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Tra tutti gli dèi, i Galli venerano in maniera particolare Mercurio; considerano lui l'inventore di tutti i mestieri, e il protettore delle strade e dei viaggi. Oltre Mercurio, venerano Apollo, Marte, Giove e Minerva, e, in merito a questi, hanno pressappoco la medesima opinione delle rimanenti popolazioni: Apollo scaccia le malattie, Minerva insegna i rudimenti dei mestieri e delle arti, Giove detiene il governo sugli dèi del cielo, Marte amministra le guerre. A costui, quando hanno deciso di scontrarsi in una battaglia, dedicano ciò che hanno conquistato con la guerra; quando hanno vinto, sacrificano gli animali catturati, e radunano in un unico luogo tutte le rimanenti cose. In molte città, si possono vedere i mucchi di queste cose nei luoghi consacrati.
Galli Senones, Clusio obsesso, non contenti Romam petiverunt. Tum ad Alliam flumen cum exercitu Fabi
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I Galli Sènoni, dopo aver assediato Chiusi, non paghi, si avviarono verso Roma. Allora il console Fabio, con l'esercito, si fece incontro presso il fiume Allia, e tra i Galli e i Romani ci fu una grande strage. Una volta che l'esercito dei Romani era stato sbaragliato, quando ormai i Galli si avvicinavano alle mura della città, apparve il famoso valore Romano. I senatori, radunati nel foro, mentre il pontefice compiva i sacrifici, si consacrarono agli dèi Mani, e, dopo che furono tornati ciascuno nella propria abitazione, si sedettero sui seggi curuli, poiché volevano, quando fosse venuto il nemico, trovarsi nel proprio ruolo. I Flamini in parte nascosero nelle giare, scavata la terra, in parte portarono via con sé a Veio per mezzo di un carro, qualunque oggetto religioso c'era nei templi. La gioventù, invece, sotto il comando di Manlio, occupò la rocca sul monte Capitolino.
Post Tarquinium Priscum annales tradunt Servium Tullium suscepisse imperium, genitum ex nobili femin
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Gli annali tramandano che dopo Tarquinio Prisco assunse il potere Servio Tullio, nato da madre aristocratica, e tuttavia prigioniera e ancella. È noto che costui sottomise anche i Sabini, aggiunse tre colli alla città – il Quirinale, il Viminale, l'Esquilino – e scavò i fossati intorno alle mura. Gli storiografi antichi scrissero che egli ordinò per la prima volta un censimento, che fino ad allora era una cosa ignota per il mondo. Risulta che sotto di lui Roma aveva ottantatremila cittadini Romani, con quelli che si trovavano nelle campagne. Venne ucciso a causa di un delitto del suo genero Tarquinio il Superbo – il figlio di quel re a cui egli stesso era succeduto – e della figlia, che Tarquinio aveva per moglie.
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Costruisci delle stalle nella fattoria: infatti, le mandrie, in inverno, devono ritirarsi in un luogo caldo. Riponi nelle dispense i prodotti, come il vino e l'olio, e allo stesso modo i recipienti del vino e dell'olio; (riponi) le fave ed il fieno sopra dei tavolacci. Prevedi un luogo dove può vivere la servitù, e dove, stanca a causa del lavoro, del freddo, o del caldo, può agevolmente rinfrancarsi. Colloca la dispensa presso la porta del fattore: così il fattore osserverà l'entrata e l'uscita, soprattutto se non c'è nessun custode. Realizza inoltre una cucina ben fornita, dove in inverno nei momenti che precedono l'alba, verrà preparato e consumato il cibo.
Hannibal, Antiocho fugato, timens ne dederetur Romanis, Cretam ad Gortynios venit. Vidit autem in ma
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Annibale, una volta che Antioco era stato messo in fuga, avendo timore di essere consegnato ai Romani, si recò a Creta presso i Gortini. Vide però che sarebbe stato in grande pericolo a causa dell'avidità dei Cretesi: infatti trasportava con sé una grande somma di denaro, di cui sapeva che era trapelata la notizia. Perciò, da uomo scaltro, prende una decisione di questo genere: riempie molteplici anfore con del piombo, e ne ricopre le sommità con dell'oro e dell'argento; (quindi) depone queste, in presenza dei personaggi più importanti, nel tempio di Diana, simulando di affidare i suoi averi all'onestà di quelli. Dopo aver indotto costoro in errore, riempie con tutto il suo denaro delle statue di bronzo che trasportava con sé, e le lascia nel cortile di casa. I Gortini salvaguardarono il tempio con grande attenzione, non tanto da tutti gli altri, quanto da Annibale, affinché egli non riprendesse il denaro e lo portasse con sé, senza che loro lo sapessero. In tal modo il Cartaginese, dopo aver salvato i suoi averi e aver ingannato i Cretesi, arrivò nel Ponto, presso Prusia (nota: Prusia era il re del Ponto).
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