi dei Gabi, avendo ordito per i Gabi solitudine e debolezza, consegnò la città ai Romani.