Cesare si lascia convincere a non rinviare la seduta del senato- Versione greco di Plutarco da Askes
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Cesare si lascia convincere a non rinviare la seduta del senato
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Askesis
TRADUZIONE
In quella (seduta) arrivò Decimo Bruto, soprannominato Albino, che godeva della fiducia di Cesare, tanto che l’aveva iscritto come suo secondo erede nel testamento; e ciò nonostante aderiva alla congiura dell’altro Bruto e di Cassio. Egli temette che, se Cesare rinviava ad un giorno diverso la seduta, si sarebbe scoperta la congiura, e cominciò a deridere gli indovini e a rimproverare Cesare, che avrebbe dato occasione al Senato di accusarlo e calunniarlo: quel rinvio sarebbe sembrato al Consiglio un affronto fatto alla sua dignità, poiché si era riunito dietro un suo ordine ed era ansioso di attribuirgli il titolo di re per tutte le province dell’impero che si trovassero fuori dall’Italia; inoltre gli avrebbe permesso di portare il diadema quando si fosse recato all’estero, come in terra così in mare. Se invece ora, a seduta già iniziata, un tale andava a dire loro di andatersene e tornare un’altra volta, quando a Calpurnia sarebbero capitati dei sogni migliori, cosa non avrebbero detto i suoi nemici?
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Bisogna correre in aiuto di Olinto
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro Askesis
TRADUZIONE
Dico che noi (al tempo stesso) dobbiamo mandare aiuti agli Olintiaci, e quanto più rilevante e veloce se ne consiglia l'invio, tanto più l'idea ha il mio consenso, e inviare un'ambasceria presso i Tessali, per informare gli uni della situazione e per incoraggiare gli altri; infatti si è deciso di domandare la consegna di Pagale e di chiedere spiegazioni su Magnesia. Considerate dunque ciò, Ateniesi, che i nostri ambasciatori non annuncino solo parole, ma che possano esibire dei fatti con una vostra uscita in modo meritevole dalla città e con una partecipazione sul luogo delle operazioni; poiché ogni ragionamento, se mancano i fatti, ha l'effetto di un suono vano e insensato, soprattutto quello che viene dalla nostra città; ( quanto più immediatamente infatti sembra che ne facciamo impiego, tanto più tutti ne diffidano). Bisogna dunque dimostrare un grande mutamento, una grande variazione, versando aiuti per la guerra, partendo per un'operazione: bisogna eseguire tutto subito, ( se volete che qualcuno vi presti attenzione ). E se volete anche realizzare subito tutto questo, come conviene, o Ateniesi, non solo a Filippo le sue coalizioni si sveleranno affaticate e inaffidabili, ma risulteranno incerti anche il potere e l'influenza che ha ereditato dagli antenati.
La scelta di Atene di lottare contro Filippo è stata giusta - Versione greco di Demostene da Askesis
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La scelta di Atene di lottare contro Filippo è stata giusta
VERSIONE GRECO Demostene
TRADUZIONE dal libro Askesis
Ει μεν τοινυν τουτ επεχειρουν λεγειν, ως εγω προηγαγον υμας αξια των προγονων φρονειν, ουκ εσθ οστις ουκ αν εικοτως επιτιμησειε μοι. Νυν δ εγω μεν υμετερας τας τοιαυτας προαιρεσεις αποφαινω, και δεικνυμ οτι και προ εμου τουτ ειχεν το φρονημ η πολις, της μεντοι διακονιας της εφ εκαστοις των πεπραγμενων και εμαυτω μετειναι φημι ουτος δε των ολων κατηγορων και κελευων υμας εμοι πικρως εχειν ως φοβων και κινδυνων αιτιω τη πολει, της μεν εις το παρον τιμης εμ αποστερησαι γλιχεται, τα δ εις απαντα τον λοιπον χρονον εγκωμι υμων αφαιρειται. "
Se dunque egli cercava di dire ciò, cioè che io vi ho spinti a pensare alle cose degne dei nostri antenati, non c'è nessuno che mi potrà criticare giustamente. Ora io dichiaro che tali opinioni sono vostre e mostro che anche prima del mio intervento la città aveva queste intenzioni e dico anche da parte mia ho partecipato all'attuazione di ciascuna delle cose fatte. Eschine, parlando contro ogni cosa e ordinando che voi siate severi nei miei confronti, come se fossi la causa di pericoli e paura per la città, desiderava privarmi dell'onore per il presente, e toglie per il nostro futuro ogni onore.
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Alessandro sale al trono
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro askesis
TRADUZIONE
Salì al trono a 20 anni quando il regno aveva grande invidia e terribili odi e pericoli da ogni parte. Infatti né le genti barbare che confinavano sopportavano la schiavitù, desiserando i regni patrii, né Filippo avendo dominato la Grecia con le armi era in grado di aggiogarla e aveva tempo di ammonirlo ma avendola solo sconvolta e travolta, lasciò che la situazione fosse molto turbata ed era agitato perche non era abituato (al dominio). Temendo i Macedoni, quella circostanza, ed essendo del parere che Alessandro dovesse del tutto abbandonare la Grecia senza usare violenza ed invece ridurre all'obbedienza con la persecuzione i barbari che si erano ribellati e curare gli inzi di ribellione. Invece quello (Alessandro) di opinione del tutto contraria decise con ardire e magnanimità di ottenere la sicurezza e la tranquillità con le sue azioni in quanto se non si fosse comportato con animo forte e da dominatore tutti lo avrebbero assalito.
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Incontro tra Alessandro e Diogene
VERSIONE DI GRECO E TRADUZIONE
Inizio: εις δε τον Ισθμον των Ελληνων συλλεγεντων και ψηφισαμενων...Fine: "ει μη Αλεξανδρος ημην, Διογενης αν ημην"
Radunandosi i greci nell'Istmo e avendo deciso di combattere con Alessandro contro i Persiani, fu proclamato il capo. Poiché molti uomini politici e filosofi gli si erano presentati rallegrandosi (συνήδομα), egli (Alessandro) sperava che avrebbe fatto la stessa cosa anche Diogene di Sinope, che viveva nei dintorni di Corinto. Ma poiché quello non dandosi affatto preoccupazione di Alessandro, passava il tempo libero nel Cranèo (= ginnasio di Corinto), si dirigeva lui stesso da lui; per caso (Diogene) si trovava sdraiato al sole. E si tirò un po' su a sedere, poiché stavano venendo(gli) incontro tanti uomini, e guardò attentamente verso Alessandro. Poiché quello, lo aveva salutato e gli rivolgeva la parola, gli chiese se per caso aveva bisogno di qualcosa, (Diogene) rispose: "(Sì): spostati dal sole". Si dice che per questo Alessandro ammirò a tal punto l'orgoglio e la grandezza (d'animo) di (quell')uomo, che, mentre quelli del suo seguito, si allontanavano, deridendolo e sbeffeggiandolo disse: "Ma io, se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene."
(By Vogue).