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Ex Macedonum gente duo reges multo ceteros antecesserunt rerum gestarum gloria: Philippus …
Fra la gente Macedone, due re oltrepassarono di molto tutti gli altri quanto a gloria delle imprese: Filippo, figlio di Aminta, ed Alessandro Magno. Il secondo venne logorato da una malattia a Babilonia, Filippo, invece, venne ucciso ad Egea da Pausania, nei pressi di un teatro, mentre era in procinto di assistere agli spettacoli. Tra i sovrani illustri dei barbari ci fu un solo Epirota, Pirro, che combatté contro il popolo Romano. Egli venne ucciso, colpito da una pietra, mentre assediava la città di Argo nel Peloponneso. Ci fu anche un unico Siculo, Dionigi il Vecchio. In effetti egli fu vigoroso per forza fisica ed esperto della guerra e, ciò che non si incontra facilmente in un tiranno, fu assai poco sfrenato, né amante del lusso, né avido, insomma, bramoso di nulla se non di un potere perpetuo e, a causa di questa cosa, era crudele: infatti egli non risparmiò a nessuno che reputasse un attentatore. Quest'uomo detenne il potere assoluto, che si era procurato per mezzo del valore, con grande successo: morì oltremodo anziano, mentre il regno fioriva. Né, in così tanti anni, egli vide il funerale di qualcuno della propria famiglia, sebbene avesse generato figli da tre mogli ed avesse numerosi nipoti.
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Ad Epaminondae corporis firmitatem plura etiam animi bona accesserant. Erat enim …
Alla robustezza fisica di Epaminonda si erano aggiunte anche numerose buone qualità dell'animo. Egli, infatti, era modesto, assennato, serio, esperto di guerra, vigoroso quanto a forza fisica, di grandissimo coraggio, a tal punto amante della verità, che nemmeno per gioco diceva cose false. Allo stesso modo era moderato, mite e resistente in maniera ammirevole, sopportando i torti non soltanto del popolo, ma anche degli amici, più di ogni altra cosa mantenendo i segreti che gli erano stati confidati, e, cosa che alle volte giova non meno del parlare eloquentemente, egli era desideroso di ascoltare: riteneva, infatti, che da ciò si imparava molto facilmente. Pertanto, essendo pervenuto in un gruppo di persone nel quale si teneva un discorso sullo Stato o sulla filosofia, non si allontanò mai da lì, prima che il discorso fosse stato portato a termine. Sopportò in maniera tanto agevole la povertà, da non prendere nulla dallo Stato, fuorché la gloria. Non si approfittò delle risorse degli amici per difendere sé stesso, si servì così di frequente del credito per sostenere gli altri, che si può ritenere che, per lui, tutte le cose siano state in comune con gli amici.
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Praetor creatus detecta coniuratione Catilinae senatuque universo in socios facinoris …
Dopo che fu eletto pretore, poiché la congiura di Catilina era stata scoperta ed il Senato, unanime, sanciva l'estremo castigo nei confronti dei complici del reato, il solo Cesare propose che, una volta confiscati i loro beni, essi dovessero essere separati e tenuti in carcere in municipi diversi. Ed anzi, spiegando quanto sarebbe stata grande l'avversione della plebe nei loro confronti in avvenire, egli suscitò un timore così grande in coloro che propugnavano soluzioni più severe, che Decimo Silano, il console designato, addolcì con un'interpretazione il proprio giudizio, poiché cambiarlo era disonorevole, come se esso fosse stato recepito da qualcuno in maniera più severa. Poiché molti, ormai, erano stati attirati dalla sua parte, Cesare aveva quasi salvato i congiurati, se il discorso di M. Catone non avesse rincuorato il Senato vacillante. E neppure così egli rinunciò ad ostacolare la cosa, finché un manipolo di cavalieri Romani, che stava armato a difesa lì attorno, lo minacciò di morte poiché perseverava in maniera troppo sfrenata. Allora, chiaramente intimidito, egli non solo rinunciò, ma addirittura, nel corso del rimanente tempo dell'anno, si tenne lontano dalla curia.
