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O Tremellio, amico, hai di certo un soprannome stupefacente! Sei chiamato "Scrofa"! – È di sicuro stupefacente, ma non è scherzoso, sta' attento! – Chiedo perdono. Io non desidero deriderti! Ma perché sei chiamato "Scrofa"?. – (Te) Lo racconto, ascolta. Molti anni fa, mio nonno prestò servizio militare nella provincia di Macedonia, nella guerra Macedonica. Egli fu generale di Nerva, e guidò le truppe dei Romani contro Filippo, il re dei Macedoni. Filippo schierò truppe incalcolabili e sfidò i Romani, ma mio nonno esortò le truppe Romane in questa maniera: Per i Romani la vittoria è certa! Sbaragliate le truppe di Filippo come una scrofa mette in fuga dei porcellini! Cosa che poi avvenne: i Romani, infatti, sconfissero Filippo. E così mio nonno venne chiamato Scrofa.
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Mentre Porsenna assediava Roma, Mucio, uomo coraggioso, andò in Senato, promettendo la morte del re. Ottenuto il permesso, si recò all'accampamento di Porsenna e si fermò vicino alla tribuna del re, dove uno scriba era seduto con un abito simile a quello del re, per dare la paga ai soldati. Mucio, ingannato, uccise quello al posto del re.
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Athenae, poetarum et litterarum patria, in Graecia sunt. Athenarum patrona dea Minerva est: nam Graece Minerva Athena appellatur. Athena patrona est non tantum sapientiae, sed etiam militiae. In Athenarum arce Minervae et caelicolis multae arae sunt. Athenarum puellae piae sunt: nam apud Minervae et dearum aras semper multae coronae sunt. Interdum Persarum minae Athenarum incolis causa asperarum curarum sunt: sed Atheniensium¹ audacia mira est et ideo Athenarum victoria certa est.
Atene, la patria dei poeti e della letteratura, si trova in Grecia. La protettrice di Atene è la dea Minerva: infatti, in greco, Minerva si chiama "Atena". Atena è la protettrice della conoscenza, ma anche della vita militare. Sulla rocca di Atene ci sono molti altari in onore di (complemento di vantaggio - Dativo) Minerva e delle divinità del cielo. Le fanciulle di Atene sono devote: infatti, presso gli altari di Minerva e delle dee, ci sono sempre molte corone. Talvolta, la minaccia dei Persiani è causa di dolorose preoccupazioni per gli abitanti di Atene: ma la temerarietà degli Ateniesi è straordinaria, e perciò la vittoria di Atene è sicura. La gloria di Atene è senz'altro eterna.
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
sunt indicativo presente terza persona plurale (sum) Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo intransitivo anomalo
est indicativo presente terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, esse - verbo intransitivo anomalo
appellatur indicativo presente terza persona singolare (appello) Paradigma: appello, appellas, appellavi, appellatum, appellāre - verbo transitivo I coniugazione
Sostantivi
Athenae nominativo femminile plurale (Athenae, Athenarum) - I declinazione (solo plurale)
poetarum genitivo maschile plurale (poeta, poetae) - I declinazione (sostantivo maschile con desinenza di I declinazione)
litterarum genitivo femminile plurale (littera, litterae) - I declinazione (spesso plurale con significato di "letteratura")
patria nominativo femminile singolare (patria, patriae) - I declinazione
Graecia ablativo femminile singolare (Graecia, Graeciae) - I declinazione
Athenarum genitivo femminile plurale (Athenae, Athenarum) - I declinazione (solo plurale)
patrona nominativo femminile singolare (patrona, patronae) - I declinazione
dea nominativo femminile singolare (dea, deae) - I declinazione
Minerva nominativo femminile singolare (Minerva, Minervae) - I declinazione
Athena nominativo femminile singolare (Athena, Athenae) - I declinazione
sapientiae genitivo femminile singolare (sapientia, sapientiae) - I declinazione
militiae genitivo femminile singolare (militia, militiae) - I declinazione
arce ablativo femminile singolare (arx, arcis) - III declinazione
Minervae dativo femminile singolare (Minerva, Minervae) - I declinazione
caelicolis dativo maschile plurale (caelicola, caelicolae) - I declinazione (sostantivo maschile con desinenza di I declinazione)
