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Polifemo musicista - Luciano versione greco gymnasion
Ό Πολύφημος και μουσικός εστίν. Πρώην ήκούσαμεν αυτού αδοντος· όνον αν τις όγκασθαι έδοξε. Και αυτή δε ή πηκτις οία ην κρανίον έλάφου γυμνόν των σαρκών, και τα μεν κέρατα πήχεις ήσαν, ζυγώσας δε αυτά και ένάψας τα νεΰρα, ουδέ κολλάβω περιστρέψας, έμελώδει άμουσόν τι και άπωδόν, άλλο μεν αυτού βοώντος, άλλο δε της λύρας ύπηχούσης· ώστε ουδέ κατέχειν τον γέλωτα δυνατοί ήμεν έπι τω ςίσματι. Το πρώτον, άκούσαντες των βοών, προς αλλήλους έλέγομεν «Τις ώδε βοά άνακαλών βοήθειαν; ~Αρα οι πολέμιοι την πόλιν πορθοΰσιν; "Η με-θυστής τις κράζει; "Η συς τις άποσφάζεται εν τω των γειτόνων χοιροκομείω; ». Ή Ηχώ, καίπερ λάλος ούσα, ουδέ άποκρίνεσθαι αύτωήθελεν ούτω βρυχωμένω, αλλ* ήσχύνετο, ει φανείη μιμούμενη τραχειαν ωδήν και καταγέλαστον.
Polifemo è un musicista. L’ascoltammo cantare quando l’altro ieri cantò una serenata per te: o Afrodite cara, qualcuno avrebbe potuto pensare che ragliasse un asino. E lo strumento stesso, che era? La testa di un cervo priva di peli e le corna erano come bracci, e, avendole legate insieme e avendoci messo le corna, e non avendole tese con le chiavi, cantava qualcosa di sgraziato e senza ritmo e mentre lui gracchiava una cosa, la lira ne suonava un’altra, al punto che non potevamo trattenere il riso per quel canto amoroso; Eco stessa, sebbene così chiacchierona non voleva rispondere a lui che muggiva, ma si sarebbe vergognata se avesse imitato davanti a tutti un canto così gutturale e ridicolo
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Creso e Solone 2
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Gymansion
Ο κροκοδειλος χερσαιον και λιμναιον ζωον εστιν το πολυ γαρ της ημερας διατριβει εν τω ξηρω, την δε νυκτα πασαν εν τω ποταμω· το υδωρ γαρ θερμοτερον της αιθριας και της δροσου εστιν. Τους χειμεριωτατους μηνας τεσσαρας εσθιει ουδεν, παντων δε των ζωων εξ ελαχιστου μεγιστον γιγνεται· τικτει μεν γαρ ωα χηνων ου πολλω μειζονα, και ο νεοσσος κατα λογον του ωου εστιν, αυξανομενος δε γιγνεται επτακαιδεκα πηχεις και μειζων ετι. Οι κροκοδειλοι βιβρωσκουσι τας σαρκας ου μονον των αλλων ζωων, αλλα και των ανθρωπων ει αγαν τω ποταμω προσπελαζονται. Ο κροκοδειλος παλαι μεν υπο των εγχωριων εσεβετο ως θεος, υπο δε των Αιγυπτιων εθηρευετο ωδε: το μεν παλαιον υειας σαρκας αγκιστροις προσηπτον και ενεβαλλον τω ποταμω, υστερον δε δικτυα μακρα και ισχυρα τω ζωω περιεβαλλον, και ουτως εκ του ποταμου εξειλκον.