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Nihil est utile quod honestum non sit. Id Pyrrhi bello sine dubio a C. Fabricio consule et a senatunostro iudicatum est. Cum enim rex Pyrrhus populo Romano bellum intulisset cumque de imperio certamen esset cum rege generoso ac potente, perfuga aliqui ab eo clam venit in castra Fabricii eique pollicitus est se pro praemio in Pyrrhi castra rediturum esse et eum veneno necaturum. Hunc Fabricius reducendum curavit ad Pyrrhum, idque factum laudatum est a senatu. Si speciem utilitatis opinionemque quaerimus, unus perfuga magnum bellum et gravem adversarium Romani imperii tollere poterat. Sed Fabricius magnuri dedecus putavit Pyrrhum non virtute, sed scelere superare. Nam et Fabricius et senatus noster, qui numquam utilitatem a dignitate seiunxit, certare armis utilius iudicavit quam venenis.
Nulla, che non sia onesto, è utile. Questo fatto è stato riconosciuto senza dubbio dal console Gaio Fabrizio e dal nostro Senato nella guerra contro Pirro. Poiché, infatti, il re Pirro aveva dichiarato guerra al popolo Romano, e poiché c'era una contesa per la supremazia con un re nobile e potente, un qualche disertore giunse di nascosto nell'accampamento di Fabrizio e gli promise che, in cambio di una ricompensa, sarebbe tornato nell'accampamento di Pirro e che lo avrebbe ucciso con il veleno. Fabrizio fece ricondurre costui da Pirro, e tale gesto fu lodato dal Senato. Se noi ricerchiamo l'apparenza ed il concetto comune dell'utile, un solo disertore avrebbe potuto cancellare una grande guerra ed un serio rivale della supremazia Romana. Ma Fabrizio reputò un grande disonore vincere Pirro non per mezzo del valore, ma per mezzo del delitto. Infatti sia Fabrizio, che nei confronti di questa città è stato tale, quale fu Aristide, sia il nostro Senato, che mai ha disgiunto l'utile dall'onorevole, giudicarono più utile lottare con le armi che con i veleni.
ANALISI GRAMMATICALE
Verbi
est - indicativo presente terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo irregolare
sit - congiuntivo presente terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo irregolare
iudicatum est - indicativo perfetto terza persona singolare forma passiva (iudico) Paradigma: iudico, iudicas, iudicavi, iudicatum, iudicare - verbo transitivo I coniugazione
intulisset - congiuntivo piuccheperfetto terza persona singolare (infero) Paradigma: infero, infers, intuli, illatum, inferre - verbo transitivo irregolare
esset - congiuntivo imperfetto terza persona singolare (sum) Paradigma: sum, es, fui, -, esse - verbo irregolare
venit - indicativo perfetto terza persona singolare (venio) Paradigma: venio, venis, veni, ventum, venire - verbo intransitivo IV coniugazione
pollicitus est - indicativo perfetto terza persona singolare (polliceor) Paradigma: polliceor, polliceris, pollicitus sum, polliceri - verbo deponente II coniugazione
rediturum esse - infinito futuro (redeo) Paradigma: redeo, redis, redii, reditum, redire - verbo intransitivo irregolare
necaturum - participio futuro maschile singolare (neco) Paradigma: neco, necas, necavi, necatum, necare - verbo transitivo I coniugazione
curavit - indicativo perfetto terza persona singolare (curo) Paradigma: curo, curas, curavi, curatum, curare - verbo transitivo I coniugazione
reducendum - gerundivo (reduco) Paradigma: reduco, reducis, reduxi, reductum, reducere - verbo transitivo III coniugazione
factum est - indicativo perfetto terza persona singolare forma passiva (facio) Paradigma: facio, facis, feci, factum, facere - verbo transitivo III coniugazione
laudatum est - indicativo perfetto terza persona singolare forma passiva (laudo) Paradigma: laudo, laudas, laudavi, laudatum, laudare - verbo transitivo I coniugazione
quaerimus - indicativo presente prima persona plurale (quaero) Paradigma: quaero, quaeris, quaesivi, quaesitum, quaerere - verbo transitivo III coniugazione
