- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 1
Il Cartaginese Amilcare, durante la prima guerra Punica, ma negli ultimi tempi, iniziò sin da molto giovane a guidare l'esercito in Sicilia. Mentre prima dell'arrivo di lui, sia per mare che per terra, le faccende dei Cartaginesi riuscivano senza successo, egli, quando combatté, non cedette mai al nemico, né gli offrì la facoltà di nuocere, e spesso, al contrario, quando ne era data la possibilità, lo provocò e ne uscì sempre vincitore. Poi, dopo che i Cartaginesi ebbero perduto quasi ogni cosa in Sicilia, egli (- Amilcare) difese Erice in modo tale che non si credeva che in quel luogo fosse stata combattuta una guerra. Intanto i Cartaginesi, una volta essere stati sconfitti con la flotta presso le isole Egadi dal console dei Romani C. Lutazio, stabilirono di porre fine alla guerra e rimisero quella decisione all'arbitrio di Amilcare. Egli, anche se ardeva per il desiderio di lottare, tuttavia ritenne che si dovesse accondiscendere alla pace, poiché comprendeva che la patria, stremata a causa delle spese, non poteva sopportare più a lungo le sventure di guerra.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 1
Orgetorìge fu, tra gli Elvezi, di gran lunga il più rispettato e il più ricco. Egli, durante il consolato di M. Messala e M. Pisone, spinto dal desiderio di potere, organizzò una congiura della nobiltà e convinse la popolazione ad uscire con tutte le truppe dal proprio territorio: egli disse che impadronirsi dell'egemonia su tutta la Gallia era una cosa semplicissima, perché essi (- gli Elvezi) spiccavano su tutti in fatto di valore. Egli(- Orgetorìge) li convinse in maniera piuttosto facile di ciò per mezzo di questo argomento, e cioè che gli Elvezi sono bloccati da ogni lato dalla conformazione geografica del luogo: da un lato (sono bloccati) dal profondissimo e larghissimo fiume Reno, che separa il territorio degli Elvezi dai Germani; da un secondo lato (sono bloccati) dall'altissimo monte Iura, che si trova tra i Sequani e gli Elvezi; dal terzo lato (sono bloccati) dal lago Lemanno e dal fiume Rodano, che separa la nostra Provincia dagli Elvezi. A causa di queste cose, accadeva sia che essi si muovessero meno in largo, sia che potessero muovere guerra ai confinanti in maniera meno agevole; sotto questo aspetto, gli uomini, bramosi di guerra, erano afflitti da una grande sofferenza. Essi ritenevano che, a paragone sia del gran numero degli uomini, sia della gloria militare e del valore, essi avessero un territorio piccolo, che si estendeva in lunghezza per duecentoquaranta miglia, e in larghezza per centottanta miglia.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 1
Antioco, il figlio del re Seleuco, era stato preso da un infinito amore per la matrigna, ma nascondeva con rispettosa dissimulazione l'illecita ferita del petto. E così, l'enorme desiderio e la grande vergogna, sentimenti contrastanti, avevano condotto il corpo del giovane all'estremo deperimento. Il fanciullo giaceva nel piccolo letto, simile ad un moribondo, i parenti si affliggevano, il padre era distrutto dal dolore. Ma questa nuvola di tristezza venne dissipata dalla perspicacia del medico Erasistrato: e infatti, sedendo accanto ad Antioco, dopo che la matrigna Stratonice era entrata nella camera del giovane, il medico di Antioco si rese conto dell'amore, e lo rivelò al re Seleuco. Immediatamente Seleuco (disse): Cederò mia moglie a mio figlio, poiché, dopo essere stato sopraffatto dall'amore, era pronto a dissimulare fino alla morte. Se si sarà valutata la decisione del re, apparirà quanto grandi e quanto difficili prove abbia superato il sentimento d'amore verso il figlio.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 1
Nell'avidità ci sono molte preoccupazioni. Anche se nelle casse ci sono molte pietre preziose, anche se la fattoria è grande e bella, molto denaro è sempre poco per le padrone avide. La fanciulla avida non è mai contenta: la buona sorte delle amiche, infatti, è sempre causa di grande invidia per le fanciulle avide. L'invidia, del resto, è causa di una vita infelice: infatti, le fanciulle avide ed invidiose sono sempre infide, e l'amicizia delle fanciulle infide è sempre sgradita alle fanciulle buone. Di certo l'avidità è causa di grande infelicità.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 2
Quarantanove coppie di gladiatori. La famiglia Capiniana combatterà a Pozzuoli durante gli spettacoli offerti dagli Imperatori: nel quarto giorno prima delle Idi di Maggio, nel giorno precedente le Idi di Maggio e nei giorni diciassettesimo e quindicesimo prima delle Calende di Giugno. Ci saranno dei tendoni.
–
Venti coppie di gladiatori di Quinzio Monnio Rufo combatteranno a Nola: alle Calende di Maggio. Nei giorni sesto e quinto prima delle None di Maggio. Inoltre avrà luogo uno spettacolo di caccia.
–
Per la lunga vita di Claudio Nerone Cesare Augusto Germanico, a Pompei, ci saranno uno spettacolo di caccia di Tiberio Claudio Vero, atleti e distribuzioni di doni: nel quinto e nel quarto giorno prima delle Calende di Marzo.
- Cum acerrime comminus pugnaretur hostes loco et numero nostri virtute confiderent subito ...
- Ex Macedonum gente duo reges multo ceteros antecesserunt rerum gestarum gloria: Philippus ...
- Paterfamilias saevum filium habebat. Is, cum e conspectu patris recesserat, saepe ...
- Amisso tanto exercitu et quod gravius erat unico filio Tamyris ...