TRADUZIONE
Creso sopportò a malincuore la risposta di Solone tuttavia chiedeva di nuovo "Chi ritieni dunque secondo dopo Tello? e Solone rispondeva "Cleobi e così anche Bitone. Questi giovani infatti poiché c'era una festa di Era per gli Argivi e bisognava che la loro madre, sacerdotessa della dea, fosse condotta con un carro al tempio, dal momento che i buon non arrivavano dai campi nell'ora stabilita gli stessi scivolavano sotto il gioco e trascinarono il carro per 45 stati (è come dire kilometri). La madre di questi per questo fatto pregava la dea di donare il premio ai figli la cosa migliore che a lei (la dea) sembrava opportuna. Dopo questa preghiera i giovani si mettevano a dormire e morivano nel sonno" Creso dunque si sdegnava e diceva "O ospite Ateniese, disprezzi così la felicità da rendermi inferiore agli uomini comuni!" A lui Solone: "Tu almeno a me sembri ricco e re di tutti (molti) fra gli uomini, questa cosa invece non è possibile sapere (saperla) se tu sei felice, prima di venire informato se muori bene. "
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I primi consoli della repubblica romana
VERSIONE DI GRECO di Eutropio Peanio
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Dunque diventano consoli il primo anno dopo la cacciata dei re, lucio bruto, di certo il più responsabile della deposizione di tarquinio, e tarquinio collatino, marito di lucrezia, ed essendo elle stata violentata, furono fatte queste cose ai danni di tarquinio. Ma collatino subito fu sollevato dalla carica di console; infatti sembrava opportuno che non ci fosse nessuno a roma con il nome di tarquinio, e privato delle ricchezze fu cacciato dalla città; al suo posto fu eletto console lucio valerio publicola. Dunque dopo che quelli ottennero il potere consolare, tarquinio, cacciato dall'impero, dichiarò guerra a Roma, e desiderava riprendere il potere cn le armi, dopo aver riunito molte schiere. Quando si scontrarono, Bruto e il figlio di Tarquinio si uccisero l'un l'altro, invece gli altri Romani, avendo vinto in quella battaglia, ritornarono in patria.
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Creso trascura un saggio consiglio
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Gymansion
Παρασκευαζομενου Κροισου, του των Λυδων βασιλεως, επι τους Περσας στρατευσεσθαι, των σοφων τις, Σανδανις το ονομα, βουλομενος τον Κροισον του στρατευεσθαι αποτρεπειν, ελεγεν αυτω ταδε· «Ω βασιλευ, τον νουν ευμενως τοις εμοις λογοις προσεχε· επ' ανδρας γαρ στρατευεσθαι παρασκευαζει οι σκυτινας μεν αναξυριδας, σκυτινην δε την ολην εσθητα αμπεχονται, σιτουνται δε ουχ οσα εθελουσιν, αλλ' οσα εχουσιν. Ει μεν ουν τους Περσας τοιουτους οντας νικησεις, ουδεν αφαιρησεις αυτοις, ουδεν εχουσι, και ουδεν πλεον κερδανεις ει δε ηττηση μαχη, σκεπτου οσα αγαθα αποβαλεις· ει γαρ οι βαρβαροι γευσονται των ημετερων αγαθων, ουδεποτε παυσονται ορεγομενοι αυτων, και ημεις ειρηνην ουκετι εξομεν. Εγω ουν τοις θεοις χαριν εχω, και προσευχομαι αυτους τους Περσας μη εποτρυνειν εφ' ημας στρατευεσθαι». Σανδανις μεν ουν ταυτα σοφως ελεγεν ο δε Κροισος ομως αυτω ουκ επειθετο, και την στρατιαν παρασκευαζειν ουκ επαυετο.
