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Mentre si combatteva corpo a corpo molto accanitamente, i nemici confidando nel luogo e nel numero, i nostri (confidando) nel valore, all'improvviso furono avvistati sul nostro fianco scoperto gli Edui, che Cesare aveva mandato a combattere in un altro punto. Costoro, a causa della somiglianza delle armi, spaventarono intensamente i nostri. Nel medesimo tempo, il centurione Lucio Fabio e coloro che insieme (con lui) avevano scalato il muro, dopo essere stati circondati ed uccisi, erano precipitati giù dal muro. Marco Petronio, centurione della medesima legione, dopo che ebbe provato a sfondare le porte, schiacciato dalla folla (dei nemici) e disperando per sé stesso, subìte ormai molte ferite, disse ai soldati del suo manipolo, che lo avevano seguito: "Dato che non sono in grado di salvare me insieme con voi, di certo provvederò almeno alla vita di voi che, spinto dalla bramosia di gloria, ho trascinato nel pericolo. Voi, poiché ve ne è stata offerta la possibilità, badate a voi stessi!" Nello stesso tempo (- il centurione Marco Petronio) si slanciò nel mezzo dei nemici, e, uccisine due, scostò un pochino dalla porta i rimanenti altri. Ai suoi, che tentavano di prestare aiuto, disse: "Invano tentate di venire in soccorso della mia vita: finché c'è la possibilità, mettetevi in salvo presso la legione!". Così, mentre combatteva, straordinario a vedersi, poco dopo cadde, e in tal modo salvò la vita dei suoi.
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Della nazione Macedone, due sovrani superarono di molto tutti gli altri quanto a gloria delle imprese: Filippo, figlio di Aminta, ed Alessandro Magno. Il secondo venne logorato da una malattia a Babilonia, Filippo, invece, venne ucciso ad Egea da Pausania, nei pressi di un teatro, mentre era in procinto di assistere agli spettacoli. Tra i sovrani illustri dei barbari ci fu un solo Epirota, Pirro, che combatté contro il popolo Romano. Egli venne ucciso, colpito da una pietra, mentre assediava la città di Argo nel Peloponneso. Ci fu anche un unico Siculo, Dionigi il Vecchio. In effetti egli fu vigoroso per forza fisica ed esperto della guerra e, ciò che non si incontra facilmente in un tiranno, fu assai poco sfrenato, né amante del lusso, né avido, insomma, bramoso di nulla se non di un potere perpetuo e, a causa di questa cosa, era crudele: infatti egli non risparmiò (la vita) a nessuno che reputasse un attentatore (del suo potere). Quest'uomo detenne il potere assoluto, che si era procurato per mezzo del valore, con grande successo: morì oltremodo anziano, mentre il regno fioriva. Né, in così tanti anni, egli vide il funerale di qualcuno della propria famiglia, sebbene avesse generato figli da tre mogli ed avesse numerosi nipoti.
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Pater familias saevum filium habebat. Is, cum e conspectu patris recesserat, saepe verberibus servos caedebat, quia adulescens nimis fervidus erat. Tunc Aesopus brevem fabulam seni narravit: ...atrocitati mansuetudo unum remedium est.
Un padre di famiglia aveva un figlio crudele. Spesso quello, dopo che si era allontanato dalla vista del padre, percuoteva gli schiavi a bastonate e dava sfogo all'ardore della giovinezza (lett. : "e sfogava l'ardente giovinezza"). Esopo, dunque, raccontò all'anziano una breve favola: Una volta un contadino aggiogò un vecchio bue insieme ad un torello, ma, poiché il bue rifiutava il giogo e utilizzava come scusa le deboli forze della vecchiaia, il contadino disse così: Non temere: faccio ciò non affinché tu fatichi, ma affinché tu domi il torello, che, con il calcio e con il corno, rende invalide molte persone. Tu, trattieni tuo figlio con costanza, e tieni a freno l'indole feroce per mezzo della mitezza, affinché non aumentino le lamentele della casa! Che gli anziani domino l'ardente gioventù: la mansuetudine è l'unico rimedio per la ferocia.
