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Hannibalis copiae venerunt ad rupem angustam et ita rectis …
Le truppe di Annibale giunsero ad uno dirupo angusto e con rocce così a strapiombo che a fatica un soldato privo d'armatura riusciva a calarsi aggrappandosi con le mani ai cespugli e agli sterpi che sporgevano intorno. Il luogo, già prima a strapiombo per conformazione naturale, a causa di una recente frana del terreno era a tal punto dirupato che i cavalieri furono costretti a fermarsi come davanti alla fine della strada. Annibale chiese la ragione del ritardo; i soldati risposero che il dirupo era impercorribile. Il generale avanzò allo scopo di esaminare il luogo, ed ordinò che l'esercito venisse fatto girare tutt'intorno, attraverso un lungo movimento circolare. Quella strada, però, fu impercorribile: al di sopra della vecchia neve, ce n'era della nuova, intatta e di poco spessore, in maniera tale che i piedi di coloro che avanzavano si posavano facilmente sulla neve morbida e non alta, ma in realtà, quando essa si sciolse per via del passaggio di così tanti uomini e così tante bestie da soma, essi camminavano sul nudo ghiaccio sottostante e sulla fanghiglia scivolosa della neve che si liquefaceva.
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Cyrus subacta Asia et universo Oriente in potestatem redacto Scythis …
Ciro, una volta che l'Asia era stata assoggettata e che tutto quanto l'Oriente era stato ridotto sotto il (suo) potere, dichiarò guerra agli Sciti. A quell'epoca la regina degli Sciti era Tamiri, la quale, non spaventata dall'arrivo dei nemici secondo il costume femminile, pur potendo impedire loro l'attraversamento del fiume Arasse, permise loro di passare, sia perché riteneva per sé la battaglia più comoda all'interno dei confini del proprio regno, sia perché riteneva per i nemici la fuga più difficile per l'ostacolo del fiume. E così Ciro, portate le truppe dall'altra parte, dopo essere avanzato un pò nella Scizia, pose l'accampamento. Poi, il giorno successivo, dopo aver simulato la paura, fingendo di essere fuggito lasciando l'accampamento abbandonato, lasciò vino in abbondanza e quelle cose che erano necessarie per un banchetto. Dopo che i ricognitori ebbero informato la regina di questa cosa, Tamiri mandò il figlio giovinetto con un terzo delle truppe a catturare Ciro. Dopo che si fu giunti all'accampamento di Ciro, il giovane inesperto d'arte militare, trascurati i nemici, concesse ai soldati il vino, come se si fosse recato ad un banchetto anziché ad una battaglia: e così gli Sciti vengono sconfitti dall'ubriachezza prima ancora che dalla guerra. Ciro infatti, sapute queste cose, tornò all'accampamento durante la notte, aggredì (presente storico) gli ubriachi ed uccise tutti gli Sciti insieme al figlio della regina.
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Amisso tanto exercitu et quod gravius erat unico filio Tamyris …
Dopo aver perduto un esercito tanto grande, e, ciò che era più doloroso, (dopo aver perduto) l'unico figlio, Tamiri non espresse nelle lacrime il dolore della perdita, ma mirò ai conforti della vendetta, e raggirò con l'inganno equivalente di un'imboscata i nemici che festeggiavano per la recente vittoria; facendo finta di fuggire, dopo aver simulato perdita di sicurezza a causa del colpo subìto, portò Ciro fino a delle gole. Lì, organizzato un agguato sui monti, massacrò molti Persiani insieme al re in persona. In quella vittoria, fu memorabile anche ciò: il fatto che non sopravvisse neppure un messaggero dell'enorme disfatta. La regina ordinò (presente storico) che la testa mozzata di Ciro venisse gettata in un otre pieno di sangue umano, con questo biasimo della crudeltà; ella disse: Saziati del sangue del quale fosti assetato e del quale fosti sempre assolutamente insaziabile!
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Seleuci regis filius Antiochus novercae infinito amore correptus erat, sed impium ...
Antioco, il figlio del re Seleuco, era stato preso da un infinito amore per la matrigna, ma nascondeva con rispettosa dissimulazione l'illecita ferita del petto. E così, l'enorme desiderio e la grande vergogna, sentimenti contrastanti, avevano condotto il corpo del giovane all'estremo deperimento. Il fanciullo giaceva nel piccolo letto, simile ad un moribondo, i parenti si affliggevano, il padre era distrutto dal dolore. Ma questa nuvola di tristezza venne dissipata dalla perspicacia del medico Erasistrato: e infatti, sedendo accanto ad Antioco, dopo che la matrigna Stratonice era entrata nella camera del giovane, il medico di Antioco si rese conto dell'amore, e lo rivelò al re Seleuco. Immediatamente Seleuco (disse): Cederò mia moglie a mio figlio, poiché, dopo essere stato sopraffatto dall'amore, era pronto a dissimulare fino alla morte. Se si sarà valutata la decisione del re, apparirà quanto grandi e quanto difficili prove abbia superato il sentimento d'amore verso il figlio.
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Darius postquam ex Europa in Asiam revertit, Graeciam redigere in suam potestatem statuit ...
Questa è la versione edizione 2021 di Grammatica Picta
Dario, dopo che dall'Europa fu tornato in Asia, decise di ridurre sotto la propria egemonia la Grecia, allestì una flotta di cinquecento navi, e ad essa mise a capo Dati ed Artaferne. Dario era nemico nei confronti degli Ateniesi perché, con l'aiuto di Atene, gli Ioni avevano espugnato Sardi e avevano sterminato le guarnigioni dei Persiani. Appena ebbero fatto approdare la flotta in Eubea, i generali del re conquistarono rapidamente Eretria e mandarono i prigionieri in Asia al re. Di lì, entrarono nell'Attica, e trasferirono le loro truppe sulla pianura di Maratona. Gli Ateniesi furono agitati da un attacco tanto vicino e tanto vasto, e perciò chiesero aiuto agli Spartani. Inoltre, in patria nominano dieci pretori, e tra essi Milziade. Tra i pretori ci fu una grande disputa: il solo Milziade desiderava uscire contro i nemici e scontrarsi in battaglia: i rimanenti desideravano difendere la rocca per mezzo delle mura.