arae nominativo femminile plurale (ara, arae) - I declinazione
puellae nominativo femminile plurale (puella, puellae) - I declinazione
dearum genitivo femminile plurale (dea, deae) - I declinazione
coronale nominativo femminile plurale (corona, coronae) - I declinazione
minae nominativo femminile plurale (minae, minarum) - I declinazione (solo plurale)
Persarum genitivo maschile plurale (Persa, Persae) - I declinazione (sostantivo maschile con desinenza di I declinazione)
incolis dativo maschile plurale (incola, incolae) - I declinazione (sostantivo maschile con desinenza di I declinazione)
causa nominativo femminile singolare (causa, causae) - I declinazione
curarum genitivo femminile plurale (cura, curae) - I declinazione
Atheniensium genitivo maschile plurale (Athenienses, Atheniensium) - III declinazione (sostantivo plurale)
audacia nominativo femminile singolare (audacia, audaciae) - I declinazione
victoria nominativo femminile singolare (victoria, victoriae) - I declinazione
Aggettivi
piae nominativo femminile plurale (pius, piă, pium) - aggettivo I classe
multae nominativo femminile plurale (multus, multă, multum) - aggettivo I classe
asperarum genitivo femminile plurale (asper, asperă, asperum) - aggettivo I classe
mira nominativo femminile singolare (mirus, miră, mirum) - aggettivo I classe
certa nominativo femminile singolare (certus, certă, certum) - aggettivo I classe
Altre forme grammaticali
in preposizione
nam congiunzione
Graece avverbio
non avverbio
tantum avverbio/congiunzione
sed congiunzione
etiam avverbio/congiunzione
apud preposizione
semper avverbio
Interdum avverbio
et congiunzione
ideo avverbio
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Marco Aurelio Antonino, già dalla fanciullezza, fu affidato a importanti precettori; giunse presto agli insegnamenti della filosofia. Ebbe maestri illustri, tra i quali il grammatico Euforione, e Androne, musico e geometra, ai quali egli rese sempre pubblicamente grandi ringraziamenti. Il suo insegnante di arte oratoria fu Frontone, per il quale egli richiese anche una statua in Senato. Ma soprattutto, egli (l'imperatore Marco Aurelio - soggetto sottinteso) si dedicò alla filosofia. Ascoltò, infatti, molti filosofi, e soprattutto Giunio Rustico, che aveva influenza sia in tempo di pace sia in tempo di guerra, esperto di dottrina Stoica, con il quale egli condivise tutte le decisioni pubbliche e private, e al quale, nel pretorio, diede sempre il bacio prima che ai prefetti, che designò anche console, e in onore del quale, dopo la morte, chiese al Senato delle statue. Egli (l'imperatore Marco Aurelio - soggetto sottinteso) concesse senz'altro grandi onori ai suoi maestri: infatti, nell'Erario, teneva delle loro raffigurazioni in oro e onorava sempre con fiori e vittime le loro tombe.
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Sulle rive del Tevere siedono ogni giorno molti pescatori e si augurano un bottino abbondante. Un giorno, un certo pescatore, non molto esperto del proprio mestiere, ma appassionato di musica, si dirige al fiume con gli ami e con un flauto, e si siede su uno scoglio; appoggia gli ami davanti ai propri piedi e suona il flauto. Tutti i pescatori guardavano, ridevano, e lo additavano come pazzo. Il pescatore musicista trascurava le prese in giro, poiché pensava: Nell'antichità Orfeo, per mezzo della dolcezza della voce, trascinava monti, alberi e animali selvatici; le melodie del flauto saranno gradite certamente anche ai pesci; spontaneamente dalle onde giungeranno sulla spiaggia, danzeranno senza timore e saranno facilmente mie prede! Tuttavia i pesci non si interessavano alla musica del pescatore. Gli altri pescatori ridevano di nuovo, alla fine il pescatore musicista poggia il flauto e si avvicina ai suoi vicini. I pescatori calavano gli ami nell'acqua, ed immediatamente catturavano una grande quantità di pesci. I pesci danzavano sulla spiaggia. A quel punto il pescatore musicista esclama: O pesci sciocchi, prima non vi interessavate alle melodie del flauto, e non uscivate fuori dal fiume, ed ora, senza musica, danzate sulla spiaggia.
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