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
habebat indicativo imperfetto, terza persona singolare (habeo) Paradigma: habeo, habes, habui, habitum, habere - verbo transitivo II coniugazione
recesserat indicativo piuccheperfetto, terza persona singolare (recedo) Paradigma: recedo, recedis, recessi, recessum, recedere - verbo intransitivo III coniugazione
caedebat indicativo imperfetto, terza persona singolare (caedo) Paradigma: caedo, caedis, cecidi, caesum, caedere - verbo transitivo III coniugazione
erat indicativo imperfetto, terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo intransitivo anomalo
narravit indicativo perfetto, terza persona singolare (narro) Paradigma: narro, narras, narravi, narratum, narrare - verbo transitivo I coniugazione
adiunxit indicativo perfetto, terza persona singolare (adiungo) Paradigma: adiungo, adiungis, adiunxi, adiunctum, adiungere - verbo transitivo III coniugazione
refugiebat indicativo imperfetto, terza persona singolare (refugio) Paradigma: refugio, refugis, refugi, refugere - verbo transitivo III coniugazione
excusabat indicativo imperfetto, terza persona singolare (excuso) Paradigma: excuso, excusas, excusavi, excusatum, excusare - verbo transitivo I coniugazione
dixit indicativo perfetto, terza persona singolare (dico) Paradigma: dico, dicis, dixi, dictum, dicere - verbo transitivo III coniugazione
habeas congiuntivo presente, seconda persona singolare (habeo) Paradigma: habeo, habes, habui, habitum, habere - verbo transitivo II coniugazione
facio indicativo presente, prima persona singolare (facio) Paradigma: facio, facis, feci, factum, facere - verbo transitivo III coniugazione
labores congiuntivo presente, seconda persona singolare (laboro) Paradigma: laboro, laboras, laboravi, laboratum, laborare - verbo intransitivo I coniugazione
domes congiuntivo presente, seconda persona singolare (domo) Paradigma: domo, domas, domui, domitum, domare - verbo transitivo I coniugazione
reddit indicativo presente, terza persona singolare (reddo) Paradigma: reddo, reddis, reddidi, redditum, reddere - verbo transitivo III coniugazione
retine imperativo presente, seconda persona singolare (retineo) Paradigma: retineo, retines, retinui, retentum, retinere - verbo transitivo II coniugazione
comprime imperativo presente, seconda persona singolare (comprimo) Paradigma: comprimo, comprimis, compressi, compressum, comprimere - verbo transitivo III coniugazione
crescant congiuntivo presente, terza persona plurale (cresco) Paradigma: cresco, crescis, crevi, cretum, crescere - verbo intransitivo III coniugazione
doment congiuntivo presente, terza persona plurale (domo) Paradigma: domo, domas, domui, domitum, domare - verbo transitivo I coniugazione
Sostantivi
Pater familias nominativo maschile singolare (pater, patris - familia, familiae) III/I declinazione
filium accusativo maschile singolare (filius, filii) II declinazione
conspectu ablativo maschile singolare (conspectus, conspectus) IV declinazione
patris genitivo maschile singolare (pater, patris) III declinazione
verberibus ablativo neutro plurale (verber, verberis) III declinazione
servos accusativo maschile plurale (servus, servi) II declinazione
Aesopus nominativo maschile singolare (Aesopus, Aesopi) II declinazione
fabulam accusativo femminile singolare (fabula, fabulae) I declinazione
seni dativo maschile singolare (senex, senis) III declinazione
agricola nominativo maschile singolare (agricola, agricolae) I declinazione
bovem accusativo maschile singolare (bos, bovis) III declinazione
iuvenco dativo maschile singolare (iuvencus, iuvenci) II declinazione
bos nominativo maschile singolare (bos, bovis) III declinazione
iugum accusativo neutro singolare (iugum, iugi) II declinazione
aetatis genitivo femminile singolare (aetas, aetatis) III declinazione
vires nominativo femminile plurale (vis, roboris) III declinazione