poterat - indicativo imperfetto terza persona singolare (possum) Paradigma: possum, potes, potui, -, posse - verbo irregolare
tollere - infinito presente (tollo) Paradigma: tollo, tollis, sustuli, sublatum, tollere - verbo transitivo III coniugazione
putavit - indicativo perfetto terza persona singolare (puto) Paradigma: puto, putas, putavi, putatum, putare - verbo transitivo I coniugazione
superare - infinito presente (supero) Paradigma: supero, superas, superavi, superatum, superare - verbo transitivo I coniugazione
seiunxit - indicativo perfetto terza persona singolare (seiungo) Paradigma: seiungo, seiungis, seiunxi, seiunctum, seiungere - verbo transitivo III coniugazione
certare - infinito presente (certo) Paradigma: certo, certas, certavi, certatum, certare - verbo intransitivo I coniugazione
iudicavit - indicativo perfetto terza persona singolare (iudico) Paradigma: iudico, iudicas, iudicavi, iudicatum, iudicare - verbo transitivo I coniugazione
Sostantivi
Pyrrhi - genitivo maschile singolare (Pyrrhus, Pyrrhi sostantivo maschile II declinazione)
bello - ablativo neutro singolare (bellum, belli sostantivo neutro II declinazione)
dubio - ablativo neutro singolare (dubium, dubii sostantivo neutro II declinazione)
Gaio - ablativo maschile singolare (Gaius, Gaii sostantivo maschile II declinazione)
Fabricio - ablativo maschile singolare (Fabricius, Fabricii sostantivo maschile II declinazione)
consule - ablativo maschile singolare (consul, consulis sostantivo maschile III declinazione)
senatu - ablativo maschile singolare (senatus, senatus sostantivo maschile IV declinazione)
rex - nominativo maschile singolare (rex, regis sostantivo maschile III declinazione)
Pyrrhus - nominativo maschile singolare (Pyrrhus, Pyrrhi sostantivo maschile II declinazione)
populo - dativo maschile singolare (populus, populi sostantivo maschile II declinazione)
Romano - dativo maschile singolare (Romanus, Romani sostantivo maschile II declinazione)
bellum - accusativo neutro singolare (bellum, belli sostantivo neutro II declinazione)
imperio - dativo neutro singolare (imperium, imperii sostantivo neutro II declinazione)
certamen - nominativo neutro singolare (certamen, certaminis sostantivo neutro III declinazione)
rege - ablativo maschile singolare (rex, regis sostantivo maschile III declinazione)
perfuga - nominativo maschile singolare (perfuga, perfugae sostantivo maschile I declinazione)
castra - accusativo neutro plurale (castrum, castri sostantivo neutro II declinazione - spesso plurale castra)
Fabricii - genitivo maschile singolare (Fabricius, Fabricii sostantivo maschile II declinazione)
praemio - ablativo neutro singolare (praemium, praemii sostantivo neutro II declinazione)
castra - accusativo neutro plurale (castrum, castri sostantivo neutro II declinazione - spesso plurale castra)
veneno - ablativo neutro singolare (venenum, veneni sostantivo neutro II declinazione)
senatu - ablativo maschile singolare (senatus, senatus sostantivo maschile IV declinazione)
speciem - accusativo femminile singolare (species, speciei sostantivo femminile V declinazione)
utilitatis - genitivo femminile singolare (utilitas, utilitatis sostantivo femminile III declinazione)
opinionemque - opinionem que (e) - accusativo femminile singolare (opinio, opinionis sostantivo femminile III declinazione)
perfuga - nominativo maschile singolare (perfuga, perfugae sostantivo maschile I declinazione)
belllum - accusativo neutro singolare (bellum, belli sostantivo neutro II declinazione)
adversarium - accusativo maschile singolare (adversarius, adversarii sostantivo maschile II declinazione)
imperii - genitivo neutro singolare (imperium, imperii sostantivo neutro II declinazione)
dedecus - accusativo neutro singolare (dedecus, dedecoris sostantivo neutro III declinazione)
virtute - ablativo feminine singolare (virtus, virtutis sostantivo femminile III declinazione)
