- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 2
Cum aliquando de pertinacia mulierum diceretur quae ita perstant animo indurato …
Poiché, una volta, si parlava dell'ostinazione delle donne, che si intestardiscono a tal punto con animo indurito, che preferiscono essere uccise che retrocedere da un parere, allora un tale disse: Una certa donna, molto ostile al marito, controbatteva sempre alle parole di lui, ostinandosi, in ciò che aveva cominciato a dire, in maniera da voler essere vincitrice. Una volta, avuto un aspro litigio con l'uomo, ella chiamò il marito "pidocchioso". Quello, volendo vincere l'ostinazione della moglie, la calò con una corda in un pozzo d'acqua, dicendo che l'avrebbe affogata se non si fosse astenuta da parole di tal genere. Ma la donna perseverava in maniera più incalzante, ripetendo quella parola. A quel punto l'uomo, affinché ella non potesse parlare ancora, la immerse nel pozzo, poiché voleva farla desistere dalla caparbietà delle parole col pericolo della morte. Ma quella, anche mentre soffocava, poiché non poteva parlare, si esprimeva con le dita; infatti, alzate le mani sopra la testa, con le unghie dell'uno e dell'altro pollice unite, almeno per quanto riuscì esprimendosi con i gesti, rinfacciava i pidocchi al marito.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 2
Socrates cum posset e vinculis effugere noluit; fuit enim tam probus …
Socrate, pur potendo fuggire dalla prigione, non volle; fu, infatti, tanto onesto, che preferì morire piuttosto che violare le leggi della sua città. Durante la Prima Guerra Punica, Appio Claudio il Bello, che era a capo della flotta dei Romani, vide che i sacri polli non volevano mangiare: Se non vogliono mangiare – disse – che bevano! E, mentre li scherniva, ordinò che fossero immersi nell'acqua. Però, dopo che la flotta fu stata sconfitta presso Trapani, la disfatta fu attribuita da tutti a quel cattivo auspicio e al disprezzo della religione. Marcello, dopo che Siracusa fu stata espugnata, poiché voleva far rapire Archimede, il famosissimo matematico, da una truppa di soldati, aveva ordinato che non fosse maltrattato. Però, mentre costui disegnava delle forme geometriche, un soldato Romano, dopo essere entrato nella casa di lui, sguainata la spada, disse: Chi sei? Dopo che Archimede ebbe risposto: Non disturbare questa cosa! – il soldato lo uccise senza indugio. Marcello punì il soldato.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 2
Africanus viator qui summa hieme per Galliam iter faciebat incidit in canes …
Un viandante Africano, che viaggiava attraverso la Gallia in pieno inverno, si imbatté in dei cani, che lo inseguivano e che ormai erano sul punto di prenderlo. Per tenerli lontani, volle raccogliere delle pietre, ma inutilmente, perché, a causa dell'intensità del freddo, non poté staccare dalla terra indurita dal gelo alcuna pietra. Poiché non voleva essere morso dagli animali, fuggì più velocemente possibile, dicendo: O aspra regione, dove i contadini slegano i cani e legano le pietre! Ci fu, una volta, un uomo ricco, ma brutto, che voleva sposare una fanciulla bellissima, ma estremamente sciocca. Gli amici volevano dissuaderlo da questo matrimonio: Non vedi forse che questa ragazza è molto sciocca? Non la sposare! L'uomo rispose: Preferisco sposare una (donna) bella piuttosto che saggia, perché spero che i nostri figli prenderanno la bellezza dalla madre, e la saggezza dal padre. Ma accadde che i figli fossero sciocchi come la madre, e brutti come il padre.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 2
Fuerunt praeterea magni reges ex amicis Alexandri Magni qui post obitum …
Inoltre, tra gli amici di Alessandro Magno, ci furono importanti re, i quali, dopo la morte di lui, si appropriarono dei suoi domini; tra questi Antigono, il figlio di costui Demetrio, Lisimaco, Seleuco, e Tolomeo. Tra costoro, Antigono fu ucciso in combattimento, mentre si scontrava con Seleuco e Lisimaco. Uguale morte fu inflitta a Lisimaco, da Seleuco: infatti, una volta sciolta l'alleanza, essi combatterono tra loro una guerra piuttosto accanitamente, nella ricerca del vertice del potere. Invece Demetrio, sebbene avesse dato in sposa a Seleuco sua figlia, poiché tra loro non si era potuta mantenere un'amicizia fidata, dopo essere stato catturato in guerra, morì di malattia, da suocero nel carcere del genero. E non molto dopo Seleuco fu ucciso con l'inganno da Tolomeo Cerauno, che egli aveva accolto, bisognosissimo di aiuti altrui, dopo che dal padre era stato cacciato da Alessandria. Invece lo stesso Tolomeo, dopo che, da vivo, aveva ceduto il regno al figlio, si dice che fu privato della vita da quello medesimo. Poiché riteniamo che su costoro sia stato detto abbastanza, abbiamo intenzione di raccontare di Amilcare e di Annibale, i quali è noto che furono i più grandi, sia per grandezza d'animo che per astuzia, tra tutti i generali Africani.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Grammatica Picta
- Visite: 2
Post exercitus nostri foedam fugam Metellus et Silanus consules provincias inter se …
Dopo la vergognosa fuga del nostro esercito, i consoli Metello e Silano, si erano divisi fra loro le province, e la Numidia era toccata a Metello, un uomo energico e dalla reputazione immacolata. Egli, non appena ottenne la carica, si dedicò alla guerra che aveva intenzione di combattere. Pertanto, non fidandosi del vecchio esercito, arruolava soldati, faceva venire guarnigioni da ogni dove, preparava armi, dardi, cavalli e tutte le altre attrezzature militari. Anche gli alleati, le popolazioni latine e i re, mandarono spontaneamente truppe ausiliarie. Così, preparate e organizzate tutte le cose, giunse in Numidia, con grande aspettativa dei cittadini, poiché Metello, di fronte alla ricchezza, mostrava un animo incorruttibile; infatti sappiamo che, prima di allora, in Numidia, per l'avidità dei magistrati, le nostre forze erano state indebolite, e, al contrario, le forze dei nemici erano state accresciute.