timorem accusativo maschile singolare (timor, timoris) III declinazione
calce ablativo femminile singolare (calx, calcis) III declinazione
cornu ablativo neutro singolare (cornu, cornus) IV declinazione
domus nominativo femminile singolare (domus, domus) IV declinazione
querelae nominativo femminile plurale (querela, querelae) I declinazione
Senes nominativo maschile plurale (senex, senis) III declinazione
iuventutem accusativo femminile singolare (iuventus, iuventutis) III declinazione
atrocitati dativo femminile singolare (atrocitas, atrocitatia) III declinazione
mansuetudo nominativo femminile singolare (mansuetudo, mansuetudinis) III declinazione
remedium nominativo neutro singolare (remedium, remedii) II declinazione
Aggettivi
saevum accusativo maschile singolare (saevus, saeva, saevum) - aggettivo I classe
adulescens nominativo maschile singolare (adulescens, adulescentis) - aggettivo II classe con funzione di sostantivo
fervidus nominativo maschile singolare (fervidus, fervida, fervidum) - aggettivo I classe
brevem accusativo femminile singolare (brevis, breve) - aggettivo II classe
vetulum accusativo maschile singolare (vetulus, vetula, vetulum) - aggettivo I classe
languidas accusativo femminile plurale (languidus, languida, languidum) - aggettivo I classe
debilis accusativo maschile plurale (debilis, debile) - aggettivo II classe
assidue avverbio (assiduamente, di continuo)
feroxque nominativo maschile singolare (ferox, ferocis) - aggettivo II classe
clementia ablativo femminile singolare (clemens, clementis) - aggettivo II classe con funzione di sostantivo
Altre Forme Grammaticali
Is nominativo maschile singolare - pronome determinativo (is, ea, id)
cum congiunzione temporale (quando)
e preposizione che regge l'ablativo (da, fuori da)
saepe avverbio (spesso)
quia congiunzione causale (poiché)
nimis avverbio (troppo)
Tunc avverbio (allora)
Olim avverbio (un tempo)
sed congiunzione avversativa (ma)
atque congiunzione coordinante (e)
ita avverbio (così)
Ne avverbio (non)
non avverbio di negazione
ut congiunzione finale (affinché)
qui nominativo maschile singolare - pronome relativo (qui, quae, quod)
multos accusativo maschile plurale - aggettivo indefinito (molti)
Tu nominativo maschile singolare - pronome personale (tu, tui, tibi, te, te)
ne congiunzione finale (affinché non)
unum nominativo neutro singolare - aggettivo numerale cardinale (uno)
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Dopo aver perduto un esercito tanto grande, e, ciò che era più doloroso, (dopo aver perduto) l'unico figlio, Tamiri non espresse nelle lacrime il dolore della perdita, ma mirò ai conforti della vendetta, e raggirò con l'inganno equivalente di un'imboscata i nemici che festeggiavano per la recente vittoria; facendo finta di fuggire, dopo aver simulato perdita di sicurezza a causa del colpo subìto, portò Ciro fino a delle gole. Lì, organizzato un agguato sui monti, massacrò molti Persiani insieme al re in persona. In quella vittoria, fu memorabile anche ciò: il fatto che non sopravvisse neppure un messaggero dell'enorme disfatta. La regina ordinò (presente storico) che la testa mozzata di Ciro venisse gettata in un otre pieno di sangue umano, con questo biasimo della crudeltà; ella disse: Saziati del sangue del quale fosti assetato e del quale fosti sempre assolutamente insaziabile!
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In seguito, sotto il consolato di Tito Veturio e Spurio Postumio, i Sanniti sconfissero i Romani con gran disonore. Tuttavia fu rotta dal senato e dal popolo la pace che era stata stretta con loro per necessità. Poi i Sanniti furono sconfitti dal console Lucio Papirio. Papirio per primo riportò un trionfo sui Sanniti. In quel tempo il censore Ap. Claudio realizzò l'acquedotto "Claudio" e fece costruire la via Appia. È noto che i Sanniti, ricominciata la guerra, sconfissero Q. Fabio Massimo, dopo che incalcolabili soldati Romani furono stati uccisi.