- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LL 50 LEZIONI DI LATINO - versioni tradotte
- Visite: 1
In Italia, e soprattutto a Roma, c'è una grande abbondanza di biblioteche. Nelle biblioteche vengono conservati libri con iscrizioni sulle pergamene e sulle carte. Le pergamene non sono sugli scaffali, a causa della natura umida del luogo, ma nelle casse. I filosofi e i loro allievi, e i poeti amano le biblioteche e i libri. Nei libri i filosofi trovano la conoscenza dell'animo dell'uomo. I poeti nelle pagine dei libri leggono molte tragedie e commedie Greche e Latine, le quali possono essere imitate. Lucilio è un poeta ed ama la letteratura; insieme agi amici, nella biblioteca Augustana, legge i libri dei filosofi e dei poeti, e li elogia per la saggezza, la cultura e la bellezza.
Ut dicit Eutropius in suo breviario de Romana historia, Manlius Vulso et Atilius Regulus consules su
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LL 50 LEZIONI DI LATINO - versioni tradotte
- Visite: 1
Come afferma Eutropio nel suo compendio sulla storia Romana, Manlio Vulsone e Attilio Regolo sono consoli quando la guerra viene spostata in Africa. I Romani, con coraggio, combattono in mare contro Amilcare, comandante dei Cartaginesi, ed Amilcare viene sconfitto. Il comandate Cartaginese infatti perde sessantaquattro navi e si ritira più indietro. Dai Romani vengono perse venti navi. Ma la flotta dei consoli Romani giunge in Africa e come prima cosa accetta in resa Clupea, città dell'Africa. Successivamente i consoli avanzano con le loro truppe fino a Cartagine, ma Manlio Vulsone saccheggia molte fortezze e ritorna a Roma, poiché desidera un trionfo con un grande corteo.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LL 50 LEZIONI DI LATINO - versioni tradotte
- Visite: 1
Annibale arrivò a Roma senza alcuna difficoltà; piazzò l'accampamento sui monti vicini alla città, e restò in quel luogo per alcuni giorni. Quindi ritornò a Capua, e Fabio Massimo, il dittatore di Roma, gli si oppose nel territorio di Falerno. Annibale fu bloccato a causa della strettezza dei luoghi, ma, di notte, si liberò senza alcuna perdita dell'esercito, ed ebbe Fabio in scherno. Infatti, il generale Cartaginese legò delle frasche alle corna dei torelli, le incendiò, e fece avanzare in ordine sparso una grande turba di questi animali. Questa cosa infuse nell'esercito dei Romani un grande terrore; nessuno, infatti, osò uscire al di fuori del vallo dell'accampamento. È una cosa lunga elencare tutti i combattimenti; quest'unica cosa sarà perciò sufficiente: fino a quando Annibale fu in Italia, nessuno gli si oppose (nel senso: "gli si oppose con successo") sul campo di battaglia.
Multae variaeque sunt militares coronae, quarum sunt triumphalis, obsidionalis, civica, muralis et c
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LL 50 LEZIONI DI LATINO - versioni tradotte
- Visite: 1
Le corone militari sono numerose e diverse, tra queste ci sono la trionfale, l'ossidionale, la civica, la muraria e la castrense. La trionfale è quella che viene data ai generali per l'onore del trionfo; il Senato e il popolo Romano, durante la seconda guerra dei Cartaginesi, assegnarono l'ossidionale a Quinto Fabio massimo dopo che Roma fu stata liberata dall'assedio dei nemici. Su esempio di Masurio Sabino, la corona civica si offriva (presente storico) a colui che aveva salvato un concittadino e al medesimo tempo aveva ucciso un nemico e non aveva abbandonato la posizione. La muraria viene concessa a colui che per primo ha scalato delle mura; la castrense, la quale la quale ha l'effigie di una trincea, (viene concessa) al soldato che è entrato per primo, combattendo, nell'accampamento dei nemici. Tutte queste corone sono d'oro, soltanto l'ovale, indossata dai comandanti supremi durante le ovazioni, è di mirto. Ha luogo infatti un'ovazione quando le guerre non sono state dichiarate secondo la regola, oppure il nome dei nemici è modesto, oppure la vittoria, essendo stata compiuta immediatamente una resa, è arrivata senza sforzo, come si suole dire, e senza sangue. E a questa "facilità" è adatta la fronte di Venere, poiché è il trionfo non di Marte, ma per così dire di Venere.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: LL 50 LEZIONI DI LATINO - versioni tradotte
- Visite: 1
Danae era la figlia di Acrisio. Acrisio rinchiude sua figlia una fortezza, perché non vuole le nozze della fanciulla: infatti, in base al responso di un oracolo, il figlio di Danae deve uccidere suo nonno. Allora Giove si trasforma in una pioggia d'oro, giunge nella fortezza di Danae, e giace con la fanciulla. Così Giove e Danae generano Perseo. Successivamente Danae viene rinchiusa insieme a Perseo in un baule da Acrisio, e viene gettata in mare, ma con l'aiuto di Giove, Danae e il figlio si salvano, e giungono in una piccola isola. Lì un pescatore trova gli sventurati, e li conduce al signore dell'isola. Così Danae va in sposa la re del luogo, e cresce Perseo come il figlio di un re. Il re invece muore, e durante i giochi dei funerali, Perseo lancia un disco, ma il vento devia il disco sulla testa di un invitato. L'invitato è Acrisio, e così Perso uccide suo nonno.
- Tres horas pugnatum est et ubique atrociter. Circa consulem Flaminium valde acris infestaque pugna e
- Quinto anno belli Punici, quod contra Afros gerebatur, primum Romani, Gaio Duilio et Gnaeo Cornelio
- Hannibal invictus ab Italia in Africam revocatus est et bellum gessit adversus Publium Scipionem, fi
- Galli sunt staturae celsae, candido colore, coma rutila, oculorum torvitate terribiles, avidi iurgio