scelere - ablativo neutro singolare (scelus, sceleris sostantivo neutro III declinazione)
senatus - nominativo maschile singolare (senatus, senatus sostantivo maschile IV declinazione)
utilitatem - accusativo femminile singolare (utilitas, utilitatis sostantivo femminile III declinazione)
dignitate - ablativo femminile singolare (dignitas, dignitatis sostantivo femminile III declinazione)
armis - ablativo neutro plurale (arma, armorum sostantivo neutro II declinazione - solo plurale)
venenis - ablativo neutro plurale (venenum, veneni sostantivo neutro II declinazione)
Aggettivi
utile - nominativo/accusativo neutro singolare (utilis, utilis, utile - aggettivo II classe)
honestum - nominativo/accusativo neutro singolare (honestus, honesta, honestum - aggettivo I classe)
ullo - ablativo neutro singolare (ullus, ulla, ullum - aggettivo indefinito)
generoso - ablativo maschile singolare (generosus, generosa, generosum - aggettivo I classe)
potente - ablativo comune singolare (potens, potentis - aggettivo II classe)
magnu - accusativo neutro singolare (magnus, magna, magnum - aggettivo I classe)
gravem - accusativo maschile singolare (gravis, gravis, grave - aggettivo II classe)
Romani - genitivo neutro singolare (Romanus, Romana, Romanum - aggettivo I classe)
Altre forme grammaticali
Nihil - nominativo/accusativo neutro singolare - pronome indefinito indeclinabile
quod - nominativo neutro singolare - pronome relativo (qui, quae, quod)
Id - nominativo/accusativo neutro singolare - pronome dimostrativo (is, ea, id)
cum - congiunzione temporale/causale
enim - congiunzione esplicativa
cum - preposizione con ablativo
ac - congiunzione
aliqui - nominativo maschile singolare - pronome indefinito (aliquis, aliquid)
ab - preposizione con ablativo
eo - ablativo maschile singolare - pronome dimostrativo (is, ea, id)
clam - avverbio di modo
in - preposizione con accusativo/ablativo
eique - ei que (e) - dativo maschile singolare (is, ea, id) congiunzione
pro - preposizione con ablativo
idque - id que (e) - accusativo neutro singolare (is, ea, id) congiunzione
Si - congiunzione condizionale
unus - nominativo maschile singolare - numerale cardinale
Sed - congiunzione avversativa
non - avverbio di negazione
et - congiunzione
qui - nominativo maschile singolare - pronome relativo (qui, quae, quod)
numquam - avverbio di tempo
a - preposizione con ablativo
quam - congiunzione comparativa
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Bona praecepta quae semper tecum tibi habenda sunt tamquam bona exempla profutura sunt …
I buoni insegnamenti, che tu devi sempre custodire, sono destinati ad essere utili tanto quanto i buoni esempi. Nessuno infatti dirà che anche i più inesperti non vengono ammoniti in maniera efficace da certi insegnamenti, allo stesso modo che da queste massime brevissime, ma che possiedono molta efficacia: "Niente in misura eccessiva", "L'animo avido non è appagato da alcun guadagno", "Ciò che avrai fatto ad uno, ti aspetterai dall'altro". Udiamo questi detti, per la maggior parte, con un certo effetto, ed a nessuno è lecito dubitare di questi insegnamenti, né qualcuno in merito ad essi si domanda mai: "Perché?". A tal punto, infatti, la verità brilla per sé stessa, senza alcuna argomentazione. Se un certo rispetto trattiene gli animi ed i vizi, perché anche un rimprovero non dovrebbe potere la medesima cosa? Se il castigo impone il senso del dovere, perché il rimprovero non lo fa, anche se si serve di semplici insegnamenti? Non lo fa, perché manca di argomentazione. Qualsivoglia rimprovero in verità è più efficace, e penetra più in profondità, se sostiene con una motivazione ciò che insegna. Se qualcuno spiega per quale ragione si debba fare qualcosa, e quale giovamento attenderà colui che esegue ed obbedisce agli insegnamenti, questo ammonisce davvero, e il precettore, a ragione, può essere definito eccellente.