TRADUZIONE N. 1
mentre creso, il re dei lidi, si apprestava a compiere una spedizione militare contro i persiani, un saggio si nome sandali volendo dissuadere creso dal compiere la spedizione gli disse ciò : "oh re, presta cortesemente attenzione alle mie parole; infatti si prepara una spedizione militare contro omisi che indossano calzari di cuoio, vesti completamente in cuoio, uomini che mangiano non quello che desiderano ma ciò che hanno. se dunque tu vincerai costoro che sono i persiani non porterai via nulla a loro che nulla hanno, e non guadagnerai nulla; se invece sarai vinto in battaglia considera quante cose buone perderesti: infatti se i barbari sperimenteranno altre cose gradevoli non termineranno mai di pretenderne per loro e noi non avremmo più pace. io dunque ho gratitudine verso gli dei e li prego di non stimolare i persiani ad attaccar battaglia contro di noi. " dunque sandali disse saggiamente queste cose; creso ugualmente non venne convinto da lui e non smise di preparare l'esercito.
TRADUZIONE N. 2
Essendo pronto Creso, re dei Lidi, a ocmpiere una spedizione contro i Persiani, uno tra i sapienti di nome Sandani, volendo egli allontanare Creso dal ocmpiere la spedizione contro gli uomini che indossavano i calzoni e tutta la veste di cuoio, ma che si nutrono non quanto (di ciò che) vogliono, ma quanto (di ciò che) hanno. Dunque se essendo tali vincerai i Persiani, non porterai via nulla a loro, che non hanno niente, e non guadagnerai in più, ma se sarai sconfitto in battaglia getterai via quanto consideri buono; infatti se i barabari assaggeranno i nostri beni, non cesseranno mai di desiderarli e non avremo più la nostra pace. Io dunque sono grato agli dei e li supplico (gli dei) affinché non incitino i persiani a compiere una spedizione contro di noi. ” Dunque Sandani diceva queste cose saggiamente; tuttavia Creso non gli dava retta e non cessava di preparare la spedizione.
VERSIONE DI UN ALTRO UTENTE
Mentre Creso si appresta a muovere guerra contro i Persiani, uno dei Lidi, di nome Sandani, gli consigliava queste cose: " O re, ti prepari a combattere contro uomini che vestono non solo di brache di cuoio ma anche tutto il vestimento di cuoio, in più si nutrono non per quanto desiderano ma per quanto possiedono. Se dunque vincerai, davvero nulla guadagnerai in più; se invece avrai la peggio in combattimento, considera quante cose buone perderai: se infatti i barbari assaggiano le nostre bontà, giammai cesseranno di desiderarle. Io rendo grazie agli dei e li supplico di non incitare i Persiani alla pugna ( a combattere) contro di noi". Sandani con saggezza diceva queste cose; ma Creso ugualmente non si lasciò persuadere da costui e continuò a preparare l'esercito per la battaglia( non cessava di preparare l'esercito).
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Prosseno
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Inizio: Προξενος ο Βοιωτιος ευθυς μεν ετι μειρακιον ων επεθυμει γιγνεσθαι ανερ τα μεγαλα
fine: υπο των Περσων κατεκοπτετοω· τοτε δε ην ως τριακοντα ετων.
TRADUZIONE
Prosseno il Beota quando era ancora fanciullo desiderava essere un uomo capace di compiere le grandi imprese e per questo desiderio dava denaro a Gorgia di Leontini. Poichè pensava di essere ormai capace e di comandare ed essendo amico ai potenti di non essere battuto nel fare del bene; si accinse a queste imprese con Ciro e pensava di ricevere grande fama e grande potenza e molte ricchezze; ma non voleva prendere queste cose con lingiustizia, ma pensava che bisognasse ottenerle con onestà. Era capace di comandare su uomini dabbene; non era certo capace di infondere ai soldati né rispetto né paura, ma anzi rispettava i soldati + i quanto i soldato lo rispettassero. Ed era evidente che temava lessere odioso ai soldati pi di quanto i soldati temessero il disobbedire a lui. Pensava che per larte del comandante fosse sufficiente lodare chi agisce bene e non lodare chi fa del male. Dunque quelli dabbene tra coloro che stavano con lui erano benevoli a Prosseno. mentre gli ingiusti tramavano contro di lui che era facile da ingannare. Quando morì aveva circa 30 anni.