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Iam primum adulescens Catilina multa nefanda stupra...
Sin da giovane Catilina aveva instaurato molte relazioni esecrabili, con una nobile fanciulla, con una sacerdotessa di Vesta altre di tal genere contro il diritto e la moralità. Infine innamoratosi di Aurelia Orestilla, di cui oltre alla bellezza non lodò mai nulla di buono, dato che questa esitava a sposarlo, temendo il figliastro di età adulta, di sicuro si crede che ucciso il figlio avrebbe reso la casa libera per gli atti scellerati. Questa cosa in verità mi sembra che fu stata tra le prime la causa di accelerare il delitto. Ed infatti aveva un animo impuro, era ostile agli uomini e agli dèi, e non poteva esser placato né dalle veglie né dal sonno; la coscienza devastava la mente così eccitata.
(By Maria D.)
Versione tratta da Cicerone
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Gnaeus Piso fuit vir a multis vitiis integer...
Gneo Pisone fu un uomo integro da molti vizi, ma contorto e al quale piaceva il rigore invece che la costanza. Egli aveva ordinato che venisse condotto a morte un soldato, che era ritornato dal congedo senza commilitone, come se lo avesse ucciso, non diede all'accusato il tempo per andare in cerca di qualcosa (per trovare le prove). Il Condannato fu condotto fuori dalla trincea e già distendeva il collo, quando improvvisamente apparve quel commilitone che sembrava che fosse stato ucciso. Allora il centurione preposto al supplizio ordinò alla guardia del corpo di deporre la spada, ricondusse il condannato presso Pisone. Pisone furente ordinò che entrambi fossero condotti a morte. Cos'è più indegno di questo? Perché un innocente aveva obbedito, due perivano. Pisone aggiunse anche un terzo. Infatti ordinò che fosse condannato a morte lo stesso centurione, che aveva ricondotto il condannato. Furono collocati in quello stesso luogo i tre che stavano per perire per l'innocenza di uno solo. O quanto solerte è l'iracondia a forgiare le cause del furore! Disse: "Ho ordinato che tu sia condotto perché sei stato condannato; tu, perché sei stato la causa della condanna del (per il) commilitone; tu, perché, ordinato di uccidere, non hai obbedito al comandante".
(By Maria D. )
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Vercingetorix tot continuis incommodis acceptis suos ad concilium convocat. Docet longe alia ratione esse bellum gerendum atque antea gestum sit...
Vercingetorige ricevuti tanti continui disagi convoca i suoi all'assemblea. Spiega lungamente che la guerra doveva essere compiuta con un'altra strategia rispetto a quando era stata compiuta in precedenza. Bisognava in tutti i modi tendere a tale cosa, da ostacolare i Romani nel pascolo e nel rifornimento di viveri. Inoltre afferma che per la salvezza occorreva che fossero incendiati i quartieri e gli edifici, e le città che non dalla munizione né dalla conformazione naturale del luogo erano sicure da ogni pericolo. Approvata tale sentenza all'unanimità (dall'approvazione di tutti), in un giorno furono incendiate più di venti città dei Biturigi. Avvenne questa stessa cosa nelle restanti città, essendo stato deliberato in merito ad Avarico nell'assemblea comune, se fosse gradito che venisse incendiata o che si difendesse. I Biturigi supplicarono di non essere costretti ad incendiare con le proprie mani la più bella città dell'intera Gallia, che era di presidio e di ornamento alla città. Si concesse il perdono a coloro che lo richiedevano, dissuadendo inizialmente Vercingetorige, poi concedendo sia grazie alle preghiere degli stessi sia alla misericordia della massa. Furono designati i difensori adatti alla città.
(By Maria D. )
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Cum iussu imperatoris quaestor Afros venderet ...
Per ordine dell'imperatore il questore vendendo gli Africani e avendo ascoltato che tra loro c'era un fanciullo cresciuto di stirpe regale, lo inviò presso Scipione. Scipione chiedendo a colui chi fosse e perché giovinetto si trovasse nell'accampamento, disse che era Numida, che tutti lo chiamavano Massiva. Era stato abbandonato orfano dal padre, era stato educato presso lo zio paterno, Galba, re dei Numidi; con lo zio Massinissa, che recentemente essendo giunto con la cavalleria in aiuto dei Cartaginesi, era passato in Spagna. Ostacolato a causa dell'età da Massinissa, non era mai entrato prima in battaglia. In quel giorno in cui si combatteva con i Romani, essendo lo zio inconsapevole, prese di nascosto le armi e un cavallo, entrò in campo; lì crollato il cavallo fu catturato dai Romani. Poi Scipione gli chiese se volesse far ritorno presso Massinissa. Profuse lacrime e gioia, dicendo che in verità lo desiderava, allora donò al fanciullo un cavallo ed un anello d'oro e lo lasciò andare.
(By Maria D. )
Versione tratta da Livio
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Sapiens pro nihilo habet vulgi opinionem ...
Il sapiente non si cura per nulla del consenso popolare né in verità gli importa affatto di essere nobile e famoso presso i popolari. Democrito dice: "Sono giunto ad Atene e lì non mi conosce nessuno." Uomo costante e serio, colui che si gloria di essersi allontanato dalla gloria! I trombettieri secondo il loro arbitrio, non moderano i canti e i ritmi in base all'opinione della moltitudine: forse l'uomo saggio dovrebbe ricercare non cosa sia verissimo, ma cosa desideri il volgo? Il fisico Eraclito afferma che tutti quanti i gli abitanti di Efeso dovevano essere multati di morte, perché, avendo respinto dalla città Ermodoro, parlarono così: "Nessuno eccelle su di noi; se qualcuno eccellesse, sarebbe in un altro luogo e presso altri". Forse non accade questo in ogni popolo? Che altro? Non è forse vero che Aristide per quella causa fu espulso dalla patria, perché era giusto oltre misura?
(By Maria D. )
Versione tratta da Cicerone
- Il terrore è il più pericoloso dei metodi per governare - Grammatica picta 2 pagina 230
- In assenza di Catilina i congiurati si suddividono i compiti
- Fedeltà e astuzia di due schiavi - Grammatica picta 2 pagina 242 numero 14
- Da Servio Tullio a Tarquinio il Superbo - Versione Grammatica picta 2 pagina 